E se Szczesny fosse il miglior portiere del mondo?

di Alex Campanelli |

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“Il miglior portiere del mondo sono io: quando ero alla Roma Alisson, che ora è considerato il più forte, era il mio secondo, ora Buffon, sicuramente il migliore della storia, è il mio sostituto”.

Così, ridendo, aveva parlato Wojciech Szczesny all’inizio della stagione, non molto tempo dopo il ritorno di Gigi Buffon in bianconero. Nessuno, nemmeno lui stesso, l’aveva preso sul serio, ma oggi proviamo a porci, in maniera provocatoria, proprio quel quesito: e se Szczesny fosse davvero il miglior portiere del mondo?

Tra gli addetti ai lavori il numero 1 polacco sta godendo di considerazione sempre crescente, merito del passaggio dalla Roma alla Juve, dei traguardi raggiunti e ovviamente delle prestazioni in campo, di ottimo livello anche nel suo ultimo periodo in giallorosso ma senza i riflettori di tutta Europa puntati addosso. Eppure, per molti esperti sono ancora tanti i numeri 1 superiori al portierone della Juve. Passiamo la palla ad alcune delle testate più autorevoli del globo, alla Fifa, alla Uefa e, perché no, anche agli sviluppatori di Fifa 20, simulazione sempre più vicina alla realtà:

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Qualche osservazione in merito alle varie graduatorie:

– il fatto che la Premier League sia il campionato più mediaticamente esposto e seguito del mondo, il recente approdo di tecnici preparatissimi provenienti da tutta Europa e i risultati importanti in campo europeo ottenuti dalle squadre d’oltremanica negli ultimi due anni, sono fattori che influenzano pesantemente la compilazione di tutte le classifiche, coi calciatori che giocano in Inghilterra spesso sovrastimati relativamente al loro valore tecnico ed economico;

– al contrario, la Serie A, complice l’egemonia bianconera e lo scarso rendimento internazionale delle altre italiane, scalda ben poco gli animi di redazioni e federazioni, sicuramente meno di Premier e Liga e alla pari con Bundesliga e Ligue 1;

– per i portieri più che per gli altri ruoli, è difficile distaccarsi dai retaggi delle stagioni precedenti: trova dunque posto anche chi non ha disputato un 2019 eccellente come Navas, Courtois o Neuer, mentre “nuovi arrivati” come Szczesny faticano a trovare posto;

– in diverse occasioni i risultati delle squadre in Champions tendono a pesare più dell’effettivo valore dei singoli estremi difensori: si spiegano solo così le presenze e le posizioni occupate da Onana e Armani, non all’altezza di molti nomi del lotto, e l’assenza di Szczesny in molte liste, con la Juve giunta “solo” ai quarti di finale di Champions League.

Se passiamo ai dati oggettivi, la musica però cambia nettamente: secondo Opta, Szczesny è il miglior portiere della Serie A per percentuale di tiri neutralizzati, 83,3%, e ha mantenuto la sua porta inviolata nella metà delle occasioni (dati aggiornati alla dodicesima giornata), mentre se andiamo a guardare gli Expected Goals neutralizzati il polacco è addirittura il migliore d’Europa con 0,53 Xg neutralizzati ogni 90′. Anche per Whoscored, che stila una Top 11 stagionale dei 5 principali campionati europei, il bianconero è al momento il migliore di tutti, con 7,4 di rendimento medio, voto che riassume tutte le statistiche, dalle parate ai passaggi completati.

Distacchiamoci ora dai numeri e prendiamo in esame ciò che vorremmo dal portiere della Juventus, prendendo come modello il mito inarrivabile come Gigi Buffon: il numero 1 della Juve deve saper essere decisivo e concentrato anche se chiamato in causa 1-2 volte a partita, con parate che valgono quanto un gol, dev’essere freddo e non farsi condizionare dalle circostanze e da eventuali errori, dev’essere forte sia tra i pali che nelle uscite, deve saper giocare bene coi piedi e deve avere nella continuità di rendimento il suo punto di forza, steccando raramente e mai nelle partite che contano.

Per quanto riguarda il primo punto, oltre ai numeri già citati, fanno scuola i recenti precedenti con Atalanta e Milan (ma non solo: pensate a Valencia, alla parata su Schick a Roma…), gare nelle quali la Juventus ha sbandato dietro in un paio di occasioni ed è stata salvata dal suo portiere, giudicato tra i migliori in campo da tutti gli organi di stampa principali. La freddezza e la personalità sono ormai conclamati punti di forza di Wojciech, con la parata sul rigore di Higuain dello scorso anno, incluso tutto il siparietto precedente, come dimostrazione migliore.

In questa stagione inoltre Szczesny ha dovuto inoltre sopportare l’ulteriore pressione generata dal ritorno di Gigi Buffon, fattasi via via sempre più pesante ogni volta che la leggenda bianconera scendeva in campo e salvava la Juventus con le sue prodezze (almeno prima della papera col Sassuolo); quanti portieri avrebbero retto la concorrenza del migliore della storia senza crollare?

