Surfing with… Federico Bernardeschi

di Giacomo Scutiero |

 

C’è quella stagione di “Ha fatto abbastanza bene” e quella di “Ha fatto il salto”. Chiedo aiuto anche a voi, perché su questo ragazzo non ho la risposta bella pronta.

Siamo d’accordo che, formazione media oppure top, il giocatore cui concedi la quasi piena licenza di espressione sia il migliore a tua disposizione (a meno che ne abbia 4-5 del livello…Ma non è il caso della Fiorentina)? Bene.
Federico, 23 anni quattro mesi fa, ha già fatto “sentire la presenza” in Serie A per due stagioni; a destra, a sinistra, più basso, più alto. Due campionati speculari per quantità e dissomiglianti per qualità: nel primo l’esordio con immersione senza alcun rischio di annegare, nel secondo il brevetto di stile libero. Ad oggi non è ancora in piedi sulla tavola, non è in grado di surfare sul torneo, ma è un abile fusto ammirato dai bagnanti.

 

L’evoluzione, biologia d’anagrafe a parte, è ascritta in grande fetta a Paulo Sousa. Il composto chimico di visione e movimenti aggregato a quel che era già denso in ampolla, la tecnica individuale, è il risultato del LAB intitolato al brizzolato portoghese.
Bernardeschi riesce a dare un’accezione positiva al concetto di indifferenza: che avvii lo start da sinistra o che destini le meningi al trova-spazio centrale, poco cambia di fatto e in apparenza. C’è sempre una partita-riferimento, no? Ecco, parliamo di Fiorentina-Napoli del dicembre scorso: il centrocampo iper-aggressivo di Sarri & co. ha invitato Federico a gozzovigliare inter-linee; l’alta pressione riduce lo spazio (davanti) eppure lo crea (dietro).

 

 Mettersi a disposizione; assumersi responsabilità; agevolare il compagno

 

Stiam parlando di un ragazzo che eccelle in un insieme di media qualità. Non è bere un bicchiere d’acqua, anzi…”Non fa cose normali”, per citare Massimiliano Allegri su Schick. I suoi passaggi dovrebbero essere perlomeno ridefiniti sulla fiducia key pass, tanto è certa la connessione A—B. Sousa l’ha emancipato, lui ha raccolto la concessione “spammando” estro. Quando regni per tecnica e velocità col pallone tra i piedi, imparare a muoverti e posizionarti senza la sfera è il badge per l’ingresso nelle graduatorie lussuose.

 

 L’invidiabile deficienza di gol non seducenti

 

Brunelleschi di Carrara, città natale di Buffon. Lo si incontra a Firenze da quando ha nove anni, non lo videro per un po’ quando partì per la Calabria andando a fare l’esterno destro d’attacco del Crotone; molti applausi allo Scida e fuori, molte fotografie al suo arto sinistro.
Quando rincasa, si rompe il malleolo e in pratica brucia la stagione 2014/15; dopodiché, con Montella mister e Salah compagno, non va oltre le dieci apparizioni. Arriva Sousa, arriva il 3412 (4411), arriva il campo senza uscita: non attaccante largo, non mezzapunta “tottiana”, ma ala fuori e dentro le regole. I tifosi viola ricordano un Bernardeschi-Mandzukic contro la Roma, ma parve uno spreco; l’habitat del ragazzo è pacificamente il semi-spazio, la piattaforma da cui genera attività non convenzionali. Nuoce alla salute dell’avversario perché calcia oppure assiste, accelera oppure temporeggia, stringe oppure crea ampiezza. Con la testa ben su.
Il suo surplus? Realizzare quando è il tempo di…Federico è un protagonista del carpe diem da studiare. L’idea, il timing e l’esecuzione non sbavata.

 

What a beauty!

 

Volendo giocare un pochettino al fantacalcio, non vi sono sinistri di A paragonabili fuorché quello di Dybala (e Berardi?); nell’elenco dei pregi, vanno aggiunti i punti del tiro forte e diritto dalla media-lunga distanza e i calci piazzati (in Europa League una delle punizioni più estasianti da quando seguo il calcio).

Guardando il giocatore con occhi bianconeri e trascurando mai il ritornello di Allegri (“Migliorare la qualità del gioco”), distinguiamo un calciatore capace di posizionarsi inter-linee, dove la palla giunge facilmente e l’avversario difficilmente. Per chi ha ormai indurato la costruzione e l’uscita dal basso, le loro migliore riuscite sarebbero agevolate da questo biondo. A prescindere da dove farà il ritiro estivo a breve o più in là, provo a rispondere tranchant: come massimo, un Roberto Baggio pieno di centimetri; come minimo, un biglietto di solo andata per il divertimento.