Szczesny vs Perin, forti ma complementari

di Stefano Francesco Utzeri |

È giunta ormai l’era post-Buffon. Negli ultimi anni, al netto di una serie di annunciati “eredi” dell’ex numero uno bianconero, in casa Juventus si sono continuate a valutare alternative con potenziale futuro, soluzioni che avessero un “futuro” davanti.
Sono passati tanti contratti di tanti portieri tra le mani di Beppe Marotta, tra i più noti impossibile non ricordare Nicola Leali. Tuttavia quando la Juventus ha sentito, visto e pensato al reale cambiamento, al dopo Gigi, la scelta è ricaduta su due ottimi portieri, entrambi estroversi fuori dal rettangolo di gioco, ma con grosse differenze nel percorso di formazione e nel modo di stare tra i pali.

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Wojciech Szczesny è un portiere già formato e di ottimo livello, che ha mostrato diversi passaggi a vuoto nel corso degli anni. L’estremo difensore polacco, che è reduce da uno dei momenti meno brillanti della sua carriera (Russia 2018 per lui e la sua Polonia è stato ben poco esaltante), ha vissuto momenti di grazia e, passatemi il termine, disgrazia in tutte le sue esperienze, superandoli tuttavia immediatamente e brillantemente, ma è stato comunque sempre abituato a respirare l’aria del grande club (Arsenal e Juventus) e della piazza con grandi pressioni (Roma).

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Per completare il reparto, come se la figura di Buffon fosse troppo grande per essere ereditata dal solo estremo difensore polacco, la Juventus ha scelto Mattia Perin già formato e le cui abilità sono note ai più assidui osservatori della Serie A. Il 26enne, nativo di Latina, ha dovuto percorrere un sentiero tortuoso per arrivare alla Juventus, superando momenti difficili e di crescita, quando da talento del calcio italiano è stato sbattuto nel frullatore Pescara, incappando in una stagione negativa. Al rientro a Genova la strada è stata altrettanto tortuosa, con una serie di incidenti, tra cui la rottura di ben due crociati. Problemi che non lo hanno abbattuto e anzi si è affermato nell’ultima stagione, giocata senza alcun problema, nel segno della continuità, ad altissimi livelli, contribuendo alla tranquilla salvezza del Genoa.

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Dal punto di vista tecnico Szczesny e Perin hanno pochi punti di contatto, se non un notevole talento nelle parate che richiedono grandi riflessi e istinto, realizzate in maniera comunque ben diversa e una buona capacità di intuire il tempo sulle uscite basse all’interno dell’area di rigore.
Il polacco in particolare nelle parate d’istinto fa valere in maniera particolare la propria imponente figura, i suoi 196cm x 90kg gli permettono di coprire grandi porzioni dello specchio. Tutto questo unito ad una notevole reattività per un portiere di quella statura.
Perin invece utilizza altre abilità, non possedendo un fisico particolarmente sviluppato (188cm x 77kg). La sua rapidità sul breve, la capacità di intuire in anticipo l’intenzione dell’attaccante permettono al portiere ex Genoa di compiere interventi tanto efficaci quanto spettacolari.

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Una differenza evidente tra i due portieri è la gestione del pallone. Se il nuovo numero uno polacco è un portiere particolarmente abile con il pallone tra i piedi, tanto che nelle partite giocate in questa stagione la costruzione bassa del gioco della Juventus si è appoggiata molto sul portiere polacco, trovando sempre una buona risposta sia nel gioco corto che sul lungo, altrettanto non si può dire di Perin che è sempre parso abbastanza titubante e poco preciso nel gioco col pallone tra i piedi. Tuttavia l’ex Genoa possiede certamente più ampi margini di miglioramento.
Le uscite basse, come detto, sono un punto di forza per entrambi, tuttavia entrambi non hanno particolare confidenza con le uscite alte. Per Szczesny questo sembra un problema che lo perseguita in ogni sua esperienza, tanto che è stato oggetto di una domanda durante la conferenza di presentazione alla Juventus (domanda che il portiere ha superato con un misto di ironia e convinzione nei propri mezzi).

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La porta della Juventus è in nuove sicure mani, e presto sapremo quali saranno quelle giuste, nonostante delle gerarchie già definite dal mister e anche dalla numerazione.