Tanti auguri, Andrea Fortunato

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Sergio Quirino

Volevo scrivere due parole su Andrea Fortunato. Non ho mai scritto nulla, se non sul giornalino del liceo, e uno dei miei articoli fu proprio per lui.  Oggi mi sento di scriverne ancora.
Ricordo bene quel giorno, ricordo bene la tristezza, ricordo bene Cannavó in prima pagina. Insomma ricordo tutto, quasi come se fosse ieri.  E per quanto quella vita spezzata non mi lasció indifferente, oggi, dopo 24 anni posso dire che non capì la portata delle “notizia”. Fu sconvolgente, ovvio. Ci fu trasporto, sicuramente, ma quanto influì che era un giocatore della mia squadra? Quanto influì che era reputato il nuovo Cabrini?
Avevo 17 anni. Ma Andrea Fortunato era per me già grande, un giocatore della Juve, io ero ancora a scuola, lui invece ne aveva soli 23. Adesso mi vengono i brividi se penso a quel numero e al dolore che possono aver provato i suoi familiari.
La leucemia allora era una malattia tutto sommato rara, in pochi venivano colpiti. Era una sfortuna contrarla. Quello forse fu il mio primo “contatto” con il cancro. Ma non mi impaurì. Non pesai la notizia di ciò che lo aveva portato via. Bisognava essere proprio sfortunati ammalarsi di Leucemia. Allora. Oggi non è più così. I numeri sono diversi, e sembra di essere in guerra.
Oggi Andrea Fortunato avrebbe festeggiato 48 anni. Il ricordo mio è oggi più forte di 24 anni fa. Forse perché ho avuto qualcosa di simile ma sono stato più fortunato di Andrea…Auguri caro Andrea, ragazzino di 23 anni.

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