Tutto sul dopo-Allegri (la Juve decide entro fine marzo)

di Luca Momblano |

Ciò che è circolato a proposito del dietro le quinte della Juventus pochissime ore dopo il 2-0 patito in casa dell’Atletico Madrid in pochi lo sanno. E tra coloro che lo sanno, molti non sanno che ciò che gli è stato riferito è poco o niente, oltre che probabilmente distorto per via delle reazioni di pancia degli juventini che hanno – con o senza la loro volontà – partecipato a una gigantesca catena di Sant’Antonio poi proposto in versione minimal come retroscena da diverse testate.

In questi casi meglio stare sulle notizie di stretta attualità, cercando di metterle insieme con l’idea di dare un senso a ciò che avverrà piuttosto che a ciò che sarebbe avvenuto. Non è compito facile, la Juventus è un bel riccio quando scattano le sirene dell’allarme. Però, a una settimana dal match di ritorno che non soltanto Cristiano Ronaldo pensa di poter ribaltare al netto di tattiche ed esorcismi, è un dovere provarci partendo da alcuni rumours molto affidabili sui quali – va specificato – non c’è modo di ottenere alcuna conferma incrociata ma nonostante ciò userò per semplicità la forma dell’indicativo e non del condizionale inserendo però da una a tre X a fondo notizia per indicare la solidità giornalistica di quanto scritto:

– La Juventus e Massimiliano Allegri non proseguiranno il loro rapporto. La consapevolezza è reciproca, le confidenze non lasciano spazi a interpretazione, Allegri ha già formalmente liberato per l’estate la propria residenza torinese, si va avanti insieme per l’ottavo e per gli ottavi perché noi siamo la Juventus. XXX

– Andrea Agnelli ha deciso che il nome del prossimo allenatore della Juventus, che sarà un allenatore di progetto – quindi con almeno tre anni avanti di contratto – dovrà essere chiaro, deciso e sottoscritto entro la fine del mese di marzo. Quindi Juve-Atletico non sarà il teatro del destino, se non per le sorti di questa edizione della Champions League. XXX

– Andrea Agnelli ha la sua idea da tempo, e corrisponde al nome di Zinedine Zidane. Il presidente ha però chiesto, in un incontro dedicato, di esprimere eventuali loro candidature concretizzabili sia a Fabio Paratici che a Pavel Nedved prendendosi il (poco) tempo necessario. Si può intendere che ciò sia nello spirito di un gruppo operativo sull’area sportiva che intende uscirne unanime, visto che nell’ultimo biennio di Allegri si è proseguiti in questo senso poggiando su un delicato gioco di equilibri. XX

– Né ParaticiNedved sono degli zidaniani di ferro, pur apprezzandone la qualità assoluta e l’ideale del proprio credo calcistico. L’ex numero 21 bianconero, da allenatore, non avrebbe un approccio convintamente sistemico (il credo per il quale ogni singolo lavoro, ogni singola cosa sul campo, sia collegata a un’altra per ottenere il quadro-squadra generale) e i suoi metodi di allenamento non sarebbero particolarmente d’avanguardia. X

– Fabio Paratici ha subito organizzato e ottenuto un incontro con l’entourage di Pep Guardiola (nella persona del fratello, difficile immaginare la presenza di Guardiola stesso). Feedback di grande cordialità dentro un contesto dove il tecnico catalano non si sente però ancora a fine corsa nel City, dove ogni cosa è stata lavorata a sua immagine e somiglianza. XX

– Pavel Nedved è il grande tessitore del rapporto tra Andrea Agnelli e Antonio Conte. L’ex capitano e tecnico bianconero avrebbe assunto da subito una posizione del genere: “Il presidente sa che in qualunque momento può trovarmi a disposizione per qualsiasi esigenza di questa società e di questa squadra“. Ciò avrebbe dato ulteriore spinta a quello che è l’endorsement primario del vicepresidente, con incontro tra i due già avvenuto per evitare a Nedved pericolosi malintesi su un fronte sul quale la proprietà è particolarmente sensibile. Fabio Paratici non avrebbe nulla in contrario. XXX

– In programma, probabilmente a Torino e probabilmente nel giorno di mercoledì 6 marzo, c’è un incontro vis-à-vis con Didier Deschamps. Probabile sia il nome secondario ma comunque rilevante del fronte Nedved-Paratici (non in opposizione a Zidane, questo va scritto a chiare lettere). XXX

– Due giorni dopo la gara del Wanda Metropolitano, caldeggiato per questioni di cortesia o chissà cosa, c’è stato un contatto telefonico tra Andrea Agnelli e José Mourinho (oggi forse il vero favorito per la prossima panchina dell’Inter, visto che Conte prende tempo e piuttosto valuterebbe ogni offerta proveniente da club stranieri). XX

Ci sarebbe dell’altro, che riguarda per esempio cosa farà lo stesso Allegri. Qui però il focus è la Juventus, e in sintesi – mettendoci anche anima dentro le notizie – la situazione pare delineata con uno Zidane che descrissi già la scorsa estate come l’ultima riga della favola stando su ciò che sembrava già studiato in società, dove per società si intende principalmente un presidente iper-operativo. Parallelamente un’azienda quale è oggi la Juventus non deve lasciare nulla di intentato e nulla al caso. Conte è un nome che possiede una fascinazione particolare, Deschamps ha un apparente understatement che a Torino spesso e volentieri funziona ma con Guardiola, per motivi tecnicamente opposti, restano opzioni defilate salvo accadimenti clamorosi in un mese come marzo che come unico effetto sul calcio mondiale ha quello di mettere una crocetta sulla corsa Champions di otto squadre in un solo colpo. XXXXXXXX