Come ti cambio la Juventus: il fattore Pipita

di Sabino Palermo |

Voluta, strappata e mantenuta con forza. La maglia della Juventus per Higuain ha un valore speciale, così come affermato dal tecnico Sarri in conferenza stampa: ‹‹Gonzalo ha passato un anno difficile, questa estate l’ho visto invece con un livello di motivazione non comune. […] E quando Higuain ha forte motivazioni è chiaro che è un giocatore importantissimo››. Parole al miele dell’allenatore toscano che, dopo averlo “richiesto” al Chelsea (pentendosene?), l’ha ritrovato in bianconero come autentico trascinatore dell’attacco.

PIPITA D’ORO – Il tango argentino con Dybala, duetto a ritmo di gol ed assist, al fianco di Cristiano Ronaldo sta funzionando in maniera eccezionale. Gonzalo è diventato “l’uomo della provvidenza” per Maurizio Sarri, quello che nelle partite cruciali può fare sempre la differenza con una giocata decisiva (contro il Napoli, a San Siro o nel derby appena trascorso). È un Pipita rigenerato, maturo e con fiducia: un’arma fondamentale nelle mani di un artigiano come il tecnico bianconero. Nessun dualismo con Dybala, ma solida consapevolezza di farsi sempre trovare pronto, che sia dall’inizio o a gara in corso.

ALTAFINI MODERNO – L’importanza di Higuain non si misura esclusivamente per la sua capacità realizzativa, ma per la sua capacità di cambiare volto alla squadra bianconera. Con lui la squadra prende coraggio, si spinge in avanti e ha mostrato la “parte migliore” del gioco di Sarri: velocità, verticalizzazioni e dominio del gioco. Da quando è rientrato a Torino, Gonzalo ha cambiato le sue prospettive e priorità per il futuro; per lui la Juventus ha ritagliato un ruolo da specialista. Una sorta di “Altafini moderno” che, anche se non parte tra i titolari, sa essere decisivo per cambiare il corso di una partita. Un Pipita tranquillo fuori, senza lamentarsi della non-titolarità, e spietato in campo: una risorsa di fondamentale importanza per la Vecchia Signora.

PARTNER DI RONALDO – L’enigma di inizio stagione era rappresentato da chi sarebbe stato il partner ideale di CR7, in particolare dopo l’allontanamento forzato di Mandzukic dalla maglia da titolare (e in generale dall’ambiente Juve). Se Mario era l’identikit “perfetto” per Allegri – cruciale soprattutto nella prima parte della scorsa stagione – il suo lento declino coincide con una nuova visione del gioco d’attacco di Sarri. Dybala e Higuain, interscambiabili e capaci di incidere in qualsiasi momenti, si contendono lo “scettro” di secondo violino dell’attacco bianconero. E paradossalmente mettono in ombra Cristiano che, a differenza del duo argentino, si defila e non è sempre l’uomo copertina della prima parte di stagione bianconera.

Al Chelsea, con la testa sbagliata al momento sbagliato, Higuain ha toccato il punto più basso della sua carriera. Era pronto ad essere sacrificato, direzione Roma, sull’altare del mercato bianconero (in cambio di Icardi?); ora è passato a prendersi una personale rivincita contro chi aveva già puntato su un “cavallo zoppo”. Lo ha fatto per Sarri, per la Juventus e soprattutto per se stesso. Un cambio di rotta che sta facendo decisamente bene ai risultati della capolista.


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