Tottenham-Juve 1-2: che mostro, Gonzalo!

di Fabio Giambò |

88 minuti di sofferenza più recupero, calciatori inglesi sbucare da tutte le parti nei pressi di Gianluigi Buffon, ma le partite durano due minuti in più: in quei due minuti un animale di razza dal nome Gonzalo decide che la Juventus di marzo non può uscire qui in Champions League, ed allora prima ci mette il piedone più o meno casualmente, poi libera Dybala a tu per tu col portiere avversario, e lì la Joya non si fa pregare, resta glaciale e la missione è compiuta. La Vecchia Signora è nuovamente nelle migliori otto d’Europa!

I pronostici non erano colorati di bianconero prima del calcio d’avvio, le dinamiche del match sembravano essere chiare, un pizzico di sfortuna che non manca mai quando l’arbitro non vede un clamoroso fallo in area su Douglas Costa, poi lo svantaggio a certificare un primo tempo disastroso che di fatto stava cancellando la qualificazione. Un po’ perché fisicamente i padroni di casa sembravano comandare, un po’ perché anche tatticamente sembrava non esserci nessuna forma. La ripresa delle ostilità non era tanto diversa, ma il gioco del calcio è semplice semplice: se dalla tua hai un campione che sa vincere le partite da solo, magari aiutato dalle intuizioni del mister che ha saputo cambiare pelle dopo le forme iniziali non proprio attraenti, tutto si fa più semplice.

Perché la semplicità è una delle cose più redditizie che possano esserci, a maggior ragione quando si gioca: siamo alle solite, i limiti ed i problemi di questa squadra sono clamorosamente evidenti, ma sino a quando al fischio finale si esce con l’intera posta in palio nel proprio bagaglio c’è poc’altro da dire. Gli altri sono belli, gli altri sono alti, biondi, occhi azzurri, questi si limitano al minimo indispensabile, in attesa che sbocci davvero la già citata Juve di marzo. Per stasera va bene così: #fiuuu.