Szczesny, le mani del polacco sulla Supercoppa

di Mauro Bortone |

Lo sguardo curioso, a tratti algido, su un volto adolescenziale, sbarbatello e un po’ scanzonato. In dote un cognome che sembra un codice fiscale e che Allegri, quando doveva fare i conti con la formazione e scrivere alla lavagna si sforzava di riportare lettera per lettera come nel dettato alle elementari. Wojciech Szczęsny, professione estremo difensore, è uno degli indiscussi protagonisti nella notte di Reggio Emilia, quella che consegna alla Juventus la sua nona Supercoppa Italiana e a mister Andrea Pirlo il primo trofeo della sua carriera da allenatore, grazie al perentorio 2 a 0 contro il Napoli di Rino Gattuso.

Dire che il portiere polacco sia stato il migliore in campo sembrerebbe forzato, perché nell’idea comune, quando l’estremo difensore è quello che gioca meglio si ha l’impressione di aver subito, di essere stati inferiori e di aver avuto un atteggiamento poco propositivo: le argomentazioni, in questo caso, per Szczesny, non valgono.

La sua prestazione, infatti, è decisiva per dare fiducia e solidità a quanto i compagni hanno messo nelle altre zone del rettangolo di gioco, in una squadra finalmente quadrata, che ha ritrovato in Chiellini un totem, nel ritorno di Cuadrado e di McKennie dal primo minuto il brio necessario a tutto campo e in Arthur qualcosa di diverso e necessario nella costruzione sulla mediana.

Ma se non ci fosse stato il portiere polacco, la partita non si sarebbe messa sui binari più congeniali alla Juventus. Miracoloso l’intervento, nel primo tempo, quella sulla palla veloce in area su cui si avventa di testa Lozano: in nove situazioni su dieci è un gol sicuro, ma Szczesny allunga i guantoni e respinge il pericolo.

Più importante ancora quello che arriva nel 4’ minuto di recupero, quello che precede il gol del raddoppio di Morata, quando stende il gambone e riesce a respingere un tiro insidioso, sporcato nella traiettoria da uno stinco di Chiellini. Dettagli che fanno la differenza, soprattutto nei momenti chiave di una stagione. E, volendo un po’ di timore lo avrà messo anche ad Insigne nell’occasione del rigore che poteva riaprire il match: seppur spiazzato, è probabile che l’attaccante azzurro abbia pensato di dover angolare al massimo il tiro per impedire alle lunghe leve del portierone polacco di bloccargli il pallone, finendo per calciare al lato.

Ma al di là di questa rilettura, è indubbio che tante volte nei confronti del numero uno bianconero una parte dei tifosi abbia mostrato una certa insofferenza per le scelte di difesa dell’area piccola o per alcuni posizionamenti non giudicati all’altezza. Alla vigilia, c’era persino chi continuava a chiedere che giocasse l’eterno Buffon. Szczesny stavolta ci ha messo del suo nella vittoria e ha parato anche le polemiche e gli scetticismi.