Al supermercato dei bomber

di Nevio Capella |

Le voci su una possibile partenza di Higuain hanno scosso il mercato prima del previsto, ma non è la prima volta che i bomber della Juve si ritrovano al centro di trattative inaspettate e imprevedibili.

E’ difficile trovare un fenomeno di costume capace di suscitare negli appassionati di calcio un mix di sogni, incubi, adrenalina, terrore e ansia maggiore di quello che genera mediamente la sessione estiva di mercato, eppure la fastidiosa presenza del primo Mondiale senza Italia dell’era moderna lasciava quel filino di speranza di poter vivere almeno qualche altra settimana di tranquillità, prima di finire nel baratro delle angoscianti domande ricorrenti quali: “Chi comprerà la mia squadra?”, “Davvero stiamo trattando tizio?”, o ancora “Riusciremo a trattenere caio?”.
Invece, contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, quest’anno tra addetti ai lavori, tifosi e cazzari di vario genere, tutti hanno provveduto a muovere subito delle belle quantità di polvere e sicuramente non era lecito aspettarsi addirittura entro fine maggio un qualcosa di talmente grosso e fragoroso come il presunto affare Higuain-Icardi sulla tratta Torino-Milano.
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Ora, volendo tralasciare l’eventualità che questo scambio, che avrebbe del clamoroso al di là di ogni precedente passato, si concretizzi o anche che il giovane Maurito possa in qualche modo approdare alla Juventus, può essere utile focalizzare l’attenzione sulle voci che diventano sempre più insistenti in merito alla possibile partenza del Pipita da Torino, dopo soli due anni di militanza bianconera.
Occorre ricordare infatti, che spesso, almeno per quanto concerne l’era recente collocabile nell’intervallo temporale degli ultimi 25 anni, gli addii più inaspettati e dolorosi che i tifosi juventini hanno dovuto digerire nel contesto di vacanze improvvisamente diventate amare, sono stati quelli dei grandi bomber per i quali era lecito non solo escludere categoricamente l’ipotesi di cessione ma anche auspicare permanenze di lunga durata: è giusto a tal proposito sottolineare che è stato il ciclo della Triade a inaugurare le estati di elaborazione del lutto con la cessione al Milan di Roberto Baggio nel luglio del 1995, anche se bisognerà poi aspettare 12 mesi per prendere la prima mazzata (doppia, in verità) relativa ai bomber, nel momento in cui non riusciamo manco a festeggiare come si deve la seconda Coppa dei Campioni della nostra storia che già siamo costretti a metabolizzare gli addii di Vialli e Ravanelli, calciatori che di quella Juventus furono innanzitutto leader e trascinatori, oltre che, per l’appunto, bomber.
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La dirigenza aveva deciso di cogliere al volo le offerte provenienti dall’oltremanica per i due attaccanti non più di primo pelo e reinvestire su diversi giovani tra cui l’emergente Christian Vieri che arrivò a Torino con Amoruso e Boksic, ad unirsi a Padovano e Del Piero nel reparto di attacco di una delle Juve più dominanti di sempre.
Nonostante un gol all’esordio contro la Reggiana, Vieri impiegò molto tempo ad ambientarsi complici numerose discussioni con Marcello Lippi, riuscendo di fatto a prendersi una regolare titolarità solo in primavera quando la definitiva esplosione gli valse, oltre ad un bottino di 8 gol in campionato, anche una maglia da titolare nella finale di Champions League di Monaco di Baviera poi persa contro il Borussia Dortmund.

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Sembrerebbe l’inizio di una lunga storia e invece, in barba alle dichiarazioni dell’Avvocato Agnelli e alle speranze dei tifosi, Moggi definisce a giugno la cessione di Bobo all’Atletico Madrid per la cifra allora record di 34 miliardi, perfezionando l’acquisto di un nuovo bomber reduce anch’egli da un’ottima stagione all’Atalanta: Filippo Inzaghi.
L’avventura bianconera del centravanti piacentino si rivelerà più lunga di quella di Vieri ma destinata a sfumare con il passare degli anni (che alla fine saranno quattro) dopo una prima stagione molto fortunata specie dal punto di vista delle realizzazion, ma con un progressivo appassimento culminato con i due campionati persi malamente sotto la guida di quel Carlo Ancelotti che ritroverà poi al Milan, e che sancirà la sua cessione ai rossoneri con cui di fatto inizia la meravigliosa avventura dell’attaccante che tuttora risulta essere il più prolifico realizzatore straniero della storia della Juventus, David Trezeguet.

La storia di Roi David, della coppia formata per un decennio con Alessandro Del Piero e delle infinite gioie che ci ha regalato, è nota a tutti e in questo caso si può dire che ci troviamo dinanzi a un’eccezione visto che l’avventura torinese del franco-argentino termina in prossimità della fine della carriera, e per trovare altri prematuri addii  a prodigiosi cannonieri dobbiamo arrivare a pochi anni fa e a Carlos Tevez, argentino proprio come il Pipita, a cui improvvisamente e nel momento più bello, viene un forte attacco di nostalgia per il suo paese che solo qualche mese dopo apparirà per ciò che realmente era, una furba operazione di marketing e soldi.

Di Gonzalo Higuain, che è il giocatore costato più di ogni altro della nostra storia, sappiamo già tutto e stiamo leggendo in questi giorni forse anche di più, e non c’è voluto molto tempo per orientare e dividere i tifosi tra quelli che accetterebbero la sua partenza e quelli che lo ritengono ancora fondamentale per continuare a vincere, e soprattutto a inseguire “la cosa” che ogni anno che passa diventa sempre più un giusto mix tra sogno e ossessione.

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Personalmente ritengo che non valga la pena arrovellarsi troppo il cervello per giunta prima del Mondiale, ma semplicemente aspettare, anche se c’è già chi è andato a scavare un precedente ancora più vecchio di quelli citati in questo articolo e soprattutto più pertinente visto che nell’estate del 1976 Inter e Juventus si scambiarono clamorosamente i rispettivi bomber, Boninsegna e Anastasi, che oltre ad essere legati da diversi anni alle squadre di appartenenza ne erano anche notoriamente tifosi: alla fine, quell’affare che sembrava favorire i nerazzurri, si rivelò più proficuo per la Juventus e per il centravanti mantovano, tanto in termini di reti realizzate quanto per trofei conquistati.

Quanto sia giusto paragonare quello scambio a questa che per ora sembra essere solo una chiacchiera prematura, non è dato sapere, ma basterà scollinare a luglio per capire se la saga di cui abbiamo parlato dovrà arricchirsi di un nuovo capitolo.