Un calcio diverso per arrivare al sogno

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Salvo Bencivinni

Sono tifoso della Juve e, purtroppo, dal lontano 95-96, non vedo alzare la coppa dalle grandi orecchie alla mia squadra del cuore. Dopo la sconfitta in supercoppa italiana, ho sentito troppi tifosi criticare aspramente Sarri e la squadra.

Critiche, a mio giudizio, eccessive. Non dobbiamo dimenticare che questa estate la società ha fatto una rivoluzione copernicana. Abbiamo salutato Max Allegri, che naturalmente ringrazio per i tanti successi ottenuti a livello nazionale, per inseguire un sogno. Il sogno di tornare a giocare un calcio offensivo e coraggioso che ci possa permettere di alzare nuovamente la coppa dalle grandi orecchie. Molti tifosi probabilmente non ricordano l’ultima Juve che ha vinto la Champions.

Ebbene, quella di Lippi era una squadra che giocava un calcio coraggioso, rischioso ed entusiasmante. Un calcio che, a livello di Champions League, ci ha permesso di fare 3 finali consecutive. Lasciate lavorare in pace Sarri. La squadra ha ancora molti difetti, ma sta cercando di cambiare pelle. In Champions League abbiamo chiuso al primo posto del girone, qualificandoci con 2 turni di anticipo agli ottavi di finale. In campionato siamo attualmente primi in classifica. La supercoppa italiana conta zero.

Per vincere in Champions, salvo rare eccezioni( tipo il Chelsea di Di Matteo e l’Inter di Mourinho, che giocavano un calcio fatto di difesa e contropiede), è necessario giocare un calcio d’attacco. Non dobbiamo dimenticare la finale di Cardiff. La tanto decantata difesa della Juve è stata annientata dall’attacco del Madrid. A mio parere Sarri è sulla buona strada. A tratti si vede già una squadra capace di dominare il gioco. Manca ancora la continuità nei 90 minuti e la capacità di difendere più alti. Ma, sono sicuro, che arriveranno entrambe.

Giocare un calcio fatto di difesa e contropiede in Europa non porta a niente. La Lazio di Inzaghi e l’Inter di Conte, squadre che ancora giocano con un preistorico 5- 3 -2, non sono riuscite nemmeno a superare il primo turno nelle coppe europee. Non dobbiamo dimenticare che il calcio troppo attendista, prima di Conte e poi di Allegri, non ci ha permesso di sollevare la coppa dalle grandi orecchie.

Dopo 8 scudetti consecutivi, era il momento giusto per cambiare. Pensiamo in grande. Non si deve tornare indietro. Non accontentiamoci del calcio sparagnino che ormai si gioca solo in Italia. Lasciamo lavorare in pace Sarri, anche a costo di qualche piccola delusione. Inseguiamo il sogno. Io ci credo.


JUVENTIBUS LIVE