Tre facce dello stesso De Sciglio

di Francesco Falzarano |

de sciglio collaterale

Da qualche giorno, Mattia De Sciglio è un nuovo calciatore della Juventus. Un acquisto che sicuramente non ha scaldato i cuori bianconeri, ma un calciatore che potrebbe dare tanto alla Vecchia Signora. Di certo non ha il fragoroso appeal di Dani Alves, ma il terzino ex Milan arriva a Torino con la voglia di diventare il giocatore che tutti immaginavano anni fa. Una escalation la sua carriera, degna delle più roboanti montagne russe. Analizziamo “i tre De Sciglio”.

Quello che poteva essere – Gli inizi sono da vero e proprio predestinato. Un calciatore che ha già segnato in calce il proprio destino, con quel paragone (ingombrante) di “ nuovo Maldini”. Lanciato da Max Allegri in Champions a soli diciotto anni, diventa da subito un punto cardine del Milan, questo anche grazie alla sua duttilità. Trova in Allegri un mentore, un padre sportivo, un allenatore che in conferenza parla così di Mattia: “per giocare da titolare nel Milan da subito bisogna essere un fenomeno, come De Sciglio. Ma di De Sciglio ce n’è uno. E’ tra i migliori terzini d’Europa“. Gli occhi delle big addosso, l’interesse del Real, e la prospettiva di diventare il simbolo del Milan.

Quello che è stato – Gli anni successivi, che dovevano essere della consacrazione, diventano veri e propri calvari. Dalla lesione al menisco, ad una caviglia malandata, fino alla fascite plantare che lo tiene lontano dai campi per più di sei mesi. Orribile il biennio post Allegri: 39 apparizioni totali, sei in meno della stagione 2012-2013. Con l’arrivo di Mihajlovic l’idea è quella di recuperare un patrimonio del calcio italiano, ma le cose, ancora una volta, non vanno nel modo giusto. I rossoneri iniziano ad ingranare quando De Sciglio non gioca, ed il rapporto con il mondo Milan non riesce più a decollare. L’Europeo, con Conte alla guida, riporta alla ribalta nazionale il “giovane” Mattia, che dimostra che le sue qualità sono sempre le stesse. Ci si domanda se potrebbe essere una questione di contesto. La Juve si interessa al calciatore anche l’estate scorsa, con quel siparietto con Allegri post finale di Coppa Italia. “Ti porto a Torino”, gli dice il mister, ma non se ne fa nulla. L’ultima stagione con il diavolo è quella dell’addio, sancito ufficiosamente, nel post gara di Milan-Empoli, quando Mattia subisce una forte contestazione dai tifosi. Il filo si spezza definitivamente.

Quello che potrebbe diventare – Il contesto, le persone giuste, la fiducia, sono cose che nel calcio contano. I calciatori spesso sono dei ragazzi normali, che hanno bisogno di ambiente e situazioni adatte. La Juve e De Sciglio, così “a naso”, sembrano poter incastrarsi alla perfezione. Il tutto con la regia di Max Allegri, bravissimo nel far rendere al massimo ogni singolo calciatore. De Sciglio ritrova il suo padre calcistico, in un contesto forse più adatto a lui, anche se questo ce lo dirà il tempo. L’idea però, soprattutto nella mente del ragazzo, e la speranza dei tifosi bianconeri, è che possa adattarsi perfettamente nel mondo Juve, e che grazie all’intercedere di Allegri, possa tornare ad essere quel terzino difensivo ma dai piedi buoni che tutti aspettavano, nel modo più semplice, e con la professionalità che lo contraddistingue. L’auspicio è questo, e l’Europeo ha dimostrato che il ragazzo ha ancora tanto da dare. Il destino è nelle sue mani. De Sciglio per la Juventus, ma soprattutto la Juventus per De Sciglio. In bocca al lupo Mattia.

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