TOP 2015 – Le 10 grandi intuizioni di Massimiliano Allegri

di Luca Momblano |

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″] 11 gennaio 2015 Napoli-Juventus 1-3 (Serie A)[/divider]

caceres

Dagli errori o presunti tali si impara. Il remake della Supercoppa di Doha (Juve due volte in vantaggio, recuperata e sconfitta ai calci di rigore) si gioca al San Paolo di Napoli, non proprio un contesto da facili rivincite. E questa volta Allegri dimostra di osservare il calcio bene, di ragionarci sopra, di capire che alla Juve conta soprattutto il prodotto finale. Britos rimonta il gol di Pogba, poi Caceres. Poi, appunto, il mister che inserisce Ogbonna forzando il 3-5-2 (l’ex granata si posiziona sul centrodestra) per arrivare in porto mettendo la museruola a Higuain. Il finale sarà sul velluto, a mani alzate, grazie alla letale ripartenza che culmina nello spettacolare 1-3 firmato Arturo Vidal.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]18 marzo 2015 Borussia Dortmund-Juventus 0-3 (Champions League)[/divider]

borju

Il risicato vantaggio dell’andata e la solita Juve europea con il falso trequartista. L’urto dei singoli (vedi golasso di Tevez in apertura di partita) e l’intepretazione garibaldina della partita sono le risposte di Allegri al calcio metallaro di Klopp. Tanto rumore per nulla al Westfalen, dopo che arriva come uno spavento l’infortunio muscolare di Pogba. Il Borussia era già sotto, e con Barzagli in campo a confezionare l’ennesimo 3-5-2 di intelligenza e necessità (no, non è un’esaltazione del difensivismo) gli amplificatori gialloneri si spengono sotto i colpi delle ripartenze di Pereyra, Morata e Tevez. Bravo Allegri, bastavano loro per annichilire una difesa tra le più ballerine della stagione in Bundesliga.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]7 aprile 2015 Fiorentina-Juventus 0-3 (Coppa Italia)[/divider]

matri allegri

Altra coppa, altra gara di ritorno, altro capolavoro di Allegri. C’è da ribaltare il mondo, ma c’è anche uno spogliatoio da rispettare e, possibilmente, esaltare. C’è pure Lichtsteiner che si fa male durante il riscaldamento, dunque tocca a Padoin. Fiducia a Matri al centro dell’attacco e un bell’albero di Natale (praticamente inedito dai tempi della tournee estiva in Indonesia) alle sue spalle con folli velocisti come Pereyra e Morata che possono prendere ai fianchi i violan che invece amano i ritmi sornioni. Gli avversari non ci capiscono niente, è una delle migliori Juve di Allegri (un po’ come a Roma contro la Lazio in campionato, ma senza un obiettivo da raggiungere a tutti i costi che si chiama Decima).

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]5 maggio 2015 Juventus-Real Madrid 2-1 (Champions League)[/divider]

chiello

Chi ha paura delle merengues? Meglio coprirsi, hanno pensato in molti. O comunque, considerata l’indisponibilità di Pogba, meglio non inventare a centrocampo se non in extrema ratio affidarsi a Pereyra che è in formissima, magari abbassando Vidal nel suo ruolo originario. Ah, per coprirsi si intende partire calmi con le certezze della difesa a tre, dunque magari con Barzagli. E invece no, fuori sia il toscano che l’argentino e dentro un ragazzotto ligure che ha la fame dei leoni. Tra i simboli dell’anno solare entrerà il suo salvataggio su zuccata a colpo sicuro di James Rodriguez. Ma è la partita intera di Sturaro che resta, dimostrando che Sergio Ramos a centrocampo è un giocatore piccolo reso ancora più piccolo.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]16 maggio 2015 Inter-Juventus 1-2 (Serie A)[/divider]

morata

Storari meglio di Handanovic, Morata più decisivo di Icardi (abbonato al gol contro la Juventus). Ma il vero capolavoro è di Allegri che, grazie anche al momento spensierato con cui si va a San Siro (il rigore del provvisorio 1-1 lo calcia Marchisio…) visto che dopo pochi giorni c’è la finalissima di Coppa Italia, inventa letteralmente un Morata in versione Bode Miller che da sinistra, partendo in fascia, fa lo spezzatino di Ranocchia. Fino al meritatissimo, e goffissimo, gol partita. Quello degli occhiali da sole. Quello di Allegri re d’Italia.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″] Juventus-Lazio 2-1 dts (Coppa Italia)[/divider]

mitra coppa

La Decima is on fire. E Allegri, anche soffrendo il giusto e sgranando gli occhi al doppio palo di Djordjevic, se ne inventa una delle sue: Matri per Llorente per affidarsi alla Provvidenza oltre che al figliol prodigo. E attenzione, Juve in campo con il 3-5-2 nonostante i clamorosi risultati del rombo di centrocampo in campo internazionale. Ebbene, al cavallo di ritorno (via Milan, via Fiorentina ecc.) bastano circa 9 minuti di gioco effettivo, anzi qualcosa meno, per assegnare il trofeo. Quello che fa cifra tonda e che mancava da troppo tempo.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]15 settembre 2015 Manchester City-Juventus 1-2 (Champions League)[/divider]

morata

Si arrivava dal trittico nero, quello composto da Udinese, Roma e Chievo. Si va con la prima produzione del modulo asimmetrico, praticamente con Barzagli alle spalle di Cuadrado, uomo che Allegri nei primi allenamenti faceva fatica a collocare già solo mentalmente in squadra. Il colombiano spezza in due il City in più occasioni, Mandzukic e Morata fanno il loro dovere con due reti non proprio banali e il mondo, colpevolmente, riscopre Gigi Buffon. Ma è Cuadrado a rompere gli schemi, quelli che soffocavano la Juve se obbligata a fare possesso, ed è lui il giocatore che riesce a recupare alto quel pallone che Morata trasforma in una delle conclusioni gol più difficili dell’intero anno solare. Vittoria fu. Morale fu. Liberazione fu.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]31 ottobre 2015 Juventus-Milan 1-0 (Serie A)[/divider]

dybala

Succede che a volte si può lasciare un uomo negli spogliatoi dopo appena un tempo. Succede che lo puoi fare anche se se sei già stato costretto a una prima sostituzione dopo venti minuti (ve lo ricordate Alex Sandro, assistman of the match, per Evra?). Succede che Bonucci ha già riposato troppo, che è  inutile creare troppo scompiglio in una partita casalinga contro un avversario inferiore. Meglio ristabilire l’ordine delle cose: fuori Hernanes, dentro l’uomo che guida la difesa e detta la circolazione dal basso. Non c’è più partita, e non finisce 0-0 perché in campo c’è Dybala fin quando fa male, fin quando ce n’è.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]25 novembre 2015 Juventus-Manchester City 1-0 (Champions League)[/divider]

manzo

Il vero ritorno al 3-5-2 nel momento del bisogno, proseguito poi nelle 7 vittorie consecutive in campionato. Alex Sandro è la carta del mister, e per Sagna sono discreti dolori. Soprattutto è la conferma finale di ciò che il pubblico bianconero aspettava in termini di qualità del giocatore. Il cross a un certo punto è perfetto, Mandzukic è tornato Mandzukic e senza che il City se ne accorga, la partita è già finita…

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]16 dicembre 2015 Juventus-Torino 4-0 (Coppa Italia)[/divider]

zaza

Allegri dice: tocca a Zaza.

E’ carico come una molla.

Questa è fresca, inutile raccontarvela.