Il tempo è un grande medico

di Giacomo Scutiero |

Il direttore del “Corriere dello Sport” invita il presidente del Consiglio a pensare un decreto ad hoc per il calcio: il fine è salvaguardare le società nel caso i tesserati risultino positivi, ad esempio autorizzando trasferimenti delle squadre da una regione all’altra. Meno peggio di bloccare il campionato, dice. Una nuova normalità da trovare e vivere, come consiglia Ilaria Capua.

Nella stessa giornata di questo sprone, la Federazione Italiana Giuoco Calcio annulla il Consiglio previsto per venerdì 8 Maggio: per fronteggiare la crisi contingente, la riunione è posticipata perché sono necessari maggiori approfondimenti. C’è ancora del tempo a disposizione ed il medico FIGC lo prende. Confermato invece l’incontro di domani, teoricamente decisivo, tra la Federazione ed il Comitato tecnico scientifico per definire le norme di sicurezza.

Allenamenti, protocollo di sicurezza, ripresa delle manifestazioni, iscrizioni ai prossimi tornei… Tanto lavoro sul tavolo, perché dobbiamo ricordarci di non pensare soltanto alla Serie A. Come va ricordato che, prima dello scoppio dell’emergenza COVID-19, si ragionasse sulla capitale riforma dei campionati e tutto si fosse logicamente fermato.

Guardando i migliori, come procede in Germania? Nonostante quei dieci casi positivi, la Bundesliga accelera e pare ad un passo dal restart: oggi conferenza tra Cancelleria e Stati Federati per ufficializzare il ritorno in campo dal 15 Maggio.

In Italia si inizia/continua a lavorare nei centri sportivi. Fa piacere rivedere Mihajlovic e la sua carica a Casteldebole, con i calciatori del Bologna che si allenano a turno in gruppi di tre. Nella complicata Zingonia, abbiamo visto Toloi, Muriel e Zapata. A Cagliari, preferiscono attendere il protocollo prima di tornare all’attività.
L’Udinese ha stilato le linee guida: massimo un’ora e mezza di allenamento, spogliatoi e palestre chiusi e presidio sanitario. Oggi e domani, test e tamponi per i granata del Torino; venerdì aprirà il Filadelfia per i lavori individuali. A Milanello, test per Biglia e Bonaventura in attesa di Ibra.

Restando a Milano, sponda Inter, fanno riflettere le parole di Eriksen: “La quarantena è stata molto dura. Non tocco palla da quasi due mesi, mai mi è successo da quando sono bambino”. Ed a Roma, Patric della Lazio non vuol sentir parlare di Serie A sulla stregua della Ligue 1: “Non lo accetteremmo. Precauzione, ma giochiamo!”. Tanta voglia di giocare per i due, nessuna voglia di ritorno in panchina per Fabio Capello: “Il calcio deve riprendere, io no”.

Repetita iuvant: coniugare salute e normalità. Il Sassuolo è stata la prima formazione a tornare in campo e l’AD Carnevali è soddisfatto: gli allenamenti sono la prima cosa, per il resto… “Spadafora non lo seguo, cambia sempre idea”. Complicato dargli torto.
Il presidente del Pescara non ha dubbi: “In Serie B, tutti convinti a ricominciare”. Intanto, i calciatori del Catania hanno messo in mora il club perché non ricevono gli stipendi da prima dello scoppio della pandemia.

In conclusione, una pillola estera. Dopo aver annunciato il ritorno in campo nel prossimo 23 Maggio, la Federazione ungherese ha ufficializzato l’introduzione dei cinque cambi a partita; la novità per questo finale di stagione, poi si vedrà.