Un campionato così diverso e così uguale

di Francesco Cionfoli |

E’ vero, siamo solo a inizio novembre. Ventotto partite da giocare ancora, tantissimi punti in palio per la classifica forse più corta degli ultimi anni; questa stagione da subito si è rivelata diversa dalle altre per svariati motivi. Tuttavia, la ragione più giusta per cui si dichiara ormai dalle prime giornate che questo 2019/2020 è così antitetico al passato, è legata al nuovo modo di giocare le partite, meno attendista e più propositivo: ne scaturisce un aumento di reti segnate e soprattutto subite da molte squadre, ne beneficiano forse più di tutti spettatori da stadio e amanti del bel calcio sulle poltrone.

Infatti, è una costante di certo anomala vedere la Juventus subire gol anche in casa con squadre di bassa classifica e con una disattenzione non mostrata in passata; è una juve DIVERSA ma in fondo SEMPRE UGUALE: le partite fino ad ora registrano un più uno nella differenza reti rispetto all’avversario e attendiamo con ansia la prima goleada bianconera di marchio sarriano (Leverkusen a parte). Tutto cambia restando momentaneamente l’identico copione a cui ci siamo abituati, e mai la Juventus vorrebbe perdere la parte di attrice protagonista della compagnia: la vetta è prerogativa intrinseca ai bianconeri, le spetta per indole. Così, tra partite rocambolesche, clamorosi ribaltoni e over scontati nelle schedine dopo il primo giro di boa, gli inseguitori già hanno l’amaro in bocca, poichè la squadra così diversa da questa estate in poi, è la solita capolista che non demorde.

E’ questo un campionato dove si segna e subisce di più, ma la vetta se la prende come sempre, almeno per ora, chi subisce meno; non a caso a inizio stagione si parlava di un inter solida e impenetrabile che comandava momentaneamente la classifica. Certamente l’inversione di posizione in classifica è stata generata dallo scontro diretto a favore dei bianconeri; tuttavia, i punti e la credibilità di esser la squadra da battere, sono fattori che i nerazzurri hanno perso con una più accentuata vulnerabilità difensiva. La differenza tra juve e inter è attualmente definibile come “più uno” (18 fatti e 9 subiti per i bianconeri, 19 e 10 per i nerazzurri) e una classifica che dice 26 a 25.

Max Allegri diceva che il campionato lo avrebbe vinto chi subiva massimo 20 gol a stagione; questa però è una stagione DIVERSA, i gol subiti da chi si giocherà la vetta saranno superiori ma la costante, SEMPRE UGUALE, sarà quella del subire meno per vincere alla fine. Per questa ragione (naturalmente una delle tante) escludiamo a priori la sorprendente Atalanta, ormai entrata a pieno nel gruppo che lotterà per la Champions: la dea con 30 gol in 10 partite comanda la classifica dei gol fatti, ma con 16 subiti si dimostra troppo perforabile rispetto a chi ambisce alla vittoria finale (perchè non potrai mai vincere quasi tutte le partite segnando tanto e uno in più rispetto all’avversario).

La quarta in classifica è la Roma, che segue un andamento simile ma ovviamente inferiore a juve e inter: un più 7 in differenza reti, ma 11 gol subiti sono già tanti dopo 10 giornate, tanti anche se pochi rispetto ai 9 e 10 delle prime 2. Una menzione a parte merita il Napoli, più forte sulla carta degli altri anni e delle altre, ma meno efficace e performante: sesto posto in classifica e, come la roma, un più 7 che ha il suo tallone d’achille in quel 13 alla voce gol subiti; naturalmente la ripresa del Napoli è questione scontata per valore di squadra, allenatore e sogno nel cuore.

Ma torniamo a noi, alla Juventus; attualmente tutti si interrogano su 2 problemi: segnare poco rispetto alla mole creata, subire di più rispetto alla norma se ti chiami juve: tutti guardano alle diversità di questa nuova creature che inizia anche a germogliare in bellezza che non aveva (appunto è DIVERSA), ma perchè non fermarsi un attimo sull’immutato? Vincere e comandare, sono i verbi attuali di questa Juventus, i soliti e uguali verbi: ci sarà tempo per non subire, divertire e tritare, i verbi di Maurizio Sarri.


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