Top 10 del 2015: le migliori parate di Gigi Buffon

di Alex Campanelli |

Il 2015, ovvero il ventesimo anno da professionista di Gigi Buffon, volge al termine: quel ragazzo diciassettenne che Nevio Scala decise di far esordire in un Parma – Milan del 1995 ora è il miglior portiere della sua generazione (e non solo), il giocatore con più minuti disputati con la maglia della Juventus e soprattutto uno dei più forti portieri del mondo.

Per raccontare il 2015 del capitano bianconero abbiamo selezionato le sue dieci parate più belle risalenti a dieci differenti partite. Interventi molto diversi tra loro per dinamica, quoziente di difficoltà e importanza ai fini del risultato, ma che ben illustrano quanto sia un fuoriclasse il ragazzino che difende la porta della Juve. La classifica che segue è ovviamente, come tutte le classifiche, opinabile, e tiene conto della difficoltà della parata prima ancora che della sua importanza e del suo peso specifico sulle competizioni disputate dalla Juve.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]10) Monaco – Juventus 0-0, 22 aprile 2015, su Berbatov (55′)[/divider]

Iniziamo con un intervento che sembra facile ma non lo è assolutamente, giusto per capire con chi abbiamo a che fare. Gara di ritorno dei quarti di finale di Champions League, il Monaco di Jardim fa soffrire oltremodo una Juventus che sembra puntare al pareggio, forte dell’1-0 dello Juventus Stadium. Al 55′ Bonucci rischia di rovinare i piani di Allegri, con un errore in fase di impostazione che lancia a rete il bulgaro Dimitar Berbatov, promesso sposo della Juve non molti anni prima. Non appena il possente centravanti entra in area per fiondarsi sul pallone vagante, ecco che Buffon scatta sul pallone con una perfetta scelta di tempo e, tuffandosi con le mani protese in avanti, fa letteralmente sparire la sfera dai piedi dell’attaccante e salva la Juventus da un gol praticamente certo. L’uscita sull’attaccante è uno dei marchi di fabbrica di Gigi, che col passare degli anni ha conservato quasi intatte la sua reattività e la sua esplosività; un intervento poco appariscente ma raro a vedersi anche ad alti livelli, dato che una scelta di tempo errata porterebbe a spalancare la porta all’avversario o al calcio di rigore con esplusione annessa.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]9) Real Madrid – Juventus 1-1, 15 maggio 2015, su Bale (19′)[/divider]

37 anni e non sentirli: Supergigi vola ancora. I primi minuti di Real Madrid – Juventus sembrano un assalto alla baionetta, coi madrileni che attaccano a spron battuto per tentare di ribaltare il prima possibile il verdetto della partita d’andata sancito dal figliol prodigo Morata. Benzema spaventa i bianconeri a 6′ dall’inizio, poi è mister 100 milioni di euro Gareth Bale a sparare verso la porta un vero e proprio siluro dai 30 metri col suo mancino al tritolo. Il talento gallese non ha però fatto i conti con Gigi Buffon, che conta i passi e vola sul pallone altrimenti destinato a insaccarsi a fil di palo, deviandolo in calcio d’angolo. La distanza è elevata ma la conclusione del numero 11 delle merengues è talmente secca e violenta da rendere complicato l’intervento dell’estremo difensore; Buffon capisce in anticipo la traiettoria a scendere della sfera e riesce a respingerla in corner con un grande intervento in tuffo. Le lancette dell’orologio sembrano scorrere all’indietro per lui.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]8) Croazia – Italia 1-1, 12 giugno 2015, su Mandzukic (7′)[/divider]

Unica parata con la maglia della nazionale nella nostra Top 10: Buffon non può ancora sapere con certezza che a sfidarlo dagli 11 metri c’è quello che dieci giorni dopo diventerà un suo compagno nella Juventus, ovvero Mario Mandzukic. Croazia – Italia parte subito in salita per gli uomini di Conte, dato che dopo appena 6′ un ingenuo intervento di Astori su Srna regala un calcio di rigore ai padroni di casa. Dal dischetto si presenta appunto Mandzukic: la conclusione del capitano della Croazia è angolata ma non sufficientemente potente, il numero 1 azzurro intuisce in anticipo la traiettoria del tiro e si getta alla sua destra, respingendo il rasoterra del croato. Giusto per sfatare una volta in più il luogo comune che vuole Buffon non all’altezza di alcuni dei suoi colleghi sui calci di rigore.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]7) Juventus – Milan 3-1, 7 febbraio 2015, su Pazzini (54′)[/divider]

