All’UEFA l’ultima parola

di Juventibus |

Alla vigilia della riunione in videoconferenza delle 55 federazioni europee calcistiche europee, filtrano indiscrezioni su quelle che potrebbero essere le soluzioni che la Uefa potrebbe adottare nei prossimi giorni, al fine di gestire un’emergenza che non riguarda solo le competizioni continentali, ma anche i tornei nazionali, in quanto produttori delle graduatorie necessarie all’avvio della stagione 2020/21.

Ed è l’autorevole quotidiano spagnolo “AS” a fornire i dettagli di quelle che dovrebbero essere le linee guida che potrebbero delinearsi fin dall’incontro di domani.

Le urgenze sembrano essere tre.

La prima riguarda il destino dell’Europeo 2020, che molte leghe vorrebbero fosse rinviato. Qui la discussione potrebbe essere sul “come”, più che sul “se”.

La seconda esigenza è quella di trovare tempi e modi utili a concludere Champions League ed Europa League 2019/20, ma verosimilmente si dovrà attendere l’evoluzione della pandemia per comprendere meglio i margini temporali di manovra.

La terza impellenza è quella di stabilire criteri (auspicabilmente validi per tutte le federazioni) al fine di garantire l’accesso alle coppe per la stagione 2020/21 in base a “giustizia e uguali meriti” (questo il virgolettato di “As”). Tra le righe emergerebbe quindi la possibilità che tutte le federazioni europee potrebbero accettare, se non volere, che sia la Uefa – soprattutto qualora non si possa portare a termine la stagione – a stabilire il destino di tutte le classifiche dei campionati interrotti, anche per evitare polemiche e contenzioni in seno alle singole leghe/federazioni nazionali. Sarebbe una soluzione anche logica perché regolerebbe allo stesso modo la stessa anomala e straordinaria fattispecie occorsa in quasi tutti i campionati nazionali d’Europa, ossia quella dell’interruzione per cause di forza davvero maggiore, al di là qualsiasi ipotesi statutaria.

In soccorso a questo scenario sovviene il precedente del Partizan Belgrado, decretato campione dalla Uefa nel 1999, a seguito dello stop del campionato a dieci giornate dalla fine, a causa del conflitto esploso nei Balcani. In quel caso fu presa per valida e definitiva la classifica dell’ultimo turno giocato, stante l’impossibilità di portare a termine la stagione. Ed è proprio questa la soluzione che l’Uefa sembra preferire: cristallizzare le classifiche dell’ultimo turno completo disputato e renderle definitive, sia per il titolo che per le posizioni di accesso alle coppe, lasciando invece ampia libertà per le retrocessioni.

Oggi la situazione non è paragonabile a quella del ’99, perché è nota la volontà delle leghe di proseguire e terminare a tutti i costi i campionati 2019/20, per motivi contrattuali ed economici. Staremo a vedere se la Uefa troverà una soluzione, mediando gli interessi dei 55 attori di questa non facile partita. Domani il fischio d’inizio.


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