Tutti gli equivoci su Sami Khedira

di Michael Crisci |

Sono di questi giorni le dichiarazioni di Rodrigo Bentancur, probabilmente uno dei 3 migliori giocatori stagionali a livello prestazionale per la Juve, riguardo alla sua crescita come giocatore. Ha colpito, soprattutto, il passaggio in cui ha affermato quanto la figura di Sami Khedira stia influendo in maniera decisiva su tale crescita:

“ho iniziato a lavorare un pò di più su questi inseriment, che non sono ancora nelle mie corde, ma nel primo tempo con la Roma credo di averli fatti bene, è arrivato anche il gol e sono contento. Il mio modello deve essere Sami Khedira, credo sia il migliore in questa situazione di gioco, è sempre lì con 7-8 gol a stagione e il mister dice di guardare lui. Ho la fortuna di averlo come compagno, in queste settimane in cui non potevo giocare ho lavorato e studiato”

Bentancur aveva cominciato la stagione da vice Pjanic, e ora si è guadagnato il posto da titolare come mezzala destra nel centrocampo a 3 (anche se in Coppa Italia, sia dal primo minuto, senza il bosniaco, con l’Udinese, sia in alcune fasi della partita con la Roma, si è cimentato nel classico ruolo di volante). Il fatto che Khedira stia risultando fondamentale sulla maturazione dell’uruguagio, trasmettendo un fondamentale, la capacità d’inserimento delle mezzali, a cui Sarri tiene moltissimo, è stato sottolineato proprio dal tecnico in conferenza stampa:

Da qui risulta evidente il motivo per cui Maurizio Sarri si sia fatto promotore della permanenza del tedesco in estate.

Ed è qui che, però, occorre fare una precisazione: sarebbe da incompetenti non riconoscere la grandezza del giocatore, dell’uomo e della carriera di Sami Khedira. Un professore del centrocampo, uno dei centrocampisti migliori dello scorso decennio. Sarebbe però altrettanto miope non riconoscere i limiti del Khedira attuale. Il Khedira che viene messo in discussione, il Khedira che non può più essere utile alla causa bianconera, è l’atleta Khedira. E da un anno e mezzo abbondante, a prescindere dalla oramai cronica tendenza agli infortuni.

Per fare un paragone calzante, la stessa grandezza del tedesco la troviamo, senza alcun tema di smentita, in Andrea Barzagli, che ha lasciato il calcio giocato lo scorso maggio, ma che ora fa parte dello staff tecnico come allenatore dei difensori (con intenso lavoro su Juan Cuadrado). Ecco, non sarebbe una cattiva idea se un giorno, magari non lontano (magari molto vicino), Khedira potesse seguire la stessa parabola. Perchè l’atleta può anche sfiorire, ma la sua intelligenza no.


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