Il talento di Kulusevski va aspettato e coltivato

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Daniele Gandolfi

L’input di Andrea Agnelli sul ringiovanimento della rosa è dichiarato, realizzato e in continua evoluzione. Inutile soffermarsi sul pensiero del tifoso che nei giovani vede sempre il  “crack“ che ci porterà a vincere e stravincere negli anni a venire. l’analisi che ho voluto approfondire riguarda Dejan Kulusevski.

Fin dal giorno dell’annuncio dell’acquisto  di Dejan, mi è venuto quel brivido di cui sopra scrivevo .

Kulusevski è nato il 25 aprile 2000. Sottolineo l’età, perché? E’ da questo dato con cui voglio partire per approfondire di che giocatore si tratta, e perché  le critiche sinora non sono corroborate dai fatti .

La semplice analisi la vorrei impostare come raffronto tra Kulusevski e, perché no, campionissimi del passato, passando anche da giocatori affermati di oggi, e per finire con suoi coetanei dei top campionati europei. Il tipo di giocatori con cui vorrei analizzare pochissimi semplici dati fanno parte di quella categoria denominata “trequartista”, “seconda punta”, “ala” (dati TM).

Partiamo per decadi e campionissimi. Decade anni ’90, Dejan Savicevic: 2 Champions, 3 scudetti, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea, una Supercoppa Italiana, più altri 6 trofei in ex Jugoslavia. Ha vinto il suo primo trofeo nella Stella Rossa Belgrado nell’88/89, all’età di 23 anni, da comprimario. Il suo primo trofeo da protagonista fu la vittoria in Champions nel 90/91, all’età di 25 anni

Fine anni ’90, inizio anni 2000, Rivaldo: Pallone d’oro, Campione del Mondo con il Brasile nel 2002, una Champions, 2 campionati spagnoli più altri 16 trofei sparsi per il mondo. Dal Brasile arriva al Deportivo La Coruna per affermarsi in un top campionato, all’età di 24 anni, per poi l’anno successivo trasferirsi al Barcellona, dove si consacra.

Facciamo un salto ai nostri giorni, Kevin De Bruyne, considerato il non plus ultra del prototipo di trequartista moderno. Arriva in Bundesliga, nel Werder, a 21 anni, con 10 gol e 9 assist. Poi passa al Chelsea nel 13/14, un solo assist, torna in Bundesliga, dove con la maglia del Wolfsburg, in 3 anni, realizza 20 gol e 38 assist, con exploit nel 14/15 a 23 anni. Con il passaggio al City diventa poi quel giocatore che oggi tutti ammirano.

Veniamo al nostro Dejan Kulusevski: lo scorso anno, giocando nel Parma, dove si preferiva il solo difendersi, lasciando spazi ampissimi agli attaccanti per colpire in contropiede, Kulusevski ha raccolto 36 presenze in campionato e 3 in Coppa Italia, 2963 minuti giocati, con 10 gol 9 assist. Un gol ogni 293 minuti .

Finora, a metà anno  con la Juventus, che ha pochi spazi davanti per la disposizione di dominio del gioco che vuole mister Pirlo, Kulusevski ha 24 presenze totali, 1305 minuti giocati, 5 gol e 4 assist. Un gol ogni 261 minuti.

Piccolo excursus di paragone con i suoi coetanei: considerando i 5 top campionati, oggi Kulusevski , Jadon Sancho e Foden  sono gli unici centrocampisti del 2000 ad aver segnato almeno 15 gol nelle ultime 2 stagioni (dati Opta).

Questi semplici numeri ci fanno capire che il “tutto e subito” non è possibile. Alcune critiche affermano che abbia pochi gol (i numeri smentiscono sinora), altre dal lato tecnico, si soffermano sugli sbagli nella scelta della giocata (qui metto il mio parere e dico che gli errori sono per la maggior parte commessi perché alla ricerca della giocata sopraffina, di classe), altre ancora sul lato fisico, riguardo a una non corretta postura nella difesa della palla (se volevate un mediano di rottura, Dejan non fa al caso vostro). Certo tutte queste caratteristiche sono essenziali e si devono migliorare con il lavoro, e qui mi fido del nostro staff e l’esperienza che si accumula nell’allenarsi e giocare al fianco dei grandi campioni. Infine, ma non per ultimo la maturità intellettuale del passaggio da ragazzo a uomo.

Insomma, abbiamo un diamante grezzo che va lavorato, e poi messo al dito di una Vecchia Signora.


JUVENTIBUS LIVE