Svezia-Irlanda: l'esordio dei Boys in Green

di Juventibus |

di Alessandro Lucia

La Nazionale Irlandese, avversaria dell’Italia nel gruppo E, si è rivelata un avversario ostico per la Svezia e avrebbe senza dubbio meritato la vittoria. Curiosità: è la nazionale con l’età media più alta di tutto il torneo (29, 39 anni).

I Boys in Green si schierano in campo con il consueto 4312: Randolph; Coleman, Clark, O’Shea, Brady; Whelan McCarthy, Hendrick; Hoolahan; Walters, Long.
L’atteggiamento tattico è chiaro: lanci lunghi dalla linea difensiva a scavalcare un centrocampo poco dotato tecnicamente e quasi del tutto assente in fase di palleggio. Arma in più i due terzini, Brady e Coleman, che hanno ampia libertà di avanzare ed eccellenti doti fisiche, reggendo un continuo avanti-indietro per i 90′ minuti. Paradossalmente proprio loro, insieme al guizzante Hoolahan, sono i giocatori più dotati tecnicamente (escludendo Keane, in panchina).

In fase offensiva, l’Irlanda si schiera con Hoolahan dietro Long, prima punta classica, e Walters, che tende spesso ad allargarsi ad aiutare il terzino. Hoolahan è propositivo ma poco cercato dai compagni, che preferiscono lanciare lungo sperando in una sponda di Long, il quale però raramente ci arriva, visto l’attento controllo degli riservano gli enormi difensori svedesi.

Il terzino destro Coleman, migliore in campo, alterna ottime incursioni a evidenti incertezze in fase di marcatura, dimostrandosi poco reattivo nelle diagonali: questo potrebbe essere un punto debole da sfruttare per Conte. Non bisogna però dimenticare l’apporto offensivo del difensore dell’Everton: proprio da una sua bellissima discesa con slalom è nato infatti il cross che ha mandato in gol Hoolahan.

L’Italia dovrà fare inoltre molta attenzione ai calci piazzati, sui quali Clark e O’Shea sanno essere molto pericolosi, e alle soluzioni da fuori area della mezzala Hendrick, autore di ben tre conclusioni degne di nota, tra cui una finita sulla traversa quando il match era ancora sullo 0-0.

Dopo il vantaggio Irlandese, con l’uscita di Walters per McLean, i Boys in Green passano al 4411. La Svezia però schiaccia l’Irlanda e pareggia con una veloce azione sulla sinistra, nella quale O’Shea, difensore esperto ma non rapidissimo, viene infilato dal veloce scambio degli attaccanti svedesi. Sul gol anche il compagno di reparto Clark si dimostra un po’ goffo, buttando di testa la palla nella propria porta.

La compagine irlandese ha dunque qualche punto forte ed è stata in grado di mettere in difficoltà la Svezia, ma non è senz’altro irresistibile: mantenendo alta l’attenzione, gli Azzurri di Conte hanno tutti i mezzi per centrare i tre punti contro questa squadra.