La Supercoppa più importante del decennio Juve

di Juventibus |

L’incubo è arrivato: una sconfitta, in casa della rivale più accreditata, allenata da Conte e il distacco in classifica che aumenta.

Due giorni appena dalla gara che ha visto la Juventus non solo sconfitta a San Siro dall’Inter nettamente ma anche lasciare una sensazione di impotenza che lascia più che mai in bocca la sensazione amara di una fine ciclo, di un testimone passato proprio alla rivale più acerrima (e spesso umiliata in questi 9 anni).

La delusione era dipinta negli occhi di Capitan Chiellini così come in ogni tifoso che da un decennio vede la squadra primeggiare ovunque, spesso e volentieri proprio al Meazza. Dopo 3 vittorie di fila in campionato (e una in Coppa Italia) la mini-risalita dei bianconeri naufraga in un ko senza appello e con poche attenuanti: la peggiore prestazione della stagione. Eppure, se ad oggi è inutile pensare alla lotta per il Campionato il KO non è una pietra tombale sul progetto della società.

La scommessa fatta dal Presidente Agnelli in persona di consegnare le redini di una squadra al carismatico ma inesperto Andrea Pirlo, e gli investimenti sul mercato in giovani talenti (Kulusevski, McKennie, Chiesa, dopo de Ligt, Demiral, Arthur), lo svecchiamento della rosa, sono la dimostrazione di come la società abbia intrapreso con convinzione la strada del cambiamento, mettendo in conto anche il rischio di non vincere nell’immediato. Non c’è da sorprendersi: la lungimiranza di progettualità della società ha permesso alla Juventus non solo primato in Italia per nove anni consecutivi, ma anche di essere tra i club più importanti in Europa e nel mondo.

Così la Supercoppa contro il Napoli (stavolta un “vero” trofeo, contro la vincitrice della Coppa Italia), spesso vetrina invernale o estiva poco attendibile, ritorna ad essere un titolo cruciale e offre una tripla possibilità: riscatto immediato dopo il crollo (senza aspettare 7 giorni), vittoria del primo trofeo del nuovo corso e test per le capacità di reazione “emotiva” prima ancora che tecnico-tattiche, per Pirlo (in termini di capacità di preparare e leggere una gara) e per gli uomini in campo.

Per la nona volta consecutiva la Juventus scende in campo per portare a casa il primo trofeo stagionale, 4 le vittorie e 4 le sconfitte (2 ai rigori con Napoli e Milan e 2 nelle ultime sfide con la Lazio), ma è la prima volta che la Supercoppa Italiana assume un valore così nodale per la stagione: cancellare subito quella sconfitta “totale” o infilarsi in un doppio schiaffo che avrebbe ripercussioni dolorosissime.

Una gara, un trofeo, un lusso che la Juve questa volta non può lasciarsi sfuggire.

di Susanna Gatto