La storia di Tevez e del cagon

di Sandro Scarpa |

Dopo la diffusione di un video di Juventus-Ajax in cui Cristiano Ronaldo, al fischio finale, si rivolge amareggiato verso alcuni giocatori che dalla panchina entrano in campo con una smorfia ed il gesto universale “abbiamo avuto paura”, è tornato in auge il presunto episodio per cui Tevez si rivolse ad Allegri, ancora sul banco degli imputati, col termine “Cagon, puro!”, alludendo allo scarso coraggio ed audacia del mister.

Quella del “Cagon” di Tevez ad Allegri è con buona probabilità un FAKE, o semplicemente un normalissimo episodio di reazione ad una sostituzione con parole assolutamente non chiare.

Tevez uscì al 86° di Juve-Real (2-1), andata della semifinale di Champions al primo anno di Allegri alla Juve. A 4 minuti dalla fine di una gara formidabile, sua e della Juve.
L’argentino, sia con Conte che con Allegri, non era quasi mai sostituito in stagione e infatti arrivò cotto in finale, con un minutaggio incredibile.
Il Real, campione in carica dopo aver vinto la sua Decima, attaccava alla ricerca del pari e  un po’ per perdere tempo e un po’ per dargli una standing ovation per l’ennesima straordinaria prestazione, Allegri sostituì l’Apache con Tucu Pereyra, nello stesso ruolo di trequartista in pressione sulla costruzione avversaria.

Tevez, che dopo una gara prima votata all’attacco e poi di sacrificio contro il Real di Ramos, Ronaldo, Benzema, Marcelo e James, privo di Modric, era stanco ma, come molti calciatori di carisma, prese male la sostituzione. Voleva rimanere in campo e quindi uscì imprecando. Erano imprecazioni generiche, certo nella trance agonistica, ce l’aveva con Allegri, che lo stava sostituendo, l’uomo che quell’anno l’aveva “liberato“, messo totalmente al centro di una Juve sorprendente che, dal flop di Istanbul (e Benfica), con soli 2 cambi (Morata x Vucinic ed Evra per Caceres) arrivò poi in finale.

Tevez quell’anno disse più volte che, rispetto a Conte che prevedeva schemi offensivi più rigidi, Allegri lo aveva lasciato libero di esprimersi come meglio voleva al centro dell’attacco e su tutto il fronte offensivo e i risultati furono pazzeschi, con caterve di gol e gare a tutto campo, accanto a Morata.

La Juve batté 3-0 in casa il BVB di Klopp, ebbe la meglio del Monaco e riuscì a vincere in casa contro un Real già stratosferico.

Negli ultimi mesi Tevez aveva cominciato ad avere nostalgia di casa dopo oltre un decennio in giro prima in Brasile e poi in Europa. C’erano contatti continui col Boca Juniors, squadra dove andò poi in estate, nonostante il contratto “in bianco” offertogli da Marotta.

In Argentina i tifosi e i media avevano cominciato già da mesi a fare una campagna di pressione pazzesca sul calciatore.

Così, una scena normale per un calciatore di temperamento, che comunque accettò l’abbraccio di Allegri e dopo la gara parlò di “prestazione fantastica della squadra“, solo e soltanto in Argentina, in un sito vicino al Boca (Olé), fu presa a pretesto per creare una finta polemica: Olé scrisse: “scenata di Tevez contro Allegri, nel labiale si legge -cagon, puto!-, è rottura e il ritorno in Argentina sembra più possibile!”.

Era il classico articolo distorsivo di mercato in cui si esaltano i tifosi locali facendogli pregustare l’arrivo di un campione amato in rotta con l’attuale squadra. Il titolo era infatti   Que Boquita!, in riferimento sia alla -boccaccia- sia al Boca.

I quotidiani italiani subito dopo la gara snobbarono l’episodio, parlando di ottimo rapporto tra Tevez e Allegri e solo qualche giorno dopo, riportarono la news dall’Argentina,  bollandola appunto come pretesto e fake di mercato.

Coincidenza ha voluto che l’anno scorso lo stesso, pur amatissimo, Tevez fu chiamato Cagon dai suoi stessi tifosi, per non essere sceso in campo contro il River dopo un infortunio:

La sera di Juve-Real invece Tevez scrisse sui social:

Tutti insieme stiamo facendo la storia, come squadra, come gruppo. Questo è quello che ci ha fatto arrivare fin qui. Continuamo a sognare”.

I quotidiani italiani in quei giorni, con inviati sia alla gara, sia costantemente nell’ambiente juventino, non avevano alcun motivo per distorcere quell’episodio (come gli Argentini), sia per l’ottimo rapporto tra Allegri e Tevez, sia per la stagione incredibile di quella Juve e dell’Apache.

Tevez concluse infatti la stagione con:

– 7 gol in 13 gare di UCL

– 29 gol in stagione

La sua stagione più prolifica in CL e in generale in Europa, a pari merito col primo anno al ManUnited senza Coppe europee, non coronata purtroppo nel secondo tempo della finale di Berlino quando, sul 1-1 con la Juve in attacco, un Tevez molto stanco, ebbe anche la chance di riportare i bianconeri sul tetto del Mondo.

Eppure, la leggenda di Tevez che taccia Allegri di essere un “Cagon” si ripresenta tra gli stessi tifosi Juventini ciclicamente, e trova terreno fertile ora col gesto di Ronaldo, pure non rivolto, almeno fisicamente, alla panchina.