E triello scudetto fu

di Michael Crisci |

Ora sarebbe davvero da presuntuosi non considerare la Lazio una seria pretendente per lo scudetto. E non perchè i biancocelesti non hanno altra competizione da giocare a parte il campionato, ma perchè Acerbi è il miglior difensore italiano in circolazione in questo momento, perchè la Lazio ha il centrocampo migliore del torneo e l’attuale capocannonniere. Infine, perchè non perde da 19 giornate.

La Juve sta vivendo il momento più delicato dell’anno, forse degli ultimi 9 anni, ancora convalescente dalle ultime botte esterne, favorita ora da un calendario che, prima dello scontro diretto casalingo contro l’Inter, le ha portato in dote un Brescia derelitto e, battuto col minimo sforzo, e le porterà la Spal ultima in classifica prima della trasferta di Lione.

L’Inter conferma un trend, quello del 2020, molto modesto a livello di prestazioni, e conferma le difficoltà della squadra di Conte negli scontri diretti, tra Inter, Atalanta e Lazio (che all’andata uscì sconfitta da San Siro in maniera immeritata). Eriksen non si è ancora inserito, Padelli è troppo inferiore ad Handanovic, e comincia a diventare un fattore, in negativo ovviamente.

E’ un triello scudetto avvincente dal punto di vista emotivo, anche se non esaltante dal punto di vista tecnico; la Juventus non riesce a fare il salto di qualità tra mancanze nella rosa, infortuni e incomprensioni tra tecnico e squadra, Conte quest’anno ha deciso di portare in dote più punti possibili, anche sporcandosi le mani, mentre la Lazio fa il solo gioco che riesce a fare.

E forse, molti juventini trovano sollievo nel non avere come avversario la sola Inter. Nel caso non si arrivasse al nono scudetto consecutivo, anche inconsciamente, accettare una Lazio campione d’Italia, risulterebbe leggermente meno amaro.

Juventus 57, Lazio 56, Inter 54. Come negli anni 90 e nei primi anni 2000. E pazienza se a livello qualitativo siamo qualche categoria indietro, non si può pretendere tutto. Chi vivrà, vedrà Cit.


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