Il Talismano Padoin saluta il calcio giocato

di Giorgia Ruggiero |

Simone Padoin, uno dei giocatori più amati dai tifosi juventini, ha detto addio al calcio giocato.

5 stagioni in bianconero, dal 2012 al 2016, altrettanti scudetti -“Ha più trofei Padoin che Roma, Napoli e Lazio!”- si diceva. Considerato da tutti un portafortuna, Padoin è l’esempio classico del giocatore con un talento medio, con doti “comuni” che viene incastonato nel momento, nel modo e nel ruolo giusto in una squadra di campionissimi e diventa l’IDOLO, il giocatore comune che resta nel cuore dei tifosi, soprattutto per l’altruismo, la generosità, la simpatia schiva e il senso di appartenenza: “San Padoin”, lo chiamava Antonio Conte che lo volle fortemente con sé.

L’ex idolo “normale” degli juventini, dopo l’esperienza all’Ascoli, ha appeso -gli umili ma duttili- scarpini al chiodo dei suoi 36 anni e sogna una carriera da allenatore, come tanti, tantissimi forgiati dalla Juve, anche l’ultima Juve di Conte (citofonare Andrea Pirlo).

Nel 2012, quando il suo procuratore Tullio Tinti lo chiamò alle 18.30 e gli rivolse la fatidica domanda: “vuoi andare alla Juventus?“, Simone Padoin trasecolò e penso chiaramente ad uno scherzo. Ci vollero un paio di secondi prima di rispondere. Aveva appena rinnovato con l’Atalanta e mai avrebbe pensato che nei successivi cinque anni avrebbe vinto cinque campionati, due Coppe Italia e tre Supercoppe italiana (“Padoin ha più trofei di Totti” si diceva…). Alle 21.30 era già in macchina e quella sera divenne un calciatore della Juventus.

La Juventus ha omaggiato il suo talismano, perché un uomo così non si dimentica facilmente.

Ora, Simone Padoin è tornato a casa dove ha aperto una palestra insieme alla moglie. La sua è una scelta podnerata, maturata per la paura di un nuovo lockdown che lo avrebbe tenuto lontano dai figli. Ora gli piacerebbe lavorare con i giovani, una dimensione che lo rispecchia completamente. Dietro il giocatore Padoin, dietro il paradosso di un giocatore “normale” in un contesto iper-vincente (un po’ come capita ora all’estroso Pinsoglio), c’è un uomo buono e semplice, di quelli che fanno scattare l’attaccamento dei tifosi che gli hanno tributato migliaia di tweet ironici (quelli con Padoin è il Pallone d’Oro, quelli con Padoin è meglio di Messi) ma anche tantissimi applausi quando è ritornato allo Stadium.

E poi quel coro: “Che ce frega de Ronaldo, noi abbiamo Padoin” ad ogni uscita in bianconero.

Tutto questo è stato Simone Padoin per la Juventus. Grazie talismano!