Tottenham Hall: gli Spurs volano sulle ali dell’entusiasmo e incutono timore

06/03/18 – Le tre settimane trascorse dalla gara d’andata torinese degli ottavi di Champions League non hanno minimamente scalfito l’invidiabile stato di salute del Tottenham, che si presenta all’appuntamento cruciale di Wembley in condizioni psicofisiche a dir poco brillanti. Gli Spurs, almeno nel corso della recente (e soddisfacente) era Pochettino, non avevano mai raggiunto una stabilità tecnico-tattica di tal livello, corroborata da una capacità di gestione emozionale dei match, anche quelli più insidiosi, inedita, simbolo della crescita globale Lilywhites, a tutti gli effetti ormai, un gruppo di caratura pallonara mondiale.

Da quella notte piemontese, il club del nord di Londra ha archiviato, seppur costretto al replay, la qualificazione ai quarti di finale di FA Cup, sotterrando di reti il malcapitato Rochdale (6-1 finale, dopo il pareggio della prima partita), ma è nelle due sfide di Premier League che gli ‘speroni’ hanno lanciato dei segnali forti sulla magia del loro momento. La vittoria in extremis a Selhurst Park, giunta, manco a dirlo, sull’asse Eriksen-Kane (assist del danese, zuccata mortifera del bomber britannico, ha evidenziato la forza mentale della squadra, quella interna contro l’Huddersfield, invece, ne ha sottolineato lo straordinario potenziale offensivo. Solo 2 a 0, contro i Terriers, in una gara dominata in lungo e in largo, connotata dalla produzione di occasioni da gol in serie, sciupate (in gran parte) da un Harry Kane in giornata estremamente negativa, con Son autentico mattatore dell’incontro. Doppietta, per il coreano, ed ennesima prestazione a tutto campo di valore assoluto. Sarebbe sorprendente non trovarlo nell’undici partente, domani sera.

Non è tutto oro, però, quel che luccica, per Alli e compagni. Se l’attacco londinese gira a mille, infatti, la difesa di Pochettino, soprattutto nel match dello scorso weekend, ha palesato difficoltà congenite nel contenere gli attacchi avversari, facendosi trovare spesso fuori fase, sia in situazioni statiche che sui cambi di fronte immediati dell’Huddersfield. Solo un ottimo Lloris ha consentito ai suoi di chiudere la sfida a porta inviolata.

15/01/18 – Dopo la passeggiata di salute in FA Cup (3-0 all’AFC Wimbledon, con doppietta di Kane) nel weekend dell’epifania, il Tottenham ha ripreso a correre anche in Premier League. Il pareggio, in rimonta, contro il West Ham aveva lasciato un retrogusto amarognolo, difficile da sopportare per un team in salute come gli Spurs. Un reflusso fastidioso che, però, è stato prontamente rimosso dalla mente di squadra e tifosi con la superba prestazione, a Wembley, contro l’Everton di Allardyce, raso letteralmente al suolo per 4 reti a 0. Il momento assolutamente positivo del club del nordovest della capitale inglese è emerso soprattutto nella ripresa del match, quando i padroni di casa hanno alzato la qualità della loro esecuzione offensiva su standard difficilmente digeribili dalla difesa di Liverpool.

Due, ancora una volta, gli uomini copertina tra la banda Pochettino. Se Kane, ormai, non sorprende più nessuno (altra doppietta per lui, già la seconda nel 2018), il volto del momento è sicuramente il coreano Son. L’ex Bayer Leverkusen ha sfoderato una prestazione (l’ennesima) straripante, svariando su tutto il fronte offensivo, smistando palloni di qualità per tutti i 90 minuti della sfida, e trovando pure il gol per la quinta partita casalinga consecutiva in Premier. Una finalizzazione da record, dunque, per la stella asiatica, che ha raggiunto Defoe nella speciale classifica. Dovesse segnare anche nella sfida contro lo United, a fine mese, diverrebbe il giocatore spurs con più gare interne filate di campionato marchiate da una propria realizzazione.

Dopo performance di questo tipo, reiterate nel tempo, Pochettino non poteva esimersi dal commentare il periodo di Son. “Sono mesi che parliamo di lui. Mi pare evidente che il ragazzo sia definitivamente maturato. Ha fatto un grande salto di qualità rispetto alla passata stagione”, ha dichiarato il manager ex Southampton, che, poi, ha voluto dedicare qualche parola anche alla sua stella totale Kane. “Harry sta mettendo assieme numeri impressionanti. Mi chiedete spesso se possa battere il record di goal in campionato (34). Non posso che rispondervi di si, può ottenere ciò che vuole. Prova a migliorarsi sempre, giorno dopo giorno”, ha concluso l’argentino.

