Torino-Juventus 0-1: salviamo il (poco) salvabile

di Fabio Giambò |

Derby di Torino, vince la Juve, segna De Ligt: sorriso. L’unico della serata. Si potrebbe riassumere così e chiuderlo qui il commento di questa serata, perché sennò sarebbe una specie di bagno di sangue. Non è una questione di pessimismo cronico, men che meno è un discorso da allegrisi o anti-sarristi, ma è evidente che dalla vittoria di San Siro in poi questa squadra abbia intrapreso un cammino involutivo che non si capisce bene quale possa essere la motivazione. Una lucidità fisica che per ora non accompagna la squadra, il tentativo di assimilare concetti ancora nuovi e con maggior attenzione che implica un’attenzione che fa perdere in imprevedibilità, o cos’altro non è chiaro, appunto, ma qualche pensiero non si può non avere. Poi ci sono i singoli che peggiorano un quadro già difficile per come spiegato: non si vuole sparare sulla Croce Rossa, ma le prestazioni di De Sciglio e Bernardeschi sono sotto gli occhi di tutti. Il primo sparacchia e dormicchia, il secondo quasi non lo si nota in campo.

Il mister è stato chiaro qualche giorno fa, è questa la struttura di squadra che ritiene più idonea, più adatta agli uomini a disposizione, c’è da sperare che con interpreti differenti cambi anche la musica. Si è visto qualcosa con gli Higuain ed i Ramsey in campo, ma in quei frangenti era già subentrata una questione nervosa che alla fine ha fatto la differenza. Eccolo, a ben pensarci, un altro motivo per sorridere: la forza mentale della squadra è comunque evidente. Il gol del vantaggio è emblematico a riguardo, anche le occasioni avute nella ripresa, ed anche la capacità di saper soffrire nei momenti di inevitabile pressione.

Il futuro è ancora una volta un rebus: quando ci si aspettava una crescita costante, abbiamo cominciato la passeggiata del gambero, così come prima si era avviato un percorso di crescita inaspettato che poi si è concluso nella maniera più strana possibile. E’ piacevole pensare che sia tutto un percorso voluto: curve, rettilinei, accelerazioni, rallentamenti, l’importante è arrivare all’obiettivo finale. Stupiteci, ragazzi, ancora una volta, ancora di più.