Che ti succede Alex?

di Michael Crisci |

Che ti succede Alex? Domanda semplice, confidenziale, quasi amorevole, che allo stato attuale molti juventini vorrebbero porre ad Alex Sandro Lobo Silva, terzino sinistro al quale oramai tutti si sono affezionati, in questi due anni di militanza bianconera. Se per Dybala o Higuain ad esempio, il Camp Nou ha rappresentato una stecca per ora a se stante nel contesto stagionale, Alex arriva da un mese piuttosto complicato, in cui lo splendido laterale sinistro apprezzato dall’agosto del 2015, non si è praticamente più visto

 

Alex Sandro per i tifosi della Juve rappresenta non solo uno dei capisaldi della squadra, ma un Top Player del ruolo, quindi un elemento di grandeur nell’immaginario collettivo internazionale. Un pezzo pregiato, di quelli che solo alcuni top club possono permettersi. Anche per questo, il giorno in cui arrivò, poco più di due anni fa, la reazione fu tra l’incredulo e il gaudente, considerando l’età, il valore e la concorrenza per accaparrarselo: Alex è in scadenza, la Juve, indaffarata a cercare un dopo Vidal e un playmaker per Allegri, da quella parte pare puntare sul modesto Siqueira, affare low cost, utile per non sperperare risorse in attesa di un gran colpo in mezzo al campo. Così alle chiacchiere sui vari Alex Sandro e Kurzawa, giovani specialisti del ruolo, non bada quasi nessuno. Essendo in scadenza, il City e il PSG gli fanno una corte spietata, difficile pensare a un affondo della Juve, specialmente per un difensore. Difficile fino a quando, in una calda serata agostana, Di Marzio annuncia l’accordo tra Porto e Juve, scatendando una giustificata ondata di giubilo

C’è chi già lo conosce, e sa quello che può dare, alcuni no, e ne sono diffidenti. Dopo alcuni balbettii iniziali, Alex comincia a farsi largo, nonostante un ballottaggio serrato col redivivo Patrice Evra, nel frattempo divenuto senatore della squadra. A fine stagione si capisce che lui sarà il titolare della stagione successiva, e infatti, dopo due mesi a sgobbare letteralmente in Brasile, Alex torna a Torino in condizioni esplosive, e si prende la titolarità in campionato. In Europa si alterna ancora con Evra, fino alla serata di Doha, dove arriva inesorabile il canto del cigno all’avventura bianconera del francese. La sua cessione spalanca le porte alla titolarità di Alex in tutte le competizioni, in poco tempo diviene uno dei principali protagonisti della cavalcata verso la finale di Champions e al terzo doblete di fila, formando assieme al suo connazionale Dani Alves una delle coppie di laterali più forti al mondo. Assist a Porto, prestazione mastodontica contro il Barcellona, anche in fase difensiva (dove qualche volta palesa ancora qualche amnesia), 2 assist in finale di Coppa Italia, sigillo di testa nella giornata del sesto scudetto consecutivo

Sembra una storia d’amore continua, si comincia a parlare di rinnovo, ma dopo Cardiff aumentano le voci che lo vorrebbero al Chelsea di Antonio Conte. La Juve pare individuare il suo sostituto in Emerson Palmieri, che però si infortuna gravemente al ginocchio. Nello stesso reparto abbandonano prima Dani Alves, sorprendendo la dirigenza, e poi Bonucci, oramai in rotta con l’ambiente da mesi. Alex chiede la cessione (almeno, gli addetti ai lavori raccontano ciò), lui non smentisce. A luglio la cessione pare questione di giorni, si aspetta solo il giorno propizio, ma alla fine la Juve, nonostante i continui rilanci del Chelsea reiterati fino a fine agosto, resiste, e Alex Sandro resta alla Juventus. Se per mancanza di reali alternative, se per una prova di forza della società, o per un ripensamento del giocatore, non è dato saperlo.

Alex esordisce in pieno mercato contro la Lazio in Supercoppa, ma non è il solito Alex. Lui che spesso si propone senza soluzione di continuità e si impegna in entrambe le fasi, sembra svagato, sbaglia stop facili, non affonda quasi mai. Si guadagna il rigore del momentaneo 2-2, ma la sua prestazione non fa fede al suo livello. Contro il Genoa al primo minuto si fa uccellare da Pandev nell’azione che propizia l’autogol di Pjanic, fino poi ad arrivare all’ennesima prestazione opaca, quella fresca di Barcellona.

Che ti succede Alex? dove sei finito? perchè hai mandato il tuo gemello scarso? La speranza è che si tratti di un problema fisico, ma la sensazione è che forse si debba ancora abituare all’idea di essere rimasto, che sia rimasto un po’ controvoglia. Forse è solo una questione di soldi. Il rinnovo pare pronto, le cifre sono alte, forse davvero tutto si può ricondurre a una questione di vil denaro. Va detto che la sua situazione ricorda molto da vicino quella di Arturo Vidal nell’estate del 2014. Arturo si suppone addirittura abbia fatto le visite mediche col Manchester United, ma Agnelli alla fine stoppò tutto, e il cileno visse una stagione tra luci e ombre prima di partire alla volta di Monaco di Baviera. Chissà se il Alex vivrà lo stesso destino.

E’ ovviamente troppo presto per trarre alcune conclusioni. La cosa sicura è che Alex è rimasto, ed è ancora una risorsa. E’ un professionista serio, e quindi non ci metterà molto a tornare quello che tutti abbiamo imparato ad amare e a rispettare. Certo si spera che questo momento di smarrimento sia il più breve possibile, e che presto si potrà tornare ad ammirare le sue sgroppate e a contare di gara in gara i suoi precisi assist, ma di sicuro l’affetto per questo simpatico e amabile 26enne tuttofare della fascia sinistra rimane immutato

Noi ti aspettiamo Alex