Tifosi o Allenatori? – Questo è il dilemma

di Alexander Supertramp |

Fatemi capire bene:

Vincere quella Coppa è una delle cose che vogliamo più al mondo, siamo agli Ottavi di finale, abbiamo una squadra fortissima, abbiamo il giocatore più forte del pianeta, abbiamo perso l’andata 2 a 0 e:

“Il ritorno non esiste, siamo già fuori, pensiamo alla prossima stagione ed al nuovo allenatore.”

Cavolo, siamo dei guerrieri proprio. Dei veri sportivi.

Con noi il Mondiale del ’82 non sarebbe stato vinto, ci saremmo ritirati ai Gironi per manifesta incapacità di gioco.

A quello del 2006 non avremmo neanche partecipato, come mettere insieme una squadra in tale casino ed in tale vergogna?

Lo Scudetto del 5 Maggio? Non esisterebbe. A Gennaio avremmo fatto ritirare la squadra dal Campionato per assenza di trame di gioco… e chiesto anche la cessione di Nedved.

Giuseppe Mennea avrebbe mai vinto lo storico Oro Olimpico di Mosca? A metà gara in quarta posizione gli avremmo detto che con Khedira avremmo avuto più speranze e di darsi alla gara di rutti.

Gino Bartali non avrebbe mai vinto il Tour del ’48 e riunito l’Italia. Con il distacco clamoroso accumulato nelle prime tappe avrebbe fatto meglio a ritirarsi subito, perché dilaniarsi il fisico per settimane per qualcosa che non accadrà mai?

Per Andrè Agassi il Roland Garros sarebbe rimasto per sempre una chimera irraggiungibile. Dopo varie finali perse ed arrivato ormai ai  trent’anni, nel 1999 si trova un’altra volta clamorosamente sotto 2 set a zero all’ultima partita, perché insistere? Quel torneo è chiaramente stregato per lui.

Il Manchester Utd avrebbe mai vinto la Champions League in finale contro il Bayern? Due gol non si possono rimontare in 90 minuti, figuriamoci se è possibile farlo nei minuti di recupero.

Lo scudetto 2016 lo ha vinto il Napoli! La Juventus dopo una partenza indegna, culminata nella sconfitta di Sassuolo, aveva chiaramente terminato l’effetto Conte. Saggia la scelta di cambiare subito allenatore e non trascinare il disastro.

Terminiamo qua gli esempi, sono sufficienti. La verità è che con questa squadra non credere nella partita di ritorno e dedicarsi a questo atteggiamento da Ingegneri tattici, è indegno, ma fa molto figo. Essere un tifoso e credere ad una rimonta, razionalmente ancora tutta alla portata, visto l’enorme potenziale che abbiamo, non va più di moda. Va di moda discettare di tattica e di Expected Goals, di heatmap e key pass, di percentuali di tiri, contasti, dribbling, passaggi, cross, diagonali…ecc ecc ecc.

Essere tifosi ormai, prima che analisti tattici, è diventato banale. Vuol dire essere ciechi ed ottusi. Si preferisce ascoltare quella vocina da General Manager che è in tutti noi, piuttosto che quella molto più vera e verace del supporter.

Il tifoso non ci deve credere sempre, non è e non deve essere cieco ed ottuso. Le critiche sono più che legittime. La squadra negli ultimi mesi non ha avuto un’idea di gioco, la partita di mercoledì è stata un disastro. Ma questo atteggiamento pessimistico verso i secondi 90minuti solo perché si ritiene l’Allenatore inadatto, è folle. Il calcio non è una scienza così prevedibile. Quante volte siete stati smentiti dagli eventi? Come capita a tutti? Ogni partita ha una storia a se. Ogni periodo di partite è diverso dall’altro. Sarebbe comprensibile se avessimo una rosa mediocre (il tasso tecnico non cambia nel tempo ed è piuttosto empirico) ed avessimo di fronte l’armata intergalattica. Ma così proprio non è. La partita è apertissima. Siamo solo a metà della contesa.