The show must go on: l’ultimo anno di Chiellini alla Juventus

di Sabino Palermo |

Le luci sulla campagna acquisti della Juventus 2019-2020 si sono accese definitivamente questa mattina: il palcoscenico bianconero è di Matthijs de Ligt. Non un attore banale, di secondo piano o una “semplice riserva” nel progetto della Vecchia Signora. Il perché mi sembra scontato: il costo del cartellino, le qualità di leadership e carisma e soprattutto la voglia di strapparlo alla concorrenza delle big europee. Ora, però, arriva la domanda di chi, come me, è abituato a guardare “dietro le quinte” di uno spettacolo teatrale. Chi sarà pronto a lasciargli spazio in questa Juve?

LEO INDISPENSABILE – Il figliol prodigo di casa Juve, nonché uno dei più discussi della scorsa stagione, ha un ruolo privilegiato nel nuovo progetto tattico di mister Sarri. Perché il “bel gioco” partirà proprio dai suoi piedi, ma non sarà più isolato ed unico faro della manovra bianconera. Potrà finalmente respirare, dedicarsi ai gesti semplici e metodici della linea a 4, e guidare i compagni con metri di spazio intorno a sé. La sua integrità fisica, combinata con la visione di gioco e il posizionamento, lo rende un centrale unico nel suo genere (vedi le proposte di PSG e Manchester City che continuano ad arrivare alla Continassa) e indispensabile nell’arco di un’annata votata alla conquista della Champions League.

CHIELLO GUERRIERO FERITO – Il capitano del nuovo ciclo bianconero, nonché simbolo della rinascita europea della Vecchia Signora, ha disputato una delle sue migliori stagioni sportive. Rimane, però – non è la prima volta – , una macchia indelebile sulla sua annata: l’assenza in Champions League contro l’Ajax del suo prossimo compagno di reparto De Ligt. La sua unicità risiede nella dipendenza di cui ne soffre la Juventus, perché quando Giorgio si è fermato, tutti ne hanno sentito la mancanza dentro e fuori dal campo. È un leader indiscutibile, ma non più così insostituibile. Questo il mantra della dirigenza juventina durante la sessione di calciomercato che si sta svolgendo. Rimane il guerriero della retroguardia, ma le troppe “ferite” hanno lasciato spesso la sua Juventus sola, inerme, di fronte agli attacchi avversari.

THE FINAL COUNTDOWN – Si respira aria di win or die in casa Juventus. Dal ritorno di Buffon come dodicesimo, sino al cambio di allenatore (e mentalità): questo è un anno in cui non c’è via di ritorno. Cristiano ha assorbito l’impatto con il calcio italiano (e viceversa), così come la dirigenza e la squadra ha capito qual è il passo ulteriore da fare per raggiungere gli obiettivi. Il rinnovamento c’è stato e proseguirà durante quest’estate, ma i “senatori” sono consapevoli di avere l’ultima possibilità – insieme – di rimanere impressi nella storia bianconera. La Juventus non può permettersi un Chiellini a mezzo servizio, non se vuole puntare davvero a dominare in Europa. Il capitano è il primo a saperlo, non stento a credere che sia stato uno dei primi ad avallare l’acquisto di un altro guerriero come De Ligt, e si farà trovare pronto nei momenti di necessità.

COMPLEANNO A VILLAR PEROSA – Nella “partita in famiglia” di Villar Perosa di (quasi) un anno fa, il presidente Agnelli aveva delineato l’obiettivo Champions per la prima volta pubblicamente. L’inizio di questa stagione, con la solita amichevole casalinga, coinciderà con il 35esimo compleanno di Chiellini: non chiamatela fatalità e nemmeno pura coincidenza. Giorgio sarà protagonista quel giorno, da uomo bianconero, da capitano e soprattutto da leader silenzioso di una stagione da all in. Lo sarà per tutti, ma per lui in particolare, perché sarà l’ultima (vera) annata da titolare nella Juventus.


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