Tanguy Ndombélé – Scheda Scouting

di Stefano Francesco Utzeri |

Non è più un segreto: la Francia è una fucina di talenti praticamente inesauribile. Il ricambio generazionale è uno degli ultimi problemi per la FFF, tanto che una nazionale formata da tanti calciatori nati tra il 1990 e il 1999 è giunta a conquistare la Coppa del Mondo appena 9 mesi fa. In particolare nell’Ile de France, regione nella quale notoriamente si trova Parigi, sono cresciute stelle “made in 90s” del calibro di Kylian Mbappé e Paul Pogba, di cui alla Continassa conoscono bene le capacità.

La Juventus, il cui centrocampo dà sicuramente certezze in fatto di quantità ed esperienza, cercherà di ringiovanire l’età media alzando anche la qualità del reparto. Per questo, dopo Aaron Ramsey, che arriverà comunque a 28 anni compiuti nel pieno della maturità calcistica, Fabio Paratici ha messo nel mirino un altro prodotto dell’Ile de France: Tanguy Ndombélé, ora in forza all’Olympique Lyonnais. Per prelevarlo dunque bisognerà trattare col vulcanico Jean-Michel Aulas che lo valuta già oltre 50 milioni di euro.

Tanguy Alvaro Ndombélé nasce a Longjumeau, città del dipartimento dell’Essonne, il 28 dicembre 1996. Francese di origini congolesi, inizia la sua trafila delle giovanili tra le società nei dintorni della sua città natale finché, nel 2011, il Guingamp non lo nota e decide di portarlo in Bretagna. Trascorsi tre anni si trasferisce gratuitamente all’Amiens, che gli concederà il debutto tra i professionisti. Dopo una sola stagione in seconda squadra, Tanguy è protagonista della cavalcata e della promozione dei bianconeri francesi in Ligue 1 al termine della stagione 2016/17, attirando gli interessi dell’OL, che lo preleva in prestito per 2 milioni, con riscatto fissato a 8.

Sotto la guida di Genesio, Ndombélé diventa immediatamente uno degli elementi cardine del Lione per tutto il 17/18, assurgendo alla cronaca come uno dei migliori talenti del massimo campionato transalpino. Le sue prestazioni spingono il CT Deschamps a convocarlo in pianta stabile, iniziando a fargli conoscere anche l’aria della nazionale maggiore.

 

NOTE SUL FISICO

181cm X 76kg, perfetto mesomorfo, muscolarità sviluppata, spalle larghe, fianchi stretti e postura diritta. Notevole lo sviluppo di tronco e arti inferiori, anche a occhio nudo.
Questa ipertrofia della parte inferiore del corpo viene utilizzata con dovizia da Ndombélé, che mostra una potenza notevole negli appoggi, sia per quanto riguarda la difesa del pallone, sia per l’agilità nello stretto, sia per la velocità. Tanguy modifica parzialmente il suo stile di corsa quando è palla al piede, assumendo un baricentro più basso e ricurvo sul pallone

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PUNTI DI FORZA

Assieme ad una fisicità dirompente, Ndombelè è un centrocampista dotato una tecnica di base di alto livello. Due caratteristiche che lo aiutano ad essere potente sul lungo e agile negli spazi stretti mantenendo un ottimo controllo del pallone.

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Nelle percussioni palla al piede (in cui privilegia l’utilizzo del piede forte, il destro) ha una delle sue armi migliori; in questi frangenti mantiene agevolmente il controllo del possesso e la giusta coordinazione, che sfrutta anche per dribbling in spazi ampi e stretti. A dispetto della struttura fisica all’apparenza piuttosto pesante, è capace di liberarsi con leggiadria dalle situazioni di pressione anche più intricate, nelle quali quando necessario utilizza in maniera adeguata anche il suo strapotere fisico (in questa stagione 1.7 dribbling a partita, 69% riusciti).

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Ndombélé è dotato di una più che buona visione di gioco, sul corto e sul lungo. Nella costruzione bassa, a cui partecipa spesso attivamente, si limita a un gioco più lineare, corto, toccando il pallone quasi sempre non più di due volte: stop e passaggio, o prima intenzione, fungendo prevalentemente da “appoggio”.
In zone più avanzate di campo invece libera la creatività, attraverso una maggiore inclinazione alla ricerca delle tracce verticali, centralmente e sulle fasce, con il compito di infilare le linee difensive avversarie, anche in questo caso giocando quasi sempre al massimo a due tocchi.

È dotato di un buon tiro dalla distanza ed è molto preciso nei passaggi. Finora in stagione 6 assist, 1.2 keypass a partita e una percentuale di precisione nei passaggi di circa l’89%.

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La sua fisicità è ben utilizzata anche nel recupero palla; Ndombélé impone il proprio strapotere soprattutto nei contrasti (in stagione 7.5 contrasti di media a partita e oltre il 60% di contrasti riusciti).

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In non possesso è molto attento al presidio della zona di competenza, nella quale fa un buon lavoro sull’oscuramento delle linee di passaggio e mostra una spiccata aggressività sul portatore di palla avversario.

 

 

DEBOLEZZE

Nonostante sia un centrocampista abbastanza completo anche in fase di non possesso, spesso Ndombélé è uno dei più lenti a ripiegare quando la sua squadra perde palla nell’ultimo quarto di campo. Non è dotato di grandi doti nel gioco aereo a causa di una scarsa elevazione presumibilmente causata dalla sua mole, tant’è che nell’OL non va nemmeno a saltare in area di rigore nell’area avversaria, mentre difensivamente viene utilizzato per occupare l’area a zona, ma difficilmente marca a uomo.
Infine, diversi margini di miglioramento si possono auspicare in fase di finalizzazione. Ndombélé attacca l’area inserendosi senza palla centralmente, soprattutto a rimorchio o con scambi al limite dell’area favoriti dalla sua notevole capacità di trovare tracce verticali anche di prima intenzione, ma segna poco, forse anche perché, nonostante sembri avere una buona abilità nella conclusione, ha poche possibilità di andare al tiro da posizioni ottimali per concludere in maniera efficace (0.9 tiri a partita in questa stagione), essendo perlopiù accoppiato ad un interno più offensivo o ad una mezzala opposta più offensiva. Curioso che gli unici due gol in stagione siano arrivati in Champions League.

 

JUVENTUS (?)

Alla Juventus sarebbe interessante vederlo come interno in un centrocampo a 2 con un partner che integri, alla sua abilità in interdizione e ribaltamento della manovra, una costruzione del gioco più “ariosa” e in questo Pjanic potrebbe essere un partner adeguato, o mezzala destra in una linea a 3, che utilizzi la sua capacità di trovare tracce verticali per sfruttare le sovrapposizioni degli esterni e abbia maggiori capacità di associazione con i compagni attaccando l’area di rigore con scambi e inserimenti a rimorchio anche con gli uomini più offensivi.
Le sue caratteristiche comunque potrebbero portarlo anche a diventare un vertice basso di un centrocampo a 3 grazie alla sua propensione nell’abbassarsi spesso sulla linea dei difensori per giocare e muove il pallone con rapidità di pensiero e farsi trovare sempre quasi sempre libero per lo scarico, grazie ad un’ottima dinamicità in non possesso. In questo senso non è un caso che anche il Manchester City si sia interessato a lui per un post Fernandinho.

 


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