Tuttosport insegue la Gazzetta

di Willy Signori |

Tuttosport è la bibbia dello juventino, l’house organ della Juventus FC“.

Questo il parere di comodo di tutti gli antijuventini, tifosi o giornalisti d’accatto che siano.
Chi invece ci crede davvero probabilmente vive in una remota provincia del pianeta Marte ed è poco informato sulle dinamiche del pianeta terra.

In realtà Tuttosport oggi sta agli juventini come la bibbia ai cattolici: in pochi lo comprano, pochissimi lo leggono, quasi nessuno ci crede.

Precisiamo: in passato Tuttosport è stato un glorioso giornale, con “discrete firme”® come Casalbore, Ormezzano, Beccantini o Caminiti, e anche oggi ospita il parere e i resoconti di stimati professionisti.
Quanto alla linea editoriale però… abbiamo le nostre perplessità, partendo dal direttore che fino a 2 anni fa combatteva una guerra alla Juve a colpi di prime pagine nel giornale speculare (stesso editore) di Roma.

E il manifesto di ogni linea editoriale di un quotidiano è ben rappresentato dalle prime pagine, nel caso di TS piene ormai di riferimenti al fantomatico “triplete” che abbiamo già appurato essere una cosa inesistente.

È giusto ricordare che non è solo il giornale di Torino a menarcela con sta storia del triplete; la Gazzetta dello sport ormai la tira avanti da giorni, con intenti più scaramantici che altro (manca solo Lino Banfi nella vasca da bagno).
La nostra “battaglia” di civiltà non è contro questo o quel giornale, ma sottolinea le incoerenze di certi messaggi che vengono inoltrati ogni giorno ai lettori.

In particolare la serie di articoli di Tuttosport è un boomerang per tutti gli juventini e l’apice è stato raggiunto oggi, venerdì 28 aprile 2017, col titolo che rimarrà nella storia “TRIPLETTATELA” in relazione alla nuova maglia spoilerata per errore dallo sciagurato Cuadrado.

Gobbi di tutto il globo: questa prima pagina è la nostra condanna, mettiamocelo in testa, perché qualunque cosa accada che sia diverso dal vincere tutto, questo titolo ci tornerà indietro in faccia un miliardo di volte.
È il “la stiamo vincendo” di Suma, il “te fidi?” di Nainggolan, i premi scudetto di Suning, le ultime parole famose della Gialappas, tutti gli sciagurati proclami del pre che naufragano nel post.

Ma soprattutto è una balla colossale: innanzi tutto perché non si può leggere “triplettatela”… Che roba è? Che lingua è? Da quando esiste il verbo “triplettare”?
Mi sono perso una riunione dell’accademia della crusca?

In seconda battuta, il triplete non esiste, l’abbiamo già spiegato, è un’invenzione giornalistica ma non è un trofeo, non si mette in bacheca, non finisce nell’albo d’oro, non vale nulla. Per esempio la squadra più titolata al mondo, il Real Madrid non l’ha mai fatto.

Terzo aspetto, il più importante: non c’è un tifoso juventino che sia uno a cui freghi qualcosa della “tripletta”. Ve l’assicuriamo e lo sottoscriviamo.
Al tifoso della Juve interessa la CL: nessuno si dispererebbe se la Coppa Italia dovesse andare alla Lazio dopo aver vinto Scudetto e Coppa Campioni soltanto perché “eh insomma sto triplete mancato”…
Nessuno baratterebbe un triplete con quasi 10 anni di oblio, nessun gobbo (sano di mente) scambierebbe il triplete col ritrovarsi in semifinale di CL anche l’anno prossimo o col vedere la propria squadra vincente 2/3 volte nella prossima decade.
Nessuno.

Comprendiamo in parte le dinamiche della redazione della Gazzetta dello sport (dinamiche che abbiamo più volte analizzato in passato, link1, link2, link3) e cioè nella fattispecie creare attesa per il trionfo, vendere ai tifosi se si verifica, vendere agli anti se il progetto fallisce miseramente.

Ci sfugge però la campagna al limite del grottesco di Tuttosport. Dalla prima pagina del 25 febbraio 2016 col famoso “ha arbitrato lui” rivolto a Guardiola (da notare la foto del tecnico spagnolo immortalato con un’espressione ebete che manco Fede con D’Alema ai tempi del tg4…) alle ultime uscite fastidiose e ripetute sulla tripletta, come se fosse qualcosa di dovuto o peggio ancora scontato.

Chi conosce la storia del calcio (e un giornalista che scrive o dirige un quotidiano sportivo dovrebbe conoscerla…) sa benissimo che la Champions’ League e la competizione dei dettagli, dei particolari, dove non sempre vince il più forte e che per natura tende a sovvertire qualsiasi pronostico. La classica competizione dove la differenza tra genio e fesso passa da un palo-gol ad un palo-fuori, come diceva Nereo Rocco.

Chi conosce la storia della Juve (e chi scrive o dirige il quotidiano sportivo di Torino dovrebbe conoscerla… no?) sa altrettanto bene il rapporto conflittuale che la Juventus ha con questa benedetta coppa, che l’ha vista spesso sconfitta in finale, sia che ci arrivasse da strafavorita, favorita o sfavorita.

Quindi parlare di “triplettare” una maglia come se fosse facile dovrebbe essere messo all’indice come folle, ben oltre l’ottimismo.
Un’operazione editoriale che è buona solo per le prese in giro del post e sinceramente… da juventini abbiamo già dato.