Nel gioco coi piedi Szczesny, pur non raggiungendo le vette d’eccellenza dei due mostri nel fondamentale Neuer e ter Stegen, è un portiere di sicura affidabilità, indispensabile nel gioco di Sarri, capace di fraseggiare nel corto così come di lanciare lungo con precisione; è facile, per chi ha visto la Juventus dal vivo almeno una volta, restare ammirati osservando i suoi lanci chirurgici alternando quasi indifferentemente destro e sinistro.

Poco da eccepire anche sulla continuità dell’ex Roma e Arsenal: per contare i suoi errori a stagione, tra l’altro raramente marchiani o grossolani, non servono nemmeno tutte le dita di una mano, e nelle partite più importanti disputate dalla Juventus Szczesny ha spiccato sempre in positivo. Davvero complicato ricordare una gara di cartello che la Juventus abbia perso o pareggiato per colpa del suo portiere, fa in parte eccezione solamente la sconfitta casalinga nella fase a gironi contro lo United, nella quale Scholes e altri commentatori inglesi hanno bacchettato sin troppo duramente il polacco per il suo errato posizionamento in occasione dell’1-2 di Mata. Per il resto, in Champions e nei big match di campionato, Szczesny è sempre stato ineccepibile.

Abbiamo volutamente lasciato per ultima la sezione relativa alle uscite, in particolare quelle alte, unico vero tallone d’Achille del giocatore, sul quale è comunque chiaro quanto Szczesny stia lavorando e cercando di migliorare. Della sua timidezza nelle uscite ne ha parlato diffusamente Giulio Gori su queste pagine, ma a distanza di quasi due anni possiamo notare come il ragazzo, alla soglia dei 30 anni, sia decisamente più padrone dell’area rispetto a prima, grazie probabilmente a una fiducia nei propri mezzi sempre maggiore.

Ma alla luce di tutto questo, è davvero possibile che TUTTI o quasi i commentatori, gli addetti ai lavori e i media stiano prendendo un clamoroso abbaglio collettivo nell’escluderlo dalla cerchia dei migliori portieri d’Europa? Cosa tiene Szczesny fuori dalla cerchia dei migliori in assoluto?

Restringiamo il campo ai più forti del momento, condivisibili dalla stragrande maggioranza degli appassionati: Alisson, Ederson, Neuer, Lloris, Oblak, Courtois, de Gea e ter Stegen. Oltre alle osservazioni già espresse in coda alla tabella, va constatato come:

– tutti i portieri menzionati, eccezion fatta per Alisson, hanno alle spalle molte annate da titolari in squadre di alto livello in Europa, mentre Szczesny è il titolare della Juve da poco più di un anno;

– molti di essi sono titolari in nazionali al top dei ranking Fifa e Uefa, hanno disputato con continuità fasi finali di mondiali e competizioni continentali sia con la nazionale che col club, e il rendimento delle singole squadre a volte li ha gonfiati agli occhi dei media (pensate a Victor Valdes, portiere normalissimo di una squadra aliena, sempre molto considerato da stampa e addetti ai lavori);

– quelli che sembrano lontani dalla forma migliore, come Neuer e Courtois, hanno acquisito negli anni un blasone tale da permettergli una stagione o due su livelli non eccelsi, lo stesso ad esempio valeva per Buffon prima che la Juventus tornasse a vincere.

– corollario dei punti precedenti, ad un portiere di comprovata bravura ed esperienza vengono perdonati errori, anche marchiani, con più facilità; se Joao Felix avesse segnato a Szczesny lo stesso gol che Dybala ha segnato ad Oblak, i media di tutta Europa avrebbero chiesto la testa del polacco.

A Szczesny dunque mancano essenzialmente due cose: diversi anni dal rendimento elevato in un top club (4-5 anni fa avremmo mai inserito i vari Oblak, de Gea e ter Stegen in questo gruppo?) e un risultato importante in campo europeo. Un’ipotetica vittoria della Champions League o dell’Europeo 2020 potrebbe decisamente accelerarne l’ascesa, com’è capitato ad Allison, passato in due anni da sua riserva a portiere al top mondiale.

La scalata di Wojciech passa dunque dalle fortune della Juventus (e della Polonia, ma qui è decisamente complicato), l’olimpo dei migliori è assolutamente alla sua portata. Chi è dunque il miglior portiere del mondo? Passiamo la palla a uno che ne capisce, Gigi Buffon, da una sua vecchia intervista al Guerin Sportivo:

“Il miglior portiere del mondo non esiste: esiste un gruppo di 3-4 portieri che, a seconda del momento di forma, esprime il migliore del mondo”

Wojciech Szczesny può entrare a farne parte: alla Juve il compito di aiutarlo a sovvertire le gerarchie, a lui quello di continuare a fare il suo mestiere almeno su questi standard. Il tempo sarà galantuomo.