L’ultima moda del tifoso bianconero: parlare solo di mercato

di Mauro Bortone |

ronaldo

Sono giorni complicati questi per un tifoso bianconero: il fastidio per l’eliminazione dalla Champions si accompagna a quello di vedere il proprio destino in campionato dipendente dalle prestazioni altrui. Ed ecco che, sul web o sui quotidiani cartacei e online, campeggia il continuo riferimento a termini come “ricostruzione”, “rifondazione” e “mercato” associati alla Juve.

Il più grande equivoco in cui può incorrere oggi un tifoso juventino è quello di parlare solo di mercato: c’è una stagione ancora da concludere, che, al di là delle difficoltà, ha ancora degli obiettivi alla portata del club; mentre il mercato non è solo lontano sotto l’aspetto temporale ma è indecifrabile, per via degli effetti della pandemia, delle strategie che potrà mettere in campo la società e dei destini di alcuni giocatori della rosa a disposizione.

Ma, al di là di tutto, scorrendo i commenti di queste ore in cui l’emotività prevale sulla razionalità, la squadra sarebbe completamente da rifondare con un calcolo di uscite ed entrate che sembra degno di una campagna di rafforzamento più da videogame che da calcio vero: nella realtà è una squadra che un rinnovamento lo ha già iniziato se pensiamo che in rosa ci sono giocatori come De Ligt (’99), Demiral (’98), Arthur (’96), Bentancur (’97), Rabiot (’95), McKennie (’98), Chiesa (‘97), Kulusevski (’00) in ruoli chiave, altri tre giocatori sotto i trent’anni (Bernardeschi, Dybala e Morata) e alcuni profili dall’under 21 che sono aggregati alla prima squadra (Dragusin, Frabotta e Fagioli).

Senza farsi prendere da isterie per una stagione anomala e tribolata, una base importante c’è e servono semmai elementi di complemento in alcuni ruoli e semmai un paio di profili che abbiano peso e leadership. Ma il giochino del buttare il bimbo con tutta l’acqua sporca, oltre ad essere controproducente, è poco utile, visto che le dinamiche di mercato esulano dai desideri che ciascuno legittimamente può esprimere. Intanto, c’è da recuperare energie e giocatori per un rush finale che può essere indicativo proprio per il futuro che si vuole costruire. Perché il futuro della Juve è già oggi.