È tutto più bello quando c’è Juan Cuadrado

di Leonardo Dorini |

Dopo una lunga assenza Juan Guillermo Cuadrado torna in campo a Ferrara.

Dopo la sua prima stagione con la Juve, nell’estate del 2016 Juan era tornato a Londra, con il Club che era proprietario del suo cartellino, il Chelsea; ma in poche settimane, la Juve, con un’operazione finanziaria piuttosto innovativa, riuscì a farlo proprio ed in agosto Juan era di nuovo, e definitivamente, bianconero. Festeggiò con questo tweet, che certamente ce lo ha fatto amare al di là e oltre i suoi meriti di calciatore:

Sono tanti i momenti fantastici che ci ha fatto vivere il colombiano, la nostra amata “Capra”, detto in modo ovviamente non spregiativo, anzi: le sue sgroppate sulla fascia destra ci fanno esaltare e fa nulla se talvolta, per alcuni troppo spesso, sbaglia la scelta finale.

Gol pesanti i suoi, molto spesso: il 1 novembre 2015, dopo la sconfitta di Sassuolo (quella che aveva fatto dire a Buffon che non voleva più fare “figure da pellegrino”) c’è il derby allo Stadium: siamo sull’1-1 ed è il 92mo; Alex Sandro mette una rasoaiata in area piccola e Cuadrado vi si avventa, quasi si siede sul pallone: gol di chiappa, che ci dà la prima di 15 vittorie a fila, fino al gol di Zaza contro il Napoli ed il sorpasso in classifica che porterà il secondo scudetto dell’era Allegri.

Il 16 marzo successivo all’Allianz Arena Juan si rende protagonista di un’azione che popola tuttora i sogni, o meglio gli incubi, di chi vi scrive; la Juve gioca il ritorno degli Ottavi di Champions contro il Bayern di Guardiola; 2-2 il risultato dell’andata e facciamo un primo tempo a livelli altissimi, trovandoci 2-0 al 28mo con un gol di Pogba e proprio di Cuadrado, dopo una serpentina travolgente di Morata che porta via tre uomini. Ma poco dopo, sempre nel primo tempo, c’è un trasversone da sinistra di Pogba, Cuadrado è in area piccola a un metro da Neuer, che apre braccia, gambe e tutto ciò che ha, e incredibilmente devia sul palo: sarebbe stato 3-0, ma quella partita andò diversamente, come sappiamo.

29 aprile 2018, San Siro, 2-1 per l’Inter, mancano 3 minuti alla fine: il gol di Cuadrado è quello del pareggio, e tuttora nessuno ha capito come abbia fatto quella palla ad entrare per pareggiare la partita prima del gol del Pipita, passato alla storia.

I bene informati ci dicono che Cuadrado ami molto Torino: porta personalmente a scuola i figli e lo si vede spesso al ristorante con la sua famiglia. Noi pensiamo che sia una persona molto spontanea e generosa ed abbiamo amato la nostra “Capra” ancora di più quando, a poche ore dalla certezza dell’arrivo di Cristiano, non ha esitato un secondo a cedergli la sua maglia con questo tweet, tornando alla maglia numero 16 con la quale, peraltro, ci ha dato così tante gioe.

Ben tornato Juan, ora non andartene più, per favore.