Tra poco Parma-Juve- Parola d’ordine: pazienza!

di Gianluca Garro |

Finalmente ricomincia il campionato.

Il senso di sollievo dopo un’estenuante estate vissuto ansiosamente e pericolosamente dagli insoddisfatti tifosi juventini è molto grande. Non tanto grande quanto il sollievo che ci coglierà al momento della chiusura di un calciomercato durante il quale, a seconda degli eventi o dei non eventi (vedi mancati acquisti o cessioni), la Juve è passata velocemente dall’essere una delle big acclamate d’Europa ad una Società prossima a fallire, schiacciata da debiti.

Ma andiamo per ordine. Pensiamo alle prossime partite, soprattutto le due che precederanno la sosta, contro Parma e Napoli, dopo la quale comincerà “veramente” la stagione. Perché il calciomercato a quel punto sarà finalmente chiuso e il sorteggio di Champions ci farà avvicinare al debutto più importante, che è quello della prima partita della competizione europea.

Intanto siamo certi che Mister Sarri, ora alle prese con la polmonite saprà forgiare al meglio la sua Juve con il suo gioco, molto difficile da assimilare e rendere alla perfezione sul campo.
Un gioco composto da una fitta rete di passaggi e movimenti volti a formare continui triangoli grazie ai quali ogni giocatore in possesso di palla ha almeno due opzioni per continuare o rendere più efficace un’azione.

Un gioco che vede la figura del centrale di centrocampo praticamente decisiva. Il ruolo ricoperto da Miralem Pjanic ( e da Rodrigo Bentancur… attenzione che potrebbe essere la “sorpresa” della stagione) infatti è carico di responsabilità in diverse fasi dell’azioni d’attacco. E diventa decisivo anche nella guida al pressing (più alto possibile) in fase di non possesso.

Un gioco, quello di Sarri, che richiede la grande applicazione dei terzini, in particolare il sinistro con compiti maggiormente offensivi. I terzini devono saper partecipare alla manovra collettiva d’attacco ma devono anche saper essere i terminali periferici della linea a 4 che in fase di non possesso diventa fondamentale per non prendere gol troppo “facili”.

Un gioco, quello del tecnico toscano, che prevede un lavoro perpetuo da parte delle “mezze ali” importantissime per favorire una circolazione di palla veloce e continua, per effettuare inserimenti improvvisi nella fase di “riempimento” dell’area e per realizzare la prima fase di contrasto anche altissima nel caso che il pallone passi nei piedi dei giocatori avversari.
Un gioco poi che richiede agli attaccanti movimenti continui in linea con i centrocampisti e i terzini di fascia o nella ricerca del palleggio tra di loro e della conclusione a rete.
Un gioco inoltre che vede i difensori centrali interessati da una continua pressione, visto che la linea difensiva dovrà essere molto alta con i rischi connessi e che uno di loro all’occorrenza potrà aiutare i centrocampisti in fase di impostazione.

Facile no? Non proprio, anzi. Allora il tifoso della Juve, tanto esigente e abituato a vincere quest’anno ha un grande compito per aiutare la squadra a vincere: dare il tempo necessario ai giocatori ad acquisire i meccanismi fondamentali del gioco del tecnico.