Tutte le spine di Mckennie

di Giordano Straffellini |

Weston Mckennie è il primo americano sbarcato a Torino. Arrivato da Little Elm, Texas, ha portato con se abitudini e modi di fare non propriamente europei. Estroso esuberante in campo, di difficile gestione fuori. Un giovane ragazzo a cui non sembrano ancora chiare le regole da seguire. Un moderno Peter Pan che continua a sfuggire ai doveri del professionista adulto. L’avventura di Weston in bianconero parte con alterne fortune. Bene con la Sampdoria all’esordio, spaesato ed in difficoltà dopo neanche sette giorni con la Roma. Di li in avanti il nostro Harry Potter vive una stagione sulle giostre. Molti alti e bassi in campo, con  qualche basso di troppo fuori dal rettangolo di gioco. Dall’alimentazione da correggere, alla notte brava con Dybala & Co, l’americano sembra lontano dai comportamenti che un giocatore della Juventus ed un professionista in generale dovrebbe assumere nel quotidiano. Cosa avesse combinato Weston in America, all’inizio, non ci era del tutto chiaro. Le immagini e le prime notizie che giungevano dagli States, ci mostravano un Weston impegnato a firmare autografi senza mascherina. Cosa che i giocatori USA non possono fare. Il loro protocollo infatti  impone di scendere dal pullman con la mascherina indosso senza intrattenersi coi tifosi. Da qui la decisione di escludere il giocatore dalla partita col Canada.

Leggerezza sicuramente non banale quella di Weston, che però sembra in contrasto con le esternazioni successive di alcuni esponenti dello sport USA. Dalla trasmissione podcast Futbol con Grant Wahl l’ex stella USA Landon Donovan spara col bazooka  sullo Juventino. ”Sono incredibilmente deluso da Mckennie, quello che ha fatto è quasi irreparabile” . Da queste dichiarazione risulta difficile credere che si tratti solo di qualche autografo firmato con leggerezza. ”Dirò solo che sono al corrente di quello che è successo, non lo annuncerò pubblicamente”. ” E’ quasi irreparabile e ha molto lavoro da fare per assicurarsi di non fare mai più una cosa del genere, perché perdi la fiducia dei tuoi compagni di squadra”. Le conclusioni di Donovan sono forse peggio dell’incipit iniziale. Una condanna dura che lascia spazio a poche repliche. E che fa pensare con quel ”sono al corrente di quello che è successo” ma ”non lo annuncerò pubblicamente” che oltre agli autografi firmati ci sia un’altra condotta grave, del quale non siamo a conoscenza. Da parte della delegazione USA arriva solo un freddo comunicato che parla di violazione del protocollo Covid. Il giocatore dal canto suo si è scusato sui social e si è preparato al rientro in Italia. La Juventus, a detta della stampa, è molto irritata per il comportamento del giocatore, e pensa a provvedimenti ed ad una eventuale clamorosa cessione a gennaio. Ci sembra perlomeno prematuro, anche se…

Al momento la domanda che i tifosi si fanno è: che combini Harry Potter???. La sensazione è che a livello professionale il ragazzo debba lavorare ancora molto. Troppo frequenti gli episodi extra campo che lo vedono coinvolto. Il giocatore è un buon prospetto. Ha caratteristiche di intercetto e recupero palloni fra le migliori in Europa. Caratteristica che negli altri elementi della rosa scarseggia. Ma un calciatore, specialmente se della Juve, non può permettersi certi atteggiamenti. Anche se sono passati i tempi di Boniperti e Moggi, e anche se sono pure cambiati i tempi, crediamo che  la società debba intervenire in maniera netta. Il ragazzo va riportato sulla retta via. Altrimenti si rischia di perdere un giocatore dall’ottimo potenziale. A Massimiliano Allegri e alla dirigenza il compito di trasformare il Peter Pan Texano in un Harry Potter responsabile, che riservi i colpi ad effetto esclusivamente all’interno del rettangolo di gioco.


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