Tutti vogliono Federico Chiesa

di Michael Crisci |

Chiesa

Gli echi dell’europeo vinto dalla nazionale italiana non si sono ancora spenti, e faticheranno a spegnersi nei prossimi mesi. Nemmeno l’inizio della stagione dei vari club riuscirà, per un po’ di tempo, a distogliere il pensiero comune dall’impresa dei ragazzi di Mancini.

Ragazzi tra i quali spiccano alcuni nomi di rilevanza oramai internazionale; oltre a Verratti e Jorginho, perni rispettivamente della squadra vice Campione d’Europa del 2020 e Campione d’Europa 2021, è stato confermato in toto il valore di Donnarumma, che raggiungerà Verratti a Parigi, ma soprattutto vi è stata la consacrazione di Federico Chiesa (già autore di una stagione straordinaria all’interno della Juve iper problematica versione 20/21), autentico trascinatore dell’attacco azzurro, partito dalla panchina, e poi titolare inamovibile fino all’acciacco di Wembley, contro l’Inghilterra.

Calciatori come Federico Chiesa inorgogliscono i propri tifosi, anche al di là delle imprese nel rettangolo di gioco. La parabola del genovese ricorda da vicino quella di molti juventini del grande novennato tricolore appena terminato (ad esclusione di de Ligt, arrivato già con la nomea del top, dopo un’asta con PSG e Barcellona).

Ad esempio quella di Marchisio e Vidal; la leggenda narra che alcuni piccoli azionisti si videro recapitare all’assemblea degli azionisti il fax da parte del Bayern Monaco, con un’offerta complessiva di 60 milioni per averli entrambi. Due giocatori che si erano fatti una considerazione a livello internazionale tra le mura bianconere.

Impossibile, ovviamente, non citare anche Paul Pogba e Paulo Dybala. Il francese, preso praticamente a 0 più qualche commissione, ci ha messo un anno appena per attirare delle big d’Europa: Real Madrid, PSG, Barcellona, Manchester City. L’orgoglio di avere un gioiello simile e la paura di perderlo da un momento all’altro, generò tra i tifosi della Juve un sentimento di possessività (#NONSIVENDEPOGBA), che però non bastò per frenarne l’addio, ultra milionario, a vantaggio del Manchester United che lo aveva perso gratis 4 anni prima.

Dybala venne acquistato per una cifra monstre per quei tempi, 40 milioni, e per la provenienza, Palermo, e come Pogba, ci mise pochissimo ad attirare l’attenzione dei top club europei, soprattutto quelli spagnoli. Memorabili, in tal senso, le prime pagine dei quotidiani catalani prima del suo ultimo rinnovo, che suonò come un rifiuto secco da parte della Juventus nel 2017, a cavallo delle sue imprese proprio contro i blaugrana.

Da citare anche l’interesse concreto di Manchester United e Tottenham, a cui era stato praticamente ceduto nel 2019, e del PSG. Anche se in quel caso era la Juve a volersi liberare dell’argentino.

Anche Chiesa è stato valutato tantissimo. Ultima vera scommessa di Fabio Paratici, che ha smosso mari e monti per portarlo a Torino, il numero 22 bianconero si è costruito la sua credibilità internazionale, tanto che la nouvelle vague tedesca della panchina, dominante nell’ultimo triennio (Klopp per il Liverpool, Tuchel per il Chelsea, Nagelsmann per il Bayern Monaco) si è fortemente interessata a lui, arrivando a paventare cifre superiori ai 60 milioni spesi per averlo.

La Juve ha detto no. Anche dopo una stagione tribolata e con pochi soldi a disposizione, la Juve ha ancora la forza di respingere le offerte per la sua stella. Un no che inorgoglisce, che sa di speranza, di prospettiva. Basta solo avere Fede.


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