Dal Triplete all’Apocalisse in 30 secondi

di Sandro Scarpa |

Non ci eravamo abituati.

Succede quando cominci ad annoiarti delle vittorie, quando 12 successi di fila (con annessi quarti di CL e finale di CI) ti paiono scontati, quando sei talmente tanto più forte, consapevole e reduce da 6 Scudetti che il 7° ti sembra una formalità che richiede una fatica misurata, in scioltezza.

Sarebbe stato interessante vedere questo duello Juve-Napoli come nel calcio di una volta, con le gare lo stesso giorno e lo stesso orario. Così non avremmo avuto la sfuriata di Sarri, o i gufi di Alvino, così ad nel bel mezzo degli applausi finali del S. Paolo al KO contro la Roma ci sarebbe stata l’ulteriore beffa del gol di Dybala alla Lazio al 93°.

O ancora, al 80° dell’ultima giornata si sarebbe consumato il riavvicinamento: a 10 minuti dalla fine un atrofizzato Mandzukic in tuffo non mette dentro un cross delizioso di Douglas Costa dopo l’ennesimo strappo nel buio, e nello stesso istante Albiol si scrolla la polvere e dopo 2 anni torna al gol, pesantissimo.

Tutto molto bello, elettrizzante. Sfida fantastica, colpo su colpo, tra dominatori campioni ed outsider che hanno puntato tutte le fiche sulla A. Due filosofie tattiche, di vita, due mondi a parte. Meraviglioso.

Il punto è che sono 6 anni che alla Juve c’è un po’ il fastidio per questi banalissimi trionfi italiani. Ci siamo annoiati degli scudetti vinti contro nessuno, anche se quei “nessuno” arrivano a 87-86-85 punti (Roma di Spalletti e Garcia, Napoli di Sarri) e non teniamo il conto delle Coppe Italia. Salvo poi disperarci come ossessi quando perdiamo quell’amichevole estiva (o invernale) in cui si affrontano da anni la Juve e la “squadra che ha perso la Coppa Italia contro la Juve“, buffamente ribattezzata “Supercoppa“.

Il punto è che finché la Juve sta a +15, +10 e perfino a +4 dopo lungo inseguimento, a noi dello Scudetto sostanzialmente importa poco, ci interessa solo la Champions. Quella sì che è una vera maledizione. Lì si che floppiamo puntualmente, perdendo assurdamente contro squadrette ridicole, in cui militano gli ultimi 10 palloni d’oro, che però forse a Torino farebbero la riserva di Mandzukic o di Dybala.

Scenario A (prima di Spal-Juve):

Una volta superato in souplesse un Napoli ormai scoppiato, lo Scudetto è già vinto, ordinaria amministrazione. Il Real nel doppio confronto l’abbiamo sempre eliminato, e tolta dalle palle la favorita, le altre sono meno forti. Per tacere della lezione da dare a Bonucci in finale di Coppa Italia.

Scenario B (dopo Napoli-Genoa):

Il Milan non perde da 10 gare e verrà a saccheggiarci; dopo le nazionali abbiamo sempre perso (vedi Lazio e Samp),  idem il Napoli, che poi giocherà contro nessuno, anzi, contro allenatori e giocatori che “tifano Napoli per lo Scudetto”, pronti a complimentarsi prima, durante e dopo. Poi andremo in casa di una ritrovata Inter con Icardi che viaggia a suon di poker, poi ancora in casa della Roma, 3 giorni dopo la finale di Coppa Italia, 3 giorni romani infernali in cui saremo beffati prima da Leo che si sciacquerà la bocca e poi da Schick che ci ributterà addosso tutti li mortanguerieri dell’andata. 

E poi la Champions. Fatale in qualsiasi caso!

 

Scenario A (Cardiff bis):

Se il Real ci castiga di nuovo (con Ronaldo che, ohibò, viaggia anche lui a suon di poker) ritorna l’incubo Cardiff con ripercussioni clamorose anche sulla A. #FinoAlConfine e Triplete al contrario. Classico.

Scenario B (Culo, ma temporaneo)

Se incredibilmente tra culo, guizzi e sturari riusciremo ad eliminarli, gioiremo giusto per qualche secondo dopo 180 minuti di iper-sofferenza, ma a cosa sarà valso? In semifinale Guardiola e Messi saranno pronti a farci ancora la festa a suon di 3-4 gol e #FinoAlConfine. A quel punto saremo devastanti psico-fisicamente a cavallo di match fondamentali di A! E se anche per assurdo riuscissimo ad andare in finale. Chi potrebbe reggerla? Ci pensate al rush finale al cardiopalma col Napoli con lo sfondo di un’altra finale che non ti fa dormire la notte per 20 giorni?

Dall’Apoteosi all’Apocalisse in 30 secondi.

Il popolo che si bullava, ora accantona i vessilli, resetta 3 mesi di vittorie, dimentica 30 ore di gare italiane con una sola rete nemica subita (anzi, visto che si è trattato di Caceres, nemmeno un nemico) e ripiomba nella disperazione delirante.

Il popolo che guardava annoiato il Campionato e per anni ha ripetuto “darei 3 scudetti per un’altra finale di Champions” snobba Ronaldo che ne fa 4 al Girona ed è terrorizzato da Albiol che affossa il Genoa.

E’ la colpa di questo incubo italiano di chi è? Di Allegri. Del suo gioco così brutto e latitante che questi 3 double e queste 12 vittorie sono passate via senza gioia, senza emozioni, anzi, tra noia e sofferenza. Così appena fai 0-0 alla solita noia e alla classica sofferenza per il gioco brutto, si aggiunge la rabbia e l’apocalisse per il mancato risultato. Danno e beffa!

Ah! Come si stava bene quando eravamo il Napoli della situazione, lì dietro, spensierati e felici, o ancora meglio l’Inter attuale, 3-4 belle vittorie e poi 3-4 mesi disperatissimi. A sognare uno scudetto dopo anni di astinenza. A sognare di ritornare in Champions. A sognare un mercato coi grandi nomi.

E’ la colpa di questo incubo Champions di chi è? Di Allegri. Del suo gioco così poco europeo che viene sistematicamente castigato da Barcellona e Real. O meglio: magari le elimina nel doppio confronto (unico a farlo), ma è ancora peggio, perché poi in finale emergono le magagne, in gara secca la sua mentalità -che poi è quella classica perdente bianconera- non gli consente di dominare la gara, di bosseggiare e così perde contro Messi e Ronaldo. Mica come gli altri che con mentalità europea e gioco spumeggianti negli ultimi anni sono arrivati in finale contro Real e Barca (già, chi?) e soprattutto li hanno battuti in finale, tipo….tipo…non mi viene il nome, ma ci saranno…

Come si stava bene quando già superare i gironi era un lusso, ma anche dopo, quando eravamo delle piccole “500” contro carri armati e sarebbero passati almeno 10 anni prima di rivedere una squadra italiana in finale. Come si stava bene quando Messi e Ronaldo li guardavamo in TV, lontani, senza l’ardire di eliminarli e senza osarle giocarci contro, figuriamoci in finale.

Tranquilli. Il ciclo sta per finire. Poi quando avremo delle rivali in campionato o quando Messi e Ronaldo saranno più forti e bravi dei nostri toccherà trovare altri colpevoli.