05/01/18 – Dopo una vittoria solida (e preventivabile) al Liberty Stadium di Swansea, con Llorente (perfido ex, la Juventus ne sa qualcosa in merito) in grado di non far rimpiangere Kane in terra gallese, il Tottenham incappa in una serata stregata nell’impianto di casa. Non una novità, almeno in campionato. Wembley (in affitto), infatti, è un castello meraviglioso, lussuoso, persino esagerato per la famiglia degli Spurs, che in campionato sembra avere una bisogno impellente dell’appartamento (di proprietà) di White Hart Lane, meno glamour, ma di certo ben più adatto alla quotidianità del club.

La banda di Pochettino necessita di tre punti per non perdere la scia del treno Champions, attacca senza soluzione di continuità per tutto l’arco dei 90 minuti, ma abbattere il muro difensivo eretto dal West Ham di Moyes si rivela sorprendentemente complesso. Con un Kane impreciso e lontano dalla miglior condizione (anche i supereroi pallonari possono beccarsi un’influenza) e la batteria di trequartisti piuttosto spenta, gli Spurs non solo non riescono a trovare il vantaggio, ma rischiano addirittura la beffa clamorosa visto il gol sensazionale di Obiang, che a venti dalla fine trova una finalizzazione gioiello. Il popolo degli Irons, giunto nel nordest della capitale inglese, impazzisce e inizia a sognare la vittoria, che, però, sfuma quando Son trova il gol del meritato pareggio dei padroni di casa. Lo score, al termine dell’incontro, è impietoso nei confronti degli avanti locali. Gli Spus, infatti, hanno costruito 31 azioni pericolose, riuscendo a convertirne solo una, evidenziando più di un problema di finalizzazione in contumacia del miglior uragano Harry.

La squadra londinese è uscita frustrata e delusa da una gara dominata in lungo e in largo, ma terminata senza una vittoria che avrebbe avuto importanza vitale. Sull’impotenza realizzativa (della serata) degli Speroni, il manager Pochettino si è espresso così: “Questo è il calcio. Abbiamo provato a vincere in ogni modo, ma a volte capitano serate così. Non dobbiamo essere tristi ed arrabbiati, ma felici per aver risollevato una partita stregata”. Il giusto spirito per affrontare la gara domenicale del weekend di FA Cup, contro un AFC Wimbledon che arranca in League 1, ma è reduce da un successo pesante contro il Southend, e, molto probabilmente, andrà a Wembley con una carica esagerata, per cercare la super impresa.

27/12/17 – Babbo Natale ha portato in dono due vittorie in casa Tottenham. Diverse per peso specifico, tanto simili per tabellino finale e dimostrazione di forza nel controllo assoluto del match. L’aspetto più significativo delle prime due tornate di Premier ai piedi dell’albero, però, almeno in chiave Spurs è sicuramente la reazione furibonda alla sconfitta rovinosa dell’Etihad Stadium.

La banda di Pochettino, infatti, si è risollevata subito, e non era affatto scontato. Tre fischioni a Turf Moor, nella casa di un Burnley in stato di grazia, per aprire le danze, una passeggiata a Wembley (nella prossima puntata parleremo diffusamente dell’impianto londinese), contro il Southampton, per certificare la rinascita. Il tutto con un unico grande comun denominatore: Harry Kane. Il formidabile bomber della nazionale inglese si è scrollato di dosso un finale di autunno non entusiasmante sfoderando due triplette consecutive da fantascienza, mostrando una gamma di soluzioni per colpire da primo della classe. Alle sue spalle, con un Eriksen che sta rifiatando dopo le imprese con la sua Danimarca, stanno ritornando a brillare le stelle offuscate di Son e soprattutto Alli, di nuovo col sorriso, dopo i pacchi portati in dono da babbo Harry.

18/12/17 –  Quelli del Tottenham si sogneranno a lungo il pomeriggio dell’Etihad Stadium, senza, però, che suddetta fase onirica possa generare in loro un sorriso inconscio. Quando hai subito quattro gol, e il tuo miglior giocatore nella partita è stato il portiere, evidentemente è andato tutto storto. Non sono bastati gli accorgimenti tattici di Pochettino per arginare la macchina da guerra dei citizens. Il carrarmato guidato sapientemente da Pep Guaridola ha smussato tutti gli angoli degli speroni londinesi, anche quelli più acuti, appianandone ogni velleità di gloria.

