Svezia-Irlanda: Ibra e poco più

di Juventibus |

di Nicola Tagaras

La Svezia di Ibrahimovic, prossimo avversario dell’Italia di Conte, impatta 1-1 contro l’Irlanda nel match pomeridiano a Saint-Denis. Cosa ci ha detto questa partita, in vista del match di venerdì?

Innanzitutto, che la Svezia è una squadra dal tasso tecnico limitato, e questo già si sapeva.

Di sicuro, la prestazione contro l’Irlanda non è stata delle migliori: si sono viste molte imprecisioni ed errori tecnici, soprattutto a centrocampo dove i due interpreti Kallstrom e Lewicki sono sembrati timidi e privi di grandi idee. In generale, il 4-4-2 (con Ibra libero di svariare per il campo) del coach Hamrén si è dimostrato poco incisivo e piuttosto carente in fatto di personalità.

Il pressing degli irlandesi ha costretto spesso gli svedesi al lancio lungo, e questo non ha prodotto molto sul piano offensivo: si è riscontrata infatti una certa difficoltà nel trovare le punte. Inoltre, ritmo basso tenuto dalla Svezia non ha di certo aiutato, contro un’Irlanda sicuramente più aggressiva e sfrontata.

Le note positive non sono state molte, di sicuro il giocatore che si è notato di più oltre ad Ibra è stato il terzino Olsson, che si è presentato svariate volte dalle parti della bandierina avversaria, sfornando anche dei buoni cross.

Sono proprio questi traversoni che ci devono (con le dovute proporzioni) preoccupare: la fisicità degli svedesi può mettere in difficoltà le difese avversarie proprio nel gioco aereo, lo testimonia il fatto che durante questa partita le maggiori opportunità per Ibra e compagni sono arrivate da calcio d’angolo.

Se però la Svezia gioca con il ritmo basso visto nella partita d’esordio, finirà per proporre una manovra prevedibile e farà fatica a trovare il gol, non è infatti un caso che la rete del pareggio sia arrivata nell’unica occasione in cui la trama offensiva è stata veloce e giocata con la palla a terra, costringendo Clark ad anticipare tutti e mettere il pallone nella propria porta.

In generale quindi, venerdì dovremo aspettarci una partita scorbutica e fisica, prestando ovviamente attenzione ad Ibrahimovic, che può essere pericoloso in ogni momento.

L’Italia dovrà essere brava ad alzare il ritmo e provare a prendere gli svedesi in velocità.