Un trionfo con l’aiuto della Juve (e che può aiutare la Juve)

di Nino Flash |

Non me ne vogliano Donnarumma, Jorginho e relativi sostenitori, ma il marchio Juventus su questo storico trionfo tricolore è molto forte.

Di Chiellini & Bonucci cosa possiamo dire ancora? Se sono in palla, come lo sono stati in questo Europeo, formano un muro invalicabile, forse il più invalicabile della storia del calcio mondiale se consideriamo la longevità di questa coppia (che da 10 anni domina dentro e fuori area). Ovviamente la loro carta di identità non può mentire, ma abbiamo visto anche i vari Thiago Silva e Sergio Ramos rimanere ad altissimi livelli nonostante l’età.
La personalità, l’affiatamento e l’esperienza contano sempre, soprattutto in certe partite in cui ogni azione può decidere la competizione. Capitan Chiellini ci è mancato in tante, troppe sfide di Champions League che hanno portato all’eliminazione (assente andata e ritorno contro Bayern, Ajax, Lione e in campo appena 35 minuti su 210 contro il Porto), oltre al forfait nella finale di Berlino 2015. Meglio non pensare più a come sarebbero potute finire queste 9 sfide in cui la Juve ha complessivamente subito 18 gol.
Di Chiesa ora tutti possiamo tessere le sacrosante (!) lodi del caso, malgrado serpeggiasse un po’ di scetticismo ai tempi del suo acquisto, fortemente voluto da Paratici. Ma Federico, se fosse rimasto a Firenze, non avrebbe compiuto la crescita che in pochi mesi l’ha trasformato da giovane promessa del calcio italiano a stella del calcio internazionale. Lui ci ha messo molto del suo in termini di abnegazione, caparbietà, consapevolezza dei propri limiti e voglia di migliorarsi; ma anche la Juve ha creduto molto in lui, gli ha dato modo di confrontarsi – non tanto in Champions quanto alla Continassa – con il top del professionismo e fargli fare quel salto di qualità che però Mancini all’inizio di Euro2020 non aveva premiato. Per fortuna (sua e nostra) il ct azzurro ha capito presto che il ragazzo, al top della condizione, va fatto sempre giocare.
Di Bernardeschi possiamo dire che torna a Torino non solo col titolo di Campione Europeo ma anche col morale risollevato, avendo lui stesso detto (dopo la finale) che è stata una stagione molto difficile per lui. Non ha giocato molti minuti di Euro2020, ma due rigori su due segnati nelle lotterie spagnola e inglese forse significano che la qualità c’è sempre e bisogna esser bravi a tirargliela fuori (Max qualche volta ci riuscì…).
Nessun’altra squadra ha dato tanto alla Nazionale di Mancini quanto la Juventus. Ed è un po’ destino (o logica) che dietro ogni successo azzurro ci sia un blocco bianconero. Ma potrà tornare utile alla Juve questo inatteso quanto meritato successo? Quattro nazionali sembrano pochi, ma in questi tempi di globalizzazione del calcio sono tanti e possono pesare molto in un gruppo di 20 giocatori. Per loro quattro sicuramente si può parlare di aumento dell’autostima, di maggiore serenità, non di appagamento ovviamente, perché sono alla Juventus e loro lo sanno. Può essere quindi benzina importante per poter ripartire sull’onda dell’entusiasmo. Per gli altri della rosa, è comunque importante avere la conferma di poter fare affidamento su giocatori che hanno saputo mettere in campo con profitto tutte le proprie qualità. E quando si affronteranno le grandi corazzate di Champions (speriamo dai quarti in poi…), non sarà Cristiano Ronaldo l’unico ad avere alle spalle il background di esperienze vincenti in un contesto internazionale. Quanto agli avversari, beh, affrontare la Juventus significherà affrontare la squadra con più Campioni d’Europa e col miglior giocatore del mondo, si spera…
A proposito, visto mai che questa vittoria azzurra a tinte bianconere convinca definitivamente CR7 a rimanere alla Juventus? Dopo tutto, tra Campioni d’Europa ci si dovrebbe intendere meglio, no?

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