Titolo Juve in rialzo nel bel mezzo della crisi, Consob, che facciamo?

di Andrea Mangia |

calcio borsa

Dopo giorni a raschiare il fondo del barile ed a rovistare nella spazzatura dell’informazione, lo zoccolo duro del tifo e del giornalismo anti-juventino potrebbe trarre nuova linfa dalle notizie che arrivano da Piazza Affari.

Potrebbe essere infatti arrivato il momento in cui questo scomodo (per alcuni) ed assordante silenzio da parte della società Juventus da ormai due mesi a questa parte (mentre gli altri non fanno altro che parlare, parlare, parlare…) dovrà inevitabilmente essere rotto, per spiegarci questo “incredibile” balzo di quasi 12 punti percentuale del titolo Juve in borsa.

Sarà forse un caso che in questi stessi giorni le notizie di calciomercato riguardanti il club bianconero parlino insistentemente di due pezzi da novanta, serissimi candidati al pallone d’oro come Federico Chiesa ed Arkadiusz Milik?

O sarà forse che gli investitori abbiano compreso chiaramente che, ora che si sta tornando a parlare di calcio giocato e di possibili date per ripartire, questo trattamento privilegiato ed ingiustificato a Cristiano Ronaldo lo porterà inevitabilmente a segnare 3 gol a partita contro difese statiche, sovrappeso e fuori forma, portando la Juve a vincere il Triplete?

O ancora, sarà forse che dopo le vociferate prese di posizione di Gonzalo Higuain il club potrà far causa all’attaccante, rescindendogli il contratto e facendosi, perché no, restituire anche i 90 milioni spesi per acquistarlo?

Si suole dire che tre indizi facciano una prova… ebbene… ecco che dal cilindro del delirio antijuventinino, pare proprio essere stato estratto di nuovo, dopo le vette raggiunte la scorsa estate, il bigliettino con scritto “esperto di mercati finanziari”. Ne sentivamo francamente la mancanza, dopo aver estratto, nell’ordine, “esperto di emergenza sanitaria” (porte aperte/porte chiuse/sospensione dei campionati) “esperto di medicina” (i tamponi di Rugani), “esperto di criminologia” (le dichiarazioni ritrattate di Michela Persico), “esperto di etica in momenti di crisi” (gli stranieri – rigorosamente juventini – che abbandonano l’Italia), “paladino dei diritti dei più deboli” (perché ai giocatori della Juve il tampone sì e ai comuni mortali no?) “esperto di rapporti di coppia ai tempi del coronavirus” (ma perché CR7 non mantiene il metro e mezzo di distanza da Georgina?).

Se proprio foste dei benpensanti nati, a cui piace vivere con l’aquilone in mano, scevri da qualsivoglia idea complottista, ecco a voi la prova finale: sarà forse un caso che il titolo Juve si sia letteralmente impennato lo stesso giorno in cui Luca Momblano ha inaugurato la sua nuova rubrica quotidiana su Juventibus, per di più parlando di un ruolo chiave come quello del centravanti? Io non credo proprio.

Mi sembra già di sentirlo… il tintinnìo delle manette… appese alla cintura d’ordinanza degli agenti Aggio e Taggio, mentre entrano in sede a mettere a soqquadro gli archivi della società in cerca di prove schiaccianti.

Al di là di questa surreale e per certi versi demenziale ricostruzione, questa notizia, arrivata in un anonimo 21 aprile 2020, in un clima di assoluta incertezza ed ancora nel mezzo di una crisi che cambierà per sempre il nostro modo di pensare e di vivere, mi ha fatto pensare.

Pensare ai deliri della scorsa estate, all’incapacità di essere obiettivi per alcuni, quando si parla di Juve, addentrandosi in temi spesso inopportuni o ampiamente fuori portata, come in questo caso, pur di insinuare, di infangare. Ma a loro questo non importa, perché l’intento non è quello di informare, bensì quello di tenere sempre vivo il germe dell’antijuventinismo.

Ho pensato anche alle prese in giro, agli attacchi personali ed alle accuse gravi ed infondate a cui la nostra società risponde sempre con l’arma più efficace… il silenzio, sinonimo di superiorità.

Ed allora, pensando a tutti i nostri detrattori (che certo si guarderanno bene dal trarre le debite conclusioni da una notizia come questa, che passerà quasi di sicuro in sordina) mi vengono in mente due celebri citazioni. Se sulla prima (“un bel tacer non fu mai scritto”) nutro ben poche speranze, ben più lieta è invece la consapevolezza che “il tempo è galantuomo” e quando si tratta di Juventus, il tempo, solitamente, dà ragione ai nostri colori.


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