La classificazione inizia a farsi sempre più complessa, dato che gli interventi illustrati da qui in avanti hanno più o meno tutti dell’incredibile. Dal mazzo peschiamo questo grandissimo riflesso di Gigi sulla conclusione di Pazzini, una vera e propria prodezza anche se compiuta a difesa del palo di competenza e dunque più semplice, ma solo in linea teorica. Si parla dello Juve – Milan delle famigerate “linee storte” dello Juventus Stadium, del geometra Galliani a lezione di prospettiva e delle immagini “modificate” dai registi, ovviamente juventini e altrettanto ovviamente per favorire la Juve. Una Juventus decisamente superiore al Milan, più di quanto non racconti il 2-1 maturato nei primi 45′, rischia di venire riacciuffata dai rossoneri quando il neoentrato Pazzini s’inserisce prendendo di sorpresa la retroguardia bianconera e lascia partire un potente sinistro sul primo palo. Buffon ha il grandissimo merito di essersi piazzato in anticipo al limite dell’area piccola, la risposta che poi nega la rete del pari al Pazzo è da campione vero. Di qui non si passa.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]6) Juventus – Manchester City 1-0, 25 novembre 2015, su Aguero (44′)[/divider]

Non una vera e propria parata e a dirla tutta neanche un’uscita nel senso stretto del termine, ma un intervento importantissimo dal tasso di difficoltà molto elevato. Penultima gara della fase a gironi di Champions League, il Manchester City preme per conquistare il pareggio e riprendersi la leadership nel gruppo, sfilata via a causa del gol di Mandzukic. A guidare la carica dei Citizens è il Kun Aguero, assente nella gara di andata e smanioso di tornare a essere decisivo in campo europeo. L’occasione si materializza quando Marchisio sbaglia clamorosamente il retropassaggio verso Buffon, servendo di fatto il numero 10 argentino sul lato destro dell’area di rigore. La reazione del portierone bianconero è da brividi: Buffon esce quasi al limite dell’area e chiude completamente lo specchio della porta al Kun ribattendo in scivolata la sua conclusione, poi torna immediatamente in piedi per impedirgli nuovamente di tirare e mette la palla in corner. Sangue freddo, tempismo, reattività: semplicemente Gianluigi Buffon.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]5) Siviglia – Juventus 1-0, 8 dicembre 2015, su Llorente e Konoplyanka (19′)[/divider]

Qui iniziamo a uscire da ciò che viene definito “parata” spostandoci pian piano verso quelli che sarebbe più corretto chiamare “miracoli“. Stavolta è l’amico Llorente a trovare di fronte a sé un vero e proprio muro, anche se avrà modo di rifarsi nel finale di gara. Alla Juventus scesa in campo a Siviglia basta il pareggio per assicurarsi il primo posto nel girone di Champions, gli andalusi invece devono vincere per continuare a sperare nella qualificazione in Europa League. La maggiore motivazione dei padroni di casa si traduce in una pressione più costante rispetto a quella bianconera; a neanche 20′ dall’inizio della gara una bella azione orchestrata degli uomini di Emery mette Llorente in condizione di concludere a rete da centro area. Fernando da Pamplona elude bene l’intervento dell’ex compagno Barzagli e spara un sinistro a botta quasi sicura. Quasi, appunto, perché in una frazione di secondo Buffon si distende alla sua destra e respinge il pallone dalle parti di Konolpyanka, la cui conclusione da posizione defilata viene neutralizzata dallo stesso Gigi, rialzatosi in un lampo. Due interventi in uno, offre Supergigi.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]4) Borussia Dortmund – Juventus 2-0, 25 luglio 2015, su Mkhitaryan (3′)[/divider]

Una prodezza che alcuni probabilmente avranno dimenticato, dato che la partita col Borussia Dortmund in questione non è ovviamente l’ottavo di finale di Champions League ma la prima amichevole estiva “ufficiale” della Juventus 2015/16. I tedeschi sono decisamente più avanti nella preparazione atletica estiva, pronti per l’esordio in Bundesliga a metà agosto, e fanno valere la loro maggiore freschezza sin dai primi minuti di gara. Un’azione tambureggiante della squadra di Tuchel libera Mkhitaryan da ottima posizione dopo appena 3′ di gioco: l’armeno, oggetto dei desideri della Juve pochi mesi prima, lascia partire un sinistro potente e angolato verso il secondo palo dal limite dell’area piccola. Serve una vera e propria magia di Buffon, che segue l’azione spostandosi rapido sulla linea di porta da sinistra verso destra e si produce in una grandissima parata per riflessi ed esplosività, per sventare un gol praticamente già fatto. Non la parata più importante dell’anno, certo, ma di sicuro un intervento complicato che non molti portieri al mondo riuscirebbero a replicare.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]3) Juventus – Chievo 1-1, 12 settembre 2015, su Cesar (51′)[/divider]

Quando si sente dire, riguardo a una particolare competizione, che “avrebbero tutte meritato di vincere”, spesso si pensa a uno stucchevole esercizio di retorica e buonismo; in questo caso invece la frase è più che mai appropriata, dato che tutte e tre le parate sul podio meriterebbero l’onore della prima posizione. Questo tuffo impossibile, ad esempio, andrebbe probabilmente inserito tra i migliori interventi dell’intera carriera di Gigi Buffon. Una Juventus in palese difficoltà sta subendo oltremodo le iniziative di un Chievo non troppo ordinato ma arrembante: a inizio secondo tempo i bianconeri rischiano di capitolare in seguito a un tiro al volo dello sloveno Cesar, appostato al limite dell’area piccola. Quello che segue è ai limiti dell’irreale, difficile da spiegare a parole: il sinistro del difensore è angolato, vicino all’incrocio dei pali, ma Buffon in meno di un istante protende la manona e toglie letteralmente dalla porta il pallone. La distanza è davvero poca, il tiro è potente, eppure Buffon ci arriva. Inutile spendere ulteriori parole, meglio lasciar spazio alle immagini.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]2) Juve – Barcellona 1-3, 6 giugno 2015, su Dani Alves (13′)[/divider]

