Quella trasferta a Udine del 2000: Ancelotti, Ferrara e Tudor…

di Mario Sironi |

La macchina del tempo del Vintage ci porta questa settimana indietro di quasi 16 anni, esattamente al 5 febbraio del 2000, Udine, stadio Friuli (attualmente trasformato nella Dacia Arena).
La Juventus di Carlo Ancelotti si presenta alla terza di ritorno di campionato in testa alla classifica che così recita: Juventus 40 punti, Lazio 39.

E’ sabato. L’amico Paolo mi telefona a casa e dice: “Hai da fare oggi pomeriggio ?”. “No, perché?” rispondo. “Alle 4 vengo a prenderti che andiamo a Udine a vedere la Juve”.
Da abbonati al Delle Alpi, non facevamo molte trasferte. Partiamo dunque da Milano, siamo in quattro, macchina piena. Il viaggio è tranquillo anche se la velocità media è abbastanza sostenuta, per utilizzare un eufemismo.

Arriviamo in città e ci perdiamo (i navigatori satellitari non erano ancora diffusi), chiediamo ad un tizio in auto al semaforo: è juventino e ci dice di seguirlo che anche lui sta andando alla partita. Non ricordo bene come trovammo il biglietto, forse addirittura in biglietteria allo stadio.
Partita serale e rischio nebbia ma l’incontro inizia.

La Juve schiera in porta l’olandese Van der Sar, difesa a 4 con Zambrotta, Tudor, Iuliano e Ferrara, a metà campo Tacchinardi, Conte e Davids con Zidane a supporto, attacco con la coppia Del Piero e Inzaghi. Non siamo particolarmente brillanti, nel primo tempo, fino a che l’Udinese passa in vantaggio con un gol di Jorgensen dopo una serie di buone parate di Van der Sar (proprio lui).
Il freddo pungente friulano congela la nostra arrabbiatura.
Nella ripresa gran forcing juventino poi Ancelotti fa entrare anche Kovacevic (indimenticabile una sua doppietta all’Inter a San Siro in quegli anni) ma i bianconeri (di Torino, in maglia blu quella sera) restano anche in dieci per l’espulsione di Tudor.
Poi, sugli sviluppi di un calcio d’angolo ed a un quarto d’ora dalla fine , pareggia Ciro Ferrara di testa.
La Juve non molla mai anche in inferiorità numerica: è questo che ci distingue dagli altri, il resto sono solo “chiacchiere e distintivo” , come diceva qualcuno in un famoso film.
Mancano dieci minuti ma non succede più nulla perché cala un nebbione pazzesco sullo stadio . “Sono solo fumogeni” – dico scherzando agli amici – ma in realtà non si vede più nulla e la partita finisce 1-1. La Lazio intanto ha vinto col Torino 4-2 e ci scavalca in classifica. Supereremo nuovamente i bianco-azzurri nelle giornate successive arrivando anche a + 9 : vantaggio che evaporerà a maggio, nella pioggia di Perugia.
Il viaggio di ritorno è particolarmente complicato. Nebbia fino a Brescia con visibilità nulla. Arriviamo a casa alle 3,30 della notte. Ma per la Juve si fa questo e altro.