Il tempo delle seghe

di Vincenzo Ricchiuti |

Neanche 3 gg son passati da quando Allegri ha fatto godere. Ora è di nuovo sul bancone del mercato di balle, dove si vendono chiacchiere inutili, lacrime usate ed esibizionismi da checche. Cosa avrebbe fatto il buon uomo che da tre anni fa l’eccezionale, ossia la Juve normale. Quella che vince e rivince, abbatte gli altri e ci consola. Allegri l’eroe di qualche ora fa avrebbe mentre decideva di portarsi a più otto sulla seconda lasciato in campo Dybala sottoponendolo volutamente o inconsciamente o è capitato al massacro di Muntari. Con conseguente, loro lo sanno, esclusione a Barcellona. Esclusione del talentuoso attaccante che porterebbe in una gara di ritorno dove hai due risultati su 3 e 3 dico 3 goal avanti ad una debacle annunciata. Il pretesto è arrivato e questa gente ha reagito come un sol uomo. Con una sola lagna.

Punto 1, a Pescara Allegri ha scelto la serietà. Non per un omaggio vuoto alla professionalità del non scansarsi. Il Pescara è retrocesso da mesi, nessuno lo caga più e Zeman fa Cassazione solo se perde. Quando vince non serve a niente e perde pure autorevolezza. In Italia se vuoi la verità, di qualunque tipo specie giuridica, ti serve uno che ha perso. Perché la sconfitta è sintomo di saggezza, patente di onestà e password di competenza. La storia la scrivono i vincitori, le sentenze i vinti. In questo contesto di mezza festa e contro una squadra scorbutica disposta a fare il calcio inglese in mancanza di possibilità di fare calcio vero, chiunque avrebbe imbarcato le terze scelte sperando finisse presto lo strazio ed abbronzandosi un po’. E probabilmente sarebbe bastato pure per vincere ma Allegri che non si fida e non sposa le donne che ha avuto come la bella Pescara ha optato per la prudenza che piace a nessuno ma vince sempre. Tutti in campo abili e arruolati. Vinciamo di sicuro aspettando magari l’Atalanta. Cosa puntualmente successa.

Punto 2, l’infortunio di Dybala ha interrotto una prestazione sontuosa dell’argentino, meglio pure del pur più vistoso Cuadrado. Davvero un piacere per gli occhi e un ottimo training in vista dei calci catalani che in settimana non mancheranno. I catalani passata la prima sfuriata e sbattuti indarno contro la nostra vera difesa cominceranno come da tradizione di ogni calcio spettacolo ricevuto lo sfratto a menare calcioni come delle bestie. Non c’è nulla di più antisportivo dei campioni di sport e talento, coraggio e beltà quando gli girano le balle e gli saltano gli aumenti d’ingaggio. Rivelano quello che è alla base della loro innaturale tendenza a piacere al proprio prossimo: la ferocia con cui si sono violentati per non apparire ciò che realmente sono diventa palese anche agli occhi dei loro infantili supporter. E’ come andare alle feste per bambini e trovare l’animatore che in mancanza di successo butta bestemmie da dietro il naso da clown. Insomma. Per dirla alla Flaiano che di Pescara s’intendeva, le signorine smetteranno gli studi per guardatosi il fisico dedicarsi alla prostituzione. Uno shock primordiale che meritate, voi che credete l’immaginazione più sicura del mondo reale. In particolare succederà ai nostri avversari, quei catalani che già di loro sono esperimenti di genetica, una accozzaglia di sgorbi che nemmeno al canile. E che in questi anni di trionfi da Alfa a Zeta sono assurti a modelli persino per Saviano, simboli di rinascita non potendo diventarlo di ricrescita. Questi quinti beatle in settimana ci menano di brutto, mas che un bluff. Sarà utile dunque a Dybala recuperato alla bisogna o impiegato se c’è bisogno aver fatto le prove nel circuito di Pescara, una sorta di Barcellona pugilistico da incontri di boxe mandati dalla Rai all’una di notte.

Punto 3, basta con la scaramanzia. Dimenticate queste cazzate, i vostri inutili riti, le vostre inutili grattate. Ho scritto prima della gara di andata che avremmo vinto, è successo, non avremmo perduto neanche se avessi scritto il contrario, non ci sono influenze nei fatti che accadono da parte di ciò che fate pensate dite o grattate. Siete irrilevanti. Quest’ultimo tentativo di rompere le scatole al vostro prossimo o quel che è peggio al nostro Allegri finirà come gli altri, magari più nobili di un badare alla sfiga ma dal medesimo cesto della mondezza. Buttate le balle che vi vivono tanto. Tenetevi le balle che servono in settimana, una per tempo.