Tre Giugno

di Juventibus |

3 giugno calendario

Mancano tre giorni a Cardiff. La data tanto attesa si avvicina, e l’ansia comincia a salire. L’allenatore della Juventus nel giorno dell’ OpenDay, ha dichiarato in conferenza stampa: “partiamo 50 e 50, è diverso rispetto a due anni fa. Arrivare fino in fondo è bellissimo e i miei ragazzi sono straordinari, ma manca ancora un ultimo sforzo”. Allegri si sa, in queste cose ci sa fare. Ha dimostrato in questi anni che la comunicazione è una delle sue armi migliori. Non è assolutamente un caso, nonostante qualcuno lo pensi ancora, che la Juventus da quando è nelle sue mani ha una maggiore consapevolezza europea. La squadra è più cosciente della propria forza, sa di poter dire qualcosa anche in campo internazionale e gran parte del merito, oltre che della società, è di Massimiliano Allegri.

Rispetto a due anni fa, quest’anno è stato fatto un ulteriore passo. Mantenere la porta inviolata contro l’attacco più letale d’Europa – quello Blaugrana – e chiudere i conti con un netto 3-0 è stato splendido. Quello stesso attacco che una settimana dopo, contro il Real Madrid, ha ammutolito il Bernabeu decidendo El Clasico con un 2-3 al 92’. È stata una boccata di fiducia per la squadra, ma anche per i tifosi, spesso rassegnati di fronte alla Coppa delle grandi orecchie, che tante ne ha riservate ai bianconeri.

Anche Giorgio Chiellini, presente ieri accanto a Mister Allegri, ha dichiarato: “Non è un caso che dopo due anni siamo ancora quiLa stagione europea è stata una crescita costante, il cambio di modulo ci ha dato nuova linfa, vitalità e ci ha permesso anche di divertirci. Se devo scegliere la partita della svolta dico Barcellona». Come ricordato da Max Allegri, la Juventus ha giocato ben otto finali della Coppa Campioni. È una società abituata ad arrivare in fondo, proprio come il Real Madrid. Ma dall’ultima volta che questa coppa è stata alzata al cielo da Gianluca Vialli, la competizione ha cambiato forma e nome. È diventa la Champions League.

Della squadra che scenderà titolare a Cardiff solo tre l’hanno già vinta: Dani Alves, Sami Khedira, e Mario Mandzukic, rispettivamente col Barcellona, il Real Madrid e il Bayern Monaco. E a proposito di consapevolezza, parola che non faceva che risuonare il giorno della conferenza stampa, loro tre ne hanno ancora più degli altri:

Alves, che appena arrivato in Italia ha ricevuto moltissime critiche, adesso è diventato una delle stelle più luminose di questa rosa. La sua voglia di giocare sempre il pallone, di rischiare anche vicino la propria area, l’hanno fatto sbagliare spesso. “Non può essere diventato un brocco” si ripetevano in tanti. Ha necessitato di un periodo di ambientamento al nostro calcio, ma i campioni come lui se li aspetti prima o poi riescono, facendo la differenza. La sua ultima Champions l’ha alzata proprio contro di noi, due anni fa, l’anno in cui il Barcellona ha vinto ogni cosa, (in Italia utilizzeremmo una brutta parola coniata dagli interisti, che è “triplete“).

Poi Mandzukic, che col Bayern Monaco ha vinto questa coppa dopo aver eliminato agli ottavi la Juventus di Antonio Conte. Un Bayern tecnicamente meno forte di quello attuale, ma cinico e tostissimo.

E Khedira. Champions 2013-2014, l’anno della Decima del Real, vinta battendo i cugini dell’Atletico Madrid in finale. Sami Khedira rincontrerà così i suoi ex compagni, questa volta da avversario, ma non sarà l’unico.

L’altro è uno degli uomini più attesi di questa finale, Gonzalo Higuain. Comprato quest’estate per alzare il livello della squadra e che va a Cardiff con un bottino di 32 gol stagionali. Sei stagioni e mezzo al Real Madrid per lui, sei trofei vinti, 264 partite giocate e 121 reti realizzate, ma nessuna Champions League.

Mancano pochi giorni alla nona finale della Juventus nella sua storia e della seconda in tre anni, ottenuta dopo i due scudetti revocati, dopo la Serie B, dopo la crisi economica, dopo i settimi posti; ma anche dopo i sei scudetti consecutivi e le tre Coppe Italia consecutive, annichilendo ogni avversario nazionale.

Ma nella speranza, oggi più intensa rispetto a due anni fa, di poter finalmente conquistare di nuovo questa coppa, stavolta dobbiamo essere consapevoli del fatto che ormai ci siamo. Siamo in finale di nuovo e non siamo più degli ospiti. Questo ormai è ritornato ad essere il nostro posto.

di Ombretta Ferrara