 

Eriksen e Kane, le due super stelle più in palla degli Spurs, sono state letteralmente oscurate dal match. Pochissime le palle gestite e gestibili dal danese, il cui gol nel garbage time resterà solamente una magra consolazione, al termine di una partita a tratti frustrante. Disinnescato, invece, l’esplosivo attaccante della nazionale dei tre leoni. L’uragano non è mai stato in grado di poter realmente graffiare la pelle azzurra dei padroni di casa, semplicemente indomabili, almeno in questo momento di grazia pallonara.

 

La sconfitta nella Greater Manchester era preventivabile per i capitolini. La cosa che ha stupito negativamente, però, è stata l’incapacità assoluta di entrare dentro le pieghe della partita, almeno per uno spezzone di essa. Il tutto aggravato dall’assenza pressoché totale di reazione agli scossoni, pur violentissimi, dei padroni di casa. Il Tottenham dell’Etihad è parso una compagine inerme, incapace di reggere il confronto con una squadra del massimo livello mondiale, ma trarre conclusioni di qualsivoglia genere da una sfida contro il City attuale potrebbe rivelarsi un esercizio alquanto complesso. Ben più probante ed interessante, al fine di una valutazione ponderata, sarà il tour de force natalizio che attende la banda Pochettino (con Burnley, Southampton, Swansea e West Ham in una decina di giorni). Noi lo seguiremo con grande attenzione su queste colonne, e vi porteremo presto alla scoperta dei personaggi, delle caratteristiche tattiche e della tifoseria di una squadra affascinante come quella di White Hart Lane (nonostante l’esilio forzato).

 

14/12/17 – Il sorteggio di Nyon, lunedì scorso, ha tratteggiato i contorni del primo ostacolo sulla strada di Kiev per la Juventus. Per giungere sani e salvi alla rotonda dei quarti di finale, dovremo superare un tratto di carreggiata molto pericoloso, reso estremamente impervio dalla presenza di alcune sporgenze ai bordi della strada, degli Speroni dal colore bianco, meglio noti come Tottenham Hotspurs.

In questi due mesi che ci separano dall’intrigante confronto in Champions League tra i ragazzi di Allegri e il team guidato da Pochettino, all’interno di “Tottenham Hall”, spazio dedicato appositamente al club del nord di Londra, parleremo dell’avvicinamento dei nostri rivali all’ottavo di finale della massima competizione europea.

I vice campioni d’Inghilterra in carica hanno vissuto, almeno sin qui, una stagione controversa ed in controtendenza con quanto accaduto nelle ultime annate. Abbandonati finalmente i timori reverenziali nei confronti del palcoscenico continentale, gli Spurs hanno portato a termine una campagna di assoluto rilievo nella fase a gruppi di Champions League, issandosi come leader finale in un girone di ferro. Steso il Real Madrid a Wembley, annichilito nel doppio confronto un Borussia Dortmund convalescente, i londinesi sono riusciti a piazzare, con grande vigore, la propria bandierina sulla mappa dell’Europa calcistica che conta. Uno sforzo che ha ridefinito la dimensione degli speroni al di fuori della terra d’Albione, ma che è costato parecchio in termini di competitività in campionato. Non tanto rispetto al loro campionato della scorsa stagione (visto che all’altezza della 17esima giornata avevano solamente due punti in più in graduatoria), ma nei confronti di un torneo, quello inglese, che quest’anno ha visto le squadre di vertice alzare pesantemente l’asticella.

Dopo un novembre negativo, almeno in patria, il Tottenham, recentemente, ha incontrato la propria squadra talismano, quello Stoke City che regala sempre grandi soddisfazioni al club del presidente Levy, ed ha ripreso a volare anche in Premier League. Due vittorie consecutive, una larghissima sui Potters (sconfitti per la quarta volta consecutiva con almeno 4 gol di scarto) e quella meno confortevole, ma per certi versi dal peso specifico maggiore, contro l’organizzatissimo Brighton a Wembley (e sullo stadio casalingo dei nostri avversari ci torneremo prossimamente), per due reti a zero. Il club londinese, dunque, arriva al big match contro la capolista supersonica Manchester City (domani alle 18.30, all’Etihad Stadium) con un’ottima condizione psicofisica e la speranza (concreta) di diventare la prima squadra inglese in grado di sconfiggere gli stratosferici citizens di Guardiola.

A partire dalla prossima puntata, che andrà in scena lunedì, analizzeremo settimanalmente lo stato di forma degli Spurs, commentandone i match giocati (si inizia subito con il botto), l’evoluzione delle presenze significative in “infermeria”, ed il momento dei singoli di maggior rilievo.

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