Posizione d’onore per la parata più bella della scorsa stagione, arrivata purtroppo nella serata più amara per Buffon e per tutta la Juve. L’invincibile Barcellona di Luis Enrique ha colpito i bianconeri a freddo nei primi minuti di gioco con Rakitic, la Juventus è impietrita e rischia di uscire dalla partita già nel primo tempo. A tenere viva la speranza dei compagni e di tutti i tifosi è Gigi Buffon, che si produce nella parata più affascinante e difficile dell’intera Champions League, non ce ne vogliano la Uefa e le sue classifiche. Dani Alves ha la porta spalancata davanti a sé e tutto lascia presupporre che il suo tiro sarà indirizzato alla destra di Buffon, invece il brasiliano la mette con potenza sul primo palo. Gigi è in controtempo ed ha il peso del corpo sulla gamba destra, eppure d’istinto scatta con la mano di richiamo e strozza in gola l’urlo dei tifosi blaugrana che già festeggiavano il raddoppio. Presa singolarmente è forse la parata più difficile del lotto, anche se purtroppo non è riuscita ad evitare la sconfitta della Juve.

https://www.youtube.com/watch?v=g69GRO0W49E

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]1) Manchester City – Juventus 1-2, 17 settembre 2015, su Sterling e Silva (59′)[/divider]

Negli incubi dei giocatori del Manchester City, da Sterling a Silva passando per Aguero e Yaya Touré, c’è sicuramente un ragazzotto coi guanti e la maglia con lo stemma bianconero, un numero 1 non perché porta la suddetta cifra sulla schiena, ma perché settimana dopo settimana dimostra di esserlo. Avremmo potuto stilare una top 10 attingendo solamente dalle due gare con i Citizens, tanto è stato decisivo Buffon con i suoi miracoli in entrambe le partite. Tra i tanti interventi salvifici, il migliore dell’anno secondo noi è stato il doppio miracolo su Raheem Sterling e David Silva nella ripresa del match di andata. L’azione degli uomini di Pellegrini è di quelle che sembrano destinate a finire inevitabilmente in gol, col pallone profondo giocato dalla retroguardia che taglia in due la Juve e arriva sui piedi di Sterling, solo davanti a Buffon; l’anglogiamaicano indirizza con precisione il mancino sul palo lontano, Buffon intuisce la traiettoria un nanosecondo in anticipo, quel tanto che basta per tuffarsi sul pallone e incollarlo a terra, a pochi centimetri dalla sua mano. Una parata come questa entrerebbe già di diritto nella nostra top 5 , ma attenzione: la difesa bianconera non riesce a liberare prima che Silva si fiondi sulla palla e scagli in porta un potente sinistro a botta sicura, che però s’infrange anch’esso sull’immortale portiere bianconero. Lo sgomento negli occhi dei due calciatori è comprensibile, dato che anche noi fatichiamo ancora a capire come sia effettivamente stato possibile. Signore e signori, Gianluigi Buffon.

https://youtu.be/gw22FcUDaHU?t=5m57s

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]BONUS) Inter – Juventus 1-2, 16 maggio 2015, Storari su Palacio e Icardi (84′)[/divider]

Un doveroso tributo a quello che probabilmente è stato uno dei migliori “numeri 12” dell’intera storia della Juventus: Marco Storari, umiltà e talento al servizio della Signora. Protagonista indiscusso della Coppa Italia vinta e autore di diversi interventi decisivi nella finale contro la Lazio, per rendergli omaggio abbiamo scelto una doppia parata davvero fantascientifica, per certi versi simile a quella di Buffon sopra illustrata. Nell’Inter – Juventus meno sentito degli ultimi anni, fin lì deciso dalla rete di Morata su topica di Handanovic, la Juve ha bisogno dello squillo del suo nume protettore per portare a casa anche questo Derby d’Italia. 6′ più recupero al termine, Palacio entra in area con una bella veronica e conclude col destro da posizione molto ravvicinata, Storari è felino nel tuffarsi e respingere, sul pallone vagante si avventa Icardi che impatta la sfera pregustando già il gol, ma Marco è miracoloso nel rialzarsi e gettarsi a capofitto sulla traiettoria della sfera, spedendola a lato. Tutto in pochi secondi, come nella sparatoria di un film western, con la differenza che qui l’eroe buono porta la barba, i capelli lunghi e i guantoni da portiere. Grazie di tutto Marco.

https://www.youtube.com/watch?v=rTyw7zgI9tY