Thomas Partey, serve un mediano di percussione?

di Stefano Francesco Utzeri |

È partita la consueta ed infinita girandola di nomi che ci avvolge in vista della prossima stagione, quella delle speranze, delle certezze e se vogliamo anche delle illusioni. “Vedremo la prossima stagione”: ogni aspetto della stagione della Juventus non andato secondo programmi, aspettative e previsioni dei tifosi viene ovviamente rinviato alla stagione successive. Per molti, e anche per chi scrive, una questione che viene rinviata da troppo tempo è il rinnovamento del centrocampo, l’aumento complessivo della qualità del reparto che ha perso i suoi gioielli, di cui ora non ripeterò i nomi; troppi ricordi…

Il bussolotto delle estrazioni del calciomercato ha chiamato questa volta il nome di Thomas ParteyCentrocampista, classe 1993, ghanese e di proprietà dell’Atletico Madrid. In questo calciomercato il suo nome è sulla bocca degli analisti di calciomercato perché nonostante un contratto in scadenza nel 2023, Thomas è appetito sul mercato europeo grazie alla sua clausola: 50 milioni. L’Atletico vorrebbe rinnovare e alzare la cifra, ma la trattativa pare essere in stallo. Ma che cosa può dare in campo in campo alla Juventus Thomas Partey?

Cresciuto in maniera esponenziale sotto la guida di Diego Pablo Simeone, Thomas è diventato soprattutto nelle ultime due stagioni un elemento indispensabile nell’11 titolare dei colchoneros. A Madrid Thomas ha sviluppato le sue qualità in maniera intelligente, fino a potersi definire un mediano completo.

Se inizialmente il ghanese faceva della corsa a perdifiato e della sua fisicità le armi migliori del suo bagaglio calcistico, oggi, Thomas ha applicato a queste due naturali qualità, capacità tattiche e tecniche.
Schierato nel classico 4-4-2, che talvolta sembra un 4-3-3, dell’Atletico, Thomas gioca nei due mediani in mezzo al campo e nella sua evoluzione finale, quella 2019/20 è definitivamente sbocciato come centrocampista “box-to-box”.

La sua collocazione tattica sembra naturalmente quella del mediano a due. In non possesso ha da sempre una naturale inclinazione al recupero palla, riesce a coniugare efficacia nell’accorciare la squadra in avanti e in ripiegamento e nel corso degli anni ha acquisito, anche interpretando posizioni come quella del terzino destro, un’ottima abilità nel leggere le linee di passaggio.

È però nella fase di possesso che Thomas ha migliorato in maniera esponenziale il proprio apporto alla manovra. Precedentemente si limitava ad essere un centrocampista di contenimento, dedicato perlopiù ad aiutare la sua squadra nelle fasi di resistenza passiva o nel recupero rapido del pallone, ora invece nel suo bagaglio tecnico sono presenti diverse armi anche col pallone tra i piedi. Oggi Thomas, grazie anche a quella fisicità dirompente che sfrutta nell’imprimere potenza e rapidità ai suoi movimenti, è un centrocampista temibile anche in possesso. In campo aperto le sue percussioni centrali spaccano il ritmo della partita trasformando nel giro di qualche secondo quella che era una fase passiva in una azione offensiva. Una abilità che era comunque nelle sue potenzialità, viste le indubbie qualità fisiche e una buona base tecnica, sulla quale ha lavorato il Cholo.
Non solo. Thomas ha implementato nel suo arsenale tecnico una buona visione di gioco, ed è così migliorato anche nella distribuzione del gioco, soprattutto sul lungo e in verticale.

La sua collocazione nella Juventus sarebbe un enigma di non facile soluzione. Da mezzala Thomas potrebbe sicuramente essere d’aiuto in non possesso, ma in fase di possesso le cose potrebbero essere più complicate. Visto che spesso la Juventus si trova a far girare il pallone con difese schierate ordinatamente, e gli spazi chiusi potrebbero rivelarsi per Partey un problema, poiché il ghanese è più giocatore da strappo negli spazi quando in possesso del pallone, piuttosto che da possesso a uno o due tocchi.
Nel ruolo di mediano, vertice basso di una linea a tre, pur essendo completo in entrambe le fasi ed avendo migliorato la sua visione del gioco, mancherebbe probabilmente nella velocizzazione della manovra, non conoscendo la gestione dei ritmi di gioco, caratteristica quasi indispensabile oggi anche per il più arcigno dei mediani.

Insomma Thomas è sicuramente un centrocampista di ottimo livello e sarebbe un ottimo innesto, ma sarebbe comunque necessario lavorarne le attitudini tecniche e tattiche per adattarlo alla veste attuale della mediana a tre.