Le due anime del tifo bianconero nel mercato che non c’é

di Mauro Bortone |

dybala

Il calciomercato non esiste: è una frase forzata per dire che c’è uno slancio di congetture, ipotesi, indizi social e possibilità annunciate che però confliggono spesso tra loro. Nella stessa giornata, aprendo i quotidiani sportivi o i siti di settore, è facile leggere che il nome del momento sia “a un passo dall’accordo”, che “manchi solo la firma” (e, quindi, manca tutto, ndr), o che le “parti sono ancora lontane”, “ci si riaggiorna la settimana prossima” o “che la distanza è totale”.

A volte, sono frasi che si trovano persino sullo stesso giornale in articoli differenti, a dimostrazione di una stagione di mercato complessa e molto alimentata da sogni più che da solide realtà, parafrasando un noto spot del passato.

In tutto questo, il tifoso juventino vive un’estate anomala: siamo oltre metà luglio e non è accaduto praticamente nulla. Eppure già in primavera gli esperti ci assicuravano di “movimenti incredibili” nel mercato italiano: la sostanza è il ritorno di Allegri, il congedo di Paratici, in casa Juve. In mezzo, c’è la nazionale di Mancini diventata campione d’Europa, col marchio bianconero in bella mostra di Chiellini, Bonucci, Chiesa e persino di Bernardeschi.

C’è molta cronaca, anche delle emozioni, ma il mercato, fin qui, è roba loffia. Anzi, il sogno proibito è rincorrere un giocatore certamente interessante come Locatelli, fresco di successo continentale, ma nulla a che vedere con le estati scoppiettanti in cui gli obiettivi erano Ronaldo, De Ligt o Suarez. L’unico colpo, abbastanza impostato, è sfumato ed era quello di Gigio Donnarumma, finito al Psg.

Dentro il contesto di generale immobilismo, il tifo è diviso in due fazioni. Da un lato, ci sono quelli del “basta Allegri”, ovvero, quanti hanno affidato al tecnico toscano e al suo secondo capitolo in bianconero il compito di risolvere tutti i problemi dell’ultimo biennio: rivitalizzerà i giocatori, troverà la quadra, vincerà il campionato in scioltezza.

Dall’altro, ci sono quelli del “nessuno fa miracoli” che pensano che la squadra abbia una buona base da cui partire, ma carenze consolidate che andrebbero risolte con un mercato che non si risolva col “teniamo tutti” e “aggiungiamo Locatelli”.

È un’estate difficile, dunque, che proietta su una stagione con molte incognite: anche su CR7 (che comunque condiziona il mercato e alimenta le fazioni tra chi è per “Ronaldo non si tocca” e quelli che “se non lo vendiamo, non cacciano i soldi”), la sensazione diffusa fino a qualche settimana fa era che andasse via e che questo fosse un incentivo per il ritorno di Allegri; ora, invece, sembra più probabile la permanenza con qualche mal di pancia per il tecnico, sebbene, nelle ultime ore, ci siano ancora spiragli di un’asse Parigi-Torino per una maxi operazione che coinvolgerebbe Icardi.

Senza parlare di Dybala, il cui rinnovo viene dato quotidianamente per scontato da tutti gli esperti, ma che ricorda esattamente il dibattito che si era creato al Milan per i rinnovi di Çalhanoğlu e Donnarumma: se la situazione è simile, c’è poco da stare sereni. Finora, insomma, di carne sul fuoco ce n’è poca. Resta solo una grande voglia di Juve. A prescindere dai nomi di mezza estate.