Il trauma Maifredi

di Antonello Angelini |

maifredi

Perché la Juventus come società non ha mai avuto predilezione per il calcio offensivo? E perché invece ha sempre avuto predilezione per lo scudetto italiano rispetto alle coppe europee?

Iniziamo a dire che il motto della Juventus che anche l’ avvocato Gianni Agnelli espose prima della finale contro l’ Ajax a Roma fu “Loro sono 11 pittori fiamminghi? Noi saremo 11 piemontesi tosti“. Questa frase , da me citata molte volte, dice tutto sulla mentalità del vertice Juve.

Alcune ragioni le vorrei sintetizzare:

1) Mentalità del vertice piemontese (come detto prima). Come dire “noi badiamo al sodo, non ai fronzoli”, solo che in italia forse sono fronzoli, in Champions no.

2) La Juventus non ha mai speso cifre folli e per avere una squadra dai piedi buoni in 9 ruoli bisogna spendere tanto. Poi per carità , a Torino sponda Juve sono passati fior di campioni da Sivori a Baggio, da Charles a Hamrin, da Del Piero a Zidane, da Platini a Nedved a Ibra. Mai però facendo la cosiddetta “spesa pazza“ , Sono stati bravissimi a trovare Platini , Zidane, Ibra, Del Piero e altri campioni nascenti. Qualche altro lo hanno scambiato (cedi Zidane e prendi Nedved e Buffon, cedi Pogba e prendi Higuain). Solo Ronaldo fa eccezione. E forse Baggio. Questa scarsa propensione alla spesa e quindi all’indebitamento ha fatto della Juve una società sana, ma senza molte coppe europee. Nel periodo del calcio italiano dominante in Europa, la Juve non era ai vertici del calcio italiano e vinceva un paio di Coppe Uefa. Ricordate gli anni del Toro in finale Uefa e Cagliari in semifinale? Le finali Uefa Fiorentina-Juventus e nello stesso anno un’italiana in finale Coppa Coppe e Coppa Campioni.

3) IL TRAUMA MAIFREDI dal quale non ci siamo più ripresi. Maifredi prese una squadra che non vinceva lo scudetto da anni , piena di mezzi giocatori ai quali Zoff era riuscito a far vincere la Coppa Uefa e la Coppa Italia. Galia, Bonetti, Bruno, Tricella, Aleinikov, Zavarov, Casiraghi. La Juventus per la prima volta imboccò la strada del cercare il bel gioco d’ attacco. Certo con Luppi e De Marchi in difesa. E con una società debole e incapace con Montezemolo al vertice. E quel che nessuno ricorda è che quella squadra fece un ottimo girone di andata terminando a due punti dai campioni d’ inverno e ad un punto dai futuri campioni d’ Italia. Con alcune vittorie spettacolari come 4-2 all’ Inter, 5-0 al Parma di Scala, 5-0 alla Roma . Poi accadde qualcosa che apparve inspiegabile : il crollo totale sino alla sconfitta con 5 gol sul groppone a Pescara. L’ inspiegabile diventò spiegabile tanti anni dopo per me. Tacconi mi raccontò come avessero abbandonato l’ allenatore e gli avessero giocato contro. La Juventus non si qualificò nemmeno per la Coppa Uefa. Maifredi e Montezemolo cacciati e arrivò la restaurazione con Boniperti e Trapattoni. Tutti e due inadeguati ormai al calcio che era cambiato. Furono spesi soldi in quel periodo con acquisti importanti. La base di quella squadra con Kohler, Del Piero giovane, Baggio, Conte, Ravanelli, Vialli fu importante per uno dei pochissimi periodi di bel calcio visti a Torino. Il primo ciclo Lippi. Scudetto bellissimo, poi Champions League imbattuti e ancora scudetti e finali di Champions. Oltre quei tre anni il bel calcio a Torino si è visto solo con Conte il primo anno. Il trauma Maifredi si ripresenta ogni volta sotto forma di Capello o Allegri. L’ obbligo di vincere lo scudetto e l’idea radicata in tanti tifosi che sia una SCELTA tra giocar bene e vincere. Tutte e due le cose assieme non sono ritenute possibili dalla maggior parte della tifoseria. Il motto (a mio modo di vedere sbagliatissimo) “ Vincere è l’ unica cosa che conta” è ormai radicato nelle menti bianconere.

4) Il tifoso Juve si nutre troppo dello strapotere in Italia. Spesso tante squadre come il Real , non hanno vinto il campionato ma hanno vinto la Champions. Anche la Juve ha vinto le finali di Champions quando non ha vinto il campionato. Lippi raccontò che ad un certo punto mollarono lo scudetto per concentrarsi sulla Champions. Questa ossessione per lo scudetto non potrebbe essere deleteria?

A voi le considerazioni. Quello che personalmente mi auguro è che se il nostro allenatore dovesse andare via a fine anno, sia sostituito con uno che pratichi una filosofia di calcio offensiva, che pensi meno allo scudetto e più alla coppa. E voi?

Una ultima domanda ai lettori di Juventibus: io ultimamente ho visto anche un pochino di disaffezione allo stadio, spesso con molti vuoti. Cosa davvero strana per uno stadio così piccolo ed una tifoseria così ampia. Un cambio di mentalità porterebbe più entusiasmo allo stadio? Questa disaffezione è solo una mia impressione forse sbagliata?