Szczesny, il miglior portiere dimenticato dal calcio

di Alex Campanelli |

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Wojciech Szczesny è bravissimo a proteggere la sua porta, non lo scopriamo certo ora, ma la novità è che è diventato anche bravo nel proteggere i compagni dalle critiche. Già, perché i giudizi negativi relativi alla nomina di Dybala quale MVP della stagione sono un’inezia se paragonati allo tsunami di insulti e attacchi piovuti sul polacco quando è stato eletto miglior portiere della stagione, un vero e proprio parafulmine che ha attirato a sé tutte le critiche degli antijuventini, ma anche di moltissimi “sono juventino, MA…” che dovrebbero guardare qualche partita in più. Perché la novità non è che Szczesny sia il miglior portiere del campionato, ma scoprire che è tra i migliori d’Italia ed Europa già da un po’.

La critica internazionale, complici i suoi anni in Premier League buoni ma non da top del ruolo, è spesso rimasta indifferente alle prestazioni del numero 1 juventino, mentre in Italia Szczesny è sempre stato considerato “un buon portiere”, ma mai del livello di Donnarumma e Handanovic, per dirne un paio che secondo i più avrebbero meritato tale premio, assieme a Musso (ehm). Come evidenziavamo in questo articolo, che cercava di spiegare come mai Szczesny viene raramente considerato tra i portieri più forti d’Europa, a un portiere serve tempo, oppure un paio di stagioni di livello eccezionale, per elevarsi a fuoriclasse nelle menti di appassionati e addetti ai lavori. Wojciech non è tipo da exploit, e le sue grandi prestazioni danno poco nell’occhio sia perché viene dopo un mostro sacro come Buffon, sia perché il suo standard, di qualità elevatissima, non si alza quasi mai, perché giunto a tal punto c’è veramente poco da elevare.

Szczesny era già il miglior portiere della Serie A l’anno prima di approdare alla Juve, è stato fondamentale nell’anno in cui ha giocato a singhiozzo alternandosi con Buffon (Schick se lo ricorda), praticamente perfetto nella scorsa stagione e addirittura salvifico, a più riprese, in questa. Nel mentre, Donnarumma infilava annate in chiaroscuro che gettavano ombre sui suoi fondamentali e sul suo gioco coi piedi, mentre Handanovic veniva criticato dagli interisti stessi per l’immobilità sempre più evidente (anche prima del 2-3 di San Siro) in diverse occasioni. I vari Sirigu, Gollini e Musso, emersi negli ultimi 2-3 anni come ottimi estremi difensori, non possono ancora, con tutto il rispetto, sedersi all’ormai esclusivo tavolo di Szczesny.

Si è sempre detto che fare il portiere alla Juventus è un mestiere complicato, perché si ricevono 1-2 tiri a partita e lì bisogna essere pronti; l’estremo difensore polacco lo scorso anno ha dimostrato di saperlo fare, mentre in questa stagione ci ha fatto vedere anche che in caso di bombardamento avversario (come in realtà era successo anche con l’Ajax) può diventare un fattore determinante, citofonare Sassuolo per i dettagli.

La firma di Szczesny sullo Scudetto, ma anche un buon compendio delle sue doti.

Il miglior portiere è sempre e comunque quello che sbaglia meno, e quanto sbaglia Szczesny? Il suo UNICO vero errore stagionale è su questo tiro di Alfredo Donnarumma ed è datato 24 settembre 2019, poi 2-3 mezzi errori come la respinta corta che dà il la alla rete di Zielinski contro il Napoli e l’incertezza sul tiro coperto-deviato di Leao in Milan – Juve 4-2, poi la perfezione, sempre e comunque. Nel mentre, Donnarumma e Handanovic si rendevano protagonisti di cose aberranti come questa o questa; allargando il tiro all’Europa, errori come quello di Oblak su Dybala, o di Neuer contro il Paderborn, o i tanti della stagione di de Gea, avrebbero fatto gridare al mondo “non è un portiere da Juventus”, mentre qui vengono ascritti a “battute a vuoto di portieri comunque fortissimi”.

La cosa più bella è che a Szczesny di tutto questo ragionamento non importa assolutamente nulla: non ha commentato neanche con un “grazie” il premio della Lega Serie A, non gli interessa prendersi le copertine con le sue parate né tantomeno fare incetta di riconoscimenti individuali. Szczesny para, para tanto e lo fa benissimo, e con l’evidenza dei fatti sta costringendo tutti ad accorgersene; eravamo così presi dal trovare l’erede di Buffon, che non ci siamo accorti di avere tra le mani uno dei numeri 1 più forti del globo.