A testa alta verso Nyon: l’importanza del primo posto

di Federica Zicchiero |


Proprio nell’anno in cui arrivare primi nel girone potrebbe essere inutile, se non addirittura deleterio. Proprio nell’anno in cui media e addetti ai lavori sussurravano tentazioni poco sportive come “meglio non vincere”.

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Ma il primo posto nel girone era uno degli obiettivi che la società aveva fissato in estate. Ignorando possibili calcoli di comodo, la Juve prende sul serio anche l’ultimo impegno e fa il suo dovere sportivo, vincendo il girone H.

Un sospiro di sollievo. La Juventus non conquistava il primo posto nella fase a gruppi dal 2012-2013.

Ma anche un sospiro di rassegnazione. Mai come quest’anno, infatti, complice il nuovo meccanismo per definire le teste di serie, arrivare primi potrebbe non essere sufficiente per garantirsi un sorteggio morbido. Anzi, potrebbe persino riservare un’amara sorpresa nell’urna.

Ciononostante, era fondamentale dare un segnale forte alla concorrenza europea. Una squadra che vuole scalare le gerarchie continentali non può permettersi di conquistare l’accesso agli ottavi con troppi patemi, dando un’impressione di fragilità. La Juventus 2016-2017 non poteva più permettersi di impantanarsi contro la cenerentola del gruppo (2013-2014: 1-1 alla prima giornata contro il Copenhagen; 2015-2016: due pari contro il Borussia Mönchengladbach), né di ridursi all’ultimo turno per giocarsi il passaggio agli ottavi (sempre 2013-2014: do you remember Istanbul?), né tantomeno di buttar via il primo posto all’ultima giornata (2015-2016: bruciante sconfitta 1-0 a Siviglia). Questo primo posto nel girone equivale a scandire chiaro e tondo: “Noi ci siamo. E facciamo sul serio!”.

Lunedì prossimo dall’urna di Nyon uscirà una tra le seguenti avversarie (tra parentesi la probabilità che la squadra sia sorteggiata contro la Juve):

  • Real Madrid (18,5%)
  • Manchester City (16,5%)
  • Bayern Monaco (14,5%)
  • Bayer Leverkusen (13,9%)
  • Paris Saint-Germain (13,3%)
  • Porto (11,6%)
  • Benfica (11,4%)

Tra le seconde, quindi, compaiono squadre di assoluto valore, di quelle che ci sia augura di incontrare il più tardi possibile. E ci sono anche buone probabilità di incontrarne una, basta guardare i risultati dei calcoli combinatori.

Poco male. Siamo la Juve, e non dobbiamo avere paura di nessuno. Detto con meno baldanza e più realismo: siamo la Juve, e sappiamo che in questa Coppa difficilmente la fortuna ci arride. Ma sappiamo anche che spesso le cose migliori le abbiamo fatte contro squadre più attrezzate e titolate di noi, quando non eravamo i favoriti. Real e Borussia ne sanno qualcosa. Il Bayern dell’anno scorso dovette sudarsi l’accesso ai quarti fino ai tempi supplementari. Sappiamo anche che questa squadra ha ampi margini di crescita e che possiamo guardare con fiducia al futuro prossimo.

Che sia contro il Real Madrid o contro il Benfica, ci faremo trovare pronti. Lunedì prossimo ci presenteremo all’appuntamento di gala di Nyon, davanti al resto della nobiltà europea, con la calma olimpica di chi è sicuro di sé e delle proprie risorse, con il volto serio e sereno di chi è concentrato sull’obiettivo. Andare avanti il più possibile in questa maledetta Coppa. Che manca da troppi anni. E che ci ha riservato più calici amari che calici di champagne.

Di Federica Zicchiero