L’ultimo viaggio di SuperGigi / Il Barca alle spalle, il Sassuolo alle porte

di 2Q18 |

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L’ultimo viaggio di Gigi Buffon è il diario-racconto, dalla parte del leggendario portiere bianconero, della sua ultima stagione. Giorno dopo giorno, gara dopo gara, sfida dopo sfida. Emozioni, sensazioni, ricordi, speranze, esultanze. E, ancora, sogni. Omaggio di Juventibus.

 

 

Non ho resistito, ho dovuto dirlo ai giornali, come un uomo debole. Sensazioni che di solito tengo per me. Ma quello che ho provato martedì sera, già dopo il loro secondo gol, era davvero un senso di impotenza strisciante, subdolo. Questo talento, dicono, assieme al dedizione per il lavoro quotidiano, mi ha reso per molti anni il portiere più forte del mondo. Eppure troppe volte al fischio finale sono andato di là, a cercare Ramos, Ronaldo, Messi e Piquet con la frustrazione nel cuore sconfitto, e sì, forse a testa alta, ma sempre sconfitto. Sconfitto in momenti in cui avrei voluto sentirmi addosso gli occhi lucidi per la vittoria, e non mimare quel solito sorriso di circostanza che odio a morte quando mi rivedo. Occhi lucidi di furia gioiosa con la vittoria nell’anima, questo voglio. E voglio che gli altri cerchino me per le strette di mano rituali.

Invece no, galantomia. Mucho onor caballeros! Stringere la mano ai vincitori è un supplizio, e farlo con Sergio lo odio in particolare. In campo è feroce, scorretto, furbo, violento, al punto tale che mi piacerebbe averlo con me. Batterlo, come agli Europei, è qualcosa di unico, è come prenderti tutto ciò che è suo e portarglielo via mentre ti guarda impotente e schiuma vendetta.

E invece Messi, Rakitic e ancora Messi. È toccata ancora a me la cerimonia.

Non si dovrebbe fare ma siamo umani. Cosa? Tornare indietro sulle partite giocate, un rimuginare sordo e muto, dove nei ricordi prendono forma nitida soprattutto alcuni momenti decisivi. Se ci fossimo chiusi a Berlino, anziché lottare a campo aperto? Se avessimo bloccato ogni spazio? Chiuso ogni linea di passaggio puntando sui rigori? Ne avevamo la forza? Avevamo la testa? O abbiamo tentato di far male per primi proprio per paura di perdere comunque pur restando noi stessi? E a Cardiff? Potevo fare di più sul tiro di Casemiro? Era lento, deviato e lento, e io sono stato altrettanto. Lento. Dentro di me, so che avrei potuto e dovuto prenderlo. Forse avremmo perso comunque, perché intorno a te lo senti se il mondo è tuo, l’atmosfera ti appartiene e ti seduce. È come con le donne. Sai sempre se le piaci, quanto le piaci, cosa vuole davvero da te, se è finita o se sarà una débâcle, ma io non me lo toglierò mai dalla testa, quel io tiro dovevo prenderlo.

Se detesto perdere non è solo per l’orgoglio. Tornano su le ferite non rimarginate. Sabato sorso sono andato in panchina, e senza l’orizzonte Camp Nou mi sarei arrabbiato. L’ho già detto altre volte, non c’è più tanto tempo e sono avido di campo, di quei momenti carichi d’adrenalina. Ma vabbè mi sono detto, martedì ci sono Messi, Suarez e Piquet, c’è Iniesta a cui mostrerò la mano aperta, in ricordo del 3-0 per noi… Spazio a Wojci, nessun problema! E sono contento che abbia fatto bene, deve abituarsi alla Juventus, a prendere quel tiro, quei due tiri al massimo a partita, ne ho visti tanti qui di portieri bravi che non erano pronti sul pallone giusto. Wojci è di un altro livello, e dovrà puntare a far meglio di me. Prendimi il posto! gli dico ogni tanto, scherzo ma non fino in fondo. Prenditi il mio posto! Fammi capire che devo smettereSe non ci riesci, mi guardi anche l’anno prossimo! Fai la fine di Boniek! Si allena bene, ma anche da lui, come da tutti, voglio più ferocia. Fe-ro-cia! Gli occhi della tigre.

Ai giornalisti ho detto che so come si battono gli spagnoli e i due extraterrestri, ma non è vero. Non c’è un segreto, ci sono i momenti e le opportunità, serve la gara perfetta in un giorno in cui corri più di loro, e un bacio in bocca della fortuna.

Domani a Reggio gioco io, davanti non avrò Sergio né Leo, né Cristiano né Andrés, né Isco né Gerard. Ma il Sassuolo è l’avversario perfetto. Affamato, senza punti, con buona reputazione, ma fragile. Vincere è tassativo, cancellerà le scorie. Gli uomini forti superano le difficoltà, ho detto… che frase a effetto. Da condottiero e da impostore.  Concedetemi un po’ di scena. Per scuotere l’anima degli uomini, spesso, non c’è niente di meglio.