Szczesny da Numero 1

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Reattività, esplosività, senso della posizione, tempismo nelle uscite, abilità nel gioco coi piedi: sono tutti requisiti fondamentali per un grandissimo portiere, ma non sufficienti per essere un fuoriclasse. La componente psicologica è parimenti fondamentale, e comprende la capacità di restare dentro la partita anche quando si viene sollecitati raramente, l’abilità nel gestire i momenti di massima pressione e, ovviamente, il saper reagire nel migliore dei modi agli episodi negativi. Wojciech Szczesny è il portiere titolare della Juventus da poco più di 3 mesi, non sappiamo quando e se diventerà un fuoriclasse, ma contro il Milan il portiere polacco si è dimostrato per l’ennesima volta inattaccabile sul piano psicologico.

C’è chi la chiama personalità, chi carattere, chi più semplicemente “palle“, e ci sono tanti modi di dimostrarle: esultando in faccia agli avversari ma anche lavorando in silenzio facendo parlare il campo, stamparsele sulla schiena come il buon Gigi a Parma o restare umili e aspettare il momento giusto per ottenere le proprie rivincite. Tale distinzione riguarda anche due grandi tipologie di portieri: quelli “caldi“, esplosivi in porta così come nel carattere e nelle dichiarazioni, dei quali Tacconi è il miglior esponente bianconero, e quelli “freddi“, assolutamente inattaccabili e all’apparenza inscalfibili da qualsiasi evento, capitanati da Dino Zoff. Buffon fa storia a se, leggenda che sa essere sia l’uno che l’altro, mentre Szczesny appartiene sicuramente ai portieri “freddi”, anche se ieri sera è stato percorso da una vena di follia che non avevamo ancora avuto modo di conoscere.

Riavvolgiamo il nastro: contro lo United il numero 1 polacco si è reso protagonista di uno-due (a seconda dei punti di vista) errori che hanno compromesso il risultato finale, ne è seguita la classica pioggia di commenti “poco carini” e giudizi sommari da parte dei milioni di allenatori che popolano il nostro paese, invocando Perin o addirittura il ritorno di Buffon al posto dell'”inadeguato” ex Roma.

Szczesny ha risposto sul campo, come è sempre stato bravo a fare: quello calciato da Higuain non è stato sicuramente un rigore perfetto, ma nemmeno un pallone semplice da parare, eppure Wojciech è piombato su di esso mandandolo sul palo, sfruttando la conoscenza dell’avversario e le sue grandi doti fisiche. Fin qui nulla di insolito: applausi, reazione di grande personalità alla prova negativa in Champions, risultato salvato in un momento della gara che poteva ribaltarne l’inerzia.
Guardiamo però il rigore con attenzione:

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Ci avrete sicuramente fatto caso guardando i tanti replay: prima del rigore Szczesny indica dove ha intenzione di buttarsi, Higuain tira comunque alla destra del polacco, che si distende e respinge. Un gesto apparentemente semplice, che può sembrare una semplice presa in giro o un modo per condizionare psicologicamente il Pipita, ma dietro al quale c’è moltissimo.

Szczesny già immaginava che Higuain avrebbe tirato alla sua destra, lo ha affermato anche nel postpartita, allora perché indicare all’ex compagno le proprie intenzioni? Con quel gesto il portiere sa che si esporrebbe alla più classica delle figuracce qualora Higuain decidesse di cambiare angolo, a posteriori risulta addirittura folle pensare all’enorme rischio al quale si è esposto Wojciech, celebre per essere appunto un portiere “freddo”.

Dietro al gesto di Szczesny c’è un ragazzo con una forza psicologica enorme, che ha dimostrato di essersi fatto scivolare addosso le critiche post United, utilizzandole addirittura come motivazioni per migliorare. Noi tutti saremmo stati comunque contenti se Szczesny avesse parato il rigore anche senza quel rischioso gesto, il polacco invece ha ingaggiato e vinto un duello mentale con Higuain per mostrare a noi, ma soprattutto a se stesso, di essere l’uomo giusto al posto giusto, un guardiano affidabile sul quale è sempre possibile poggiarsi nel momento del bisogno, che ha voluto spostare l’asticella della difficoltà un po’ più in là perché sapeva di potersi superare.

Insomma, uno da Juve.