Il Teorema Hernanes: spremute di cuore contro pesci in faccia

di Juventibus |

Se ne va così, con una plusvalenza di oltre 2 milioni di euro, che, in tutta sincerità, era ed è il migliore regalo di addio che potesse farci. Perché quella tra Hernanes e i tifosi bianconeri, e dunque la Juventus, ha il sapore amaro di una relazione sentimentale improvvisata e sgangherata, priva del trasporto emotivo necessario alla sua sopravvivenza.

Voi direte: “Va bene, ma non mica è la prima volta che la società compra giocatori non voluti e decisamente poco amati, oltre che sottostimati, considerati gli obiettivi stagionali (il periodo precedente a Marotta e Paratici ne è l’esempio più esaustivo), per non parlare delle dichiarazioni infelici relative al passato bianconero in serie B di cui si è “macchiato” tempo fa il calciatore brasiliano”; e io vi darei anche ragione, se non fosse che non mi era mai capitato di vedere in ambiente Juventus, almeno negli ultimi anni, un giocatore così dedito all’impresa di farsi in qualche modo volere bene da quegli stessi tifosi che, sin da giorni precedenti all’acquisto, non hanno mai nascosto il loro disappunto per la sua presenzaMa si sa, chi meno ama è più forte si sa, per cui mentre Hernanes saluta Torino e l’Italia, i tifosi, mediamente felici, sono distratti e presi da altre questioni (accuse interiste – un classico oramai – recuperi di campionato, ottavi di Champions che si avvicinano, ecc). 

L’asimmetria di questo strano rapporto a senso unico è sintetizzata sul profilo Instagram del giocatore. Lo scorso 5 febbraio, per esempio, giorno in cui si è giocato il posticipo serale di campionato tra Juventus e Inter, mentre la trattativa con l’Hebei Fortune era già in dirittura di arrivo (con tanto di mancata convocazione)Hernanes si è preso la briga di pubblicare un’ultima foto da giocatore – almeno ancora ufficialmente – juventino, in cui insieme alla moglie incitava i compagni alla vittoria contro l’ex squadra, seguita dall’immancabile hashtag #forzajuventusfinoallafine, come se per l’ennesima volta volesse mostrarci un affetto che non ci siamo mai disturbati di ricambiare.

Scrivo immancabile perché lo stesso Hernanes è un fervente appassionato dell’utilizzo di questo hashtag, in tutte le sue varianti (#forzajuvesempre #finoallafine #forzajuve, ecc.), con un trasporto che, almeno secondo una mia recente ricerca random,  non arrivano a dimostrare neanche i calciatori più amati e idolatrati – anche dalla sottoscritta – come DybalaHiguan o Barzagli (che il Signore ce li lasci sempre in gloria). Un appunto comunicativo paragonabile solo a quelli di Bonucci e Marchisio, pilastri fondamentali di questa Juventus, e bianconero dentro dalla nascita.

Ed è stato in quel momento che ho avuto una folgorazione sulla via dello Juventus Stadium e ho capito che, in questo anno e mezzo, Hernanes era l’uomo della prima strofa di Teorema di Ferrandini, quello che prendeva una donna e le diceva che la amava, a cui mandava rose, poesie e spremute di cuore, a cui tentava di dare il meglio e con cui aveva cercato di essere un tenero amante e, per contro, veniva preso a pesci in faccia. Lo stesso che durante la sua presentazione da giocatore bianconero ha tentato di ricucire un rapporto appena cominciato giustificando goffamente la frase “mai stato in serie B” (ché lui non ce l’aveva mica con la Juve, no, lui era orgoglioso del suo percorso da calciatore, del fatto che aveva sempre lottato per grandi obiettivi e per evitare di retrocedere in B e cose così…) e che, a conclusione di un’intervista a Jtvha esclamato con quasi imbarazzo “forza Juve sempre”, dopo aver ringraziato Allegri e compagni per il loro affetto e la loro strenua difesa. 

Certo, Hernanes non è Pirlo, non è Vidal, non è Pogba, a cui il cuore lo abbiamo proprio regalato e spedito a un indirizzo nuovo, e non è neanche Draxler o Witsel, che invece sono i protagonisti della seconda strofa di Ferrandini (prendi una donna, trattala male, lascia che ti aspetti per ore). È un giocatore nella media che ha tentato in ogni modo di espiare un passato neroazzurro fuori e dentro il campo, con risultati – ahi lui – davvero scarsi. Se è vero che Teorema è un po’ diventato il manifesto delle relazioni sentimentali, l’ago della bilancia di chi si fiuta e annusa, è all’altrettanto vero che questa volta, in questo epilogo, la situazione è capovolta: questa estate, quando divorata e logorata dal ping pong tra Raiola, Pogba e la stampa, in attesa di un qualunque gesto o dichiarazione d’amore e aggrappata al più microscopico spiraglio, al colore della maglia firmata a un tifoso, agli sguardi e commenti su foto, video e profili social, speravo che il piccolo grande Paul ci confermasse che il nostro incontro e i nostri cinque anni fossero il più grande spettacolo dopo il Big Bang, anziché tenerci sulle spine per 2 mesi. Non sapevo mica che la risposta l’avrei trovata in Hernanes, quello per cui imprecavo davanti alla TV, piuttosto che dal gioiellino di cui avrei comprato persino la maglia – che per un tifoso è la prova d’amore definitiva. Un ormai ex giocatore bianconero che avrebbe potuto scegliere il silenzio o quanto meno vendicarsi di tutti quei fischi ricevuti, che nel giorno della Partita delle partite lascia il suo ultimo messaggio (andiamo – e non andate – a vincere contro l’Inter) e che pochi minuti dopo l’ufficialità della sua cessione dedica un lungo e sentito messaggio di ringraziamento alla società, ai compagni e ai tifosi con tanto di chiusura “forza Juve sempre”, lo stesso che elemosinavamo da Pogba durante le ore più calde.

E allora ho capito che Hernanes si merita davvero un grande grazie

Chissà, magari lo abbiamo reso pure juventino. Davvero.

Di Valeria Arena @